Papa Francesco e Draghi preoccupati per il calo demografico: "Mette a rischio il futuro del Paese"
di Paolo Rodari , di Paolo RodariCITTÀ DEL VATICANO - Anche per Papa Francesco è la vera questione sociale dei giorni nostri. La riduzione delle nascite non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. Tanto che venerdì mattina sarà direttamente lui, assieme al presidente del Consiglio Mario Draghi, ad aprire - in presenza - la prima edizione degli Stati generali della natalità al Foyer dell'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il Papa che più volte ha insistito sulla crisi demografica e sulla necessità di trovare soluzioni politiche, ritornerà sulle parole pronunciate appena lo scorso 7 febbraio durante l'Angelus in piazza San Pietro quando si è detto "preoccupato" per l'inverno demografico italiano "che mette a rischio il futuro del paese".
CITTÀ DEL VATICANO - Anche per Papa Francesco è la vera questione sociale dei giorni nostri. La riduzione delle nascite non soltanto in Italia, ma in tutta Europa. Tanto che venerdì mattina sarà direttamente lui, assieme al presidente del Consiglio Mario Draghi, ad aprire - in presenza - la prima edizione degli Stati generali della natalità al Foyer dell'Auditorium della Conciliazione a Roma. Il Papa che più volte ha insistito sulla crisi demografica e sulla necessità di trovare soluzioni politiche, ritornerà sulle parole pronunciate appena lo scorso 7 febbraio durante l'Angelus in piazza San Pietro quando si è detto "preoccupato" per l'inverno demografico italiano "che mette a rischio il futuro del paese".
Gli ultimi dati diffusi dall'Istat sono impietosi. Nel 2020 si è registrato un nuovo minimo storico di nascite dall'Unità d'Italia e un massimo storico di decessi dal secondo dopoguerra. Il calo delle nascite è del 3,8%, quasi 16 mila nati in meno rispetto al 2019. Nel 2020 sono stati iscritti in anagrafe per nascita 404.104 bambini. Mentre i decessi sono aumentati del 17,6 per cento: quasi 112 mila in più rispetto al 2019.
Nel 2019 il presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo aveva formulato la previsione che la popolazione italiana scenderà dagli attuali 60,4 milioni a 58,3 milioni nel 2050. E non aveva nascosto gli impatti negativi sull'economia e sul sistema previdenziale. Ma sembra che un anno dopo l'avvento del Covid-19 le previsioni debbano essere ritoccate al ribasso con scenari futuri davvero devastanti.
Domani saranno presenti anche la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Toccherà poi ancora a Blangiardo tratteggiare scenari futuri per demografia ed economia.
A promuovere il meeting è il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, che molto si è speso negli ultimi mesi per l'assegno unico e universale per ogni figlio. La sfida, adesso, è far sì che le nuove misure previste dal governo segnino un cambio di passo significativo per il Paese e per le sue famiglie: "In un momento d'investimenti sul futuro del Paese e in un'Italia da troppo tempo a nascite zero - ha detto recentemente De Palo - , chi ha figli deve veder migliorare la propria condizione di vita".