"Accendo le luci spengo la festa / C′è qualcuno che ha ancora voglia di ballare e protesta", era l'inno di Sir J a chiudere le serate del 1996. Ora che le discoteche sono ferme causa Covid da 9 mesi esatti, di voglia di ballare ce n'è molta, di aria di protesta pure. La riapertura è un miraggio che i gestori dei locali guardano col cannocchiale e non vedono comunque prima di luglio-agosto. Così s'immaginano le discoteche del presente e quelle del futuro: spazi trasformati in musei, sale riconvertite in ristoranti con spettacoli dal vivo, stabilimenti rilevati per spostarsi tutti in spiaggia, chiringuito ripensati oltre il calar del sole.
È il caso del club simbolo della Riviera, il Cocoricò, che riaprirà come "Repubblica Discocratica", un luogo per eventi, performance, pittura, fotografia, teatro, musica che ospiterà pure un museo, il Mudi: "Da una parte sarà la memoria storica d…
È il caso del club simbolo della Riviera, il Cocoricò, che riaprirà come "Repubblica Discocratica", un luogo per eventi, performance, pittura, fotografia, teatro, musica che ospiterà pure un museo, il Mudi: "Da una parte sarà la memoria storica d…
"Accendo le luci spengo la festa / C′è qualcuno che ha ancora voglia di ballare e protesta", era l'inno di Sir J a chiudere le serate del 1996. Ora che le discoteche sono ferme causa Covid da 9 mesi esatti, di voglia di ballare ce n'è molta, di aria di protesta pure. La riapertura è un miraggio che i gestori dei locali guardano col cannocchiale e non vedono comunque prima di luglio-agosto. Così s'immaginano le discoteche del presente e quelle del futuro: spazi trasformati in musei, sale riconvertite in ristoranti con spettacoli dal vivo, stabilimenti rilevati per spostarsi tutti in spiaggia, chiringuito ripensati oltre il calar del sole.
È il caso del club simbolo della Riviera, il Cocoricò, che riaprirà come "Repubblica Discocratica", un luogo per eventi, performance, pittura, fotografia, teatro, musica che ospiterà pure un museo, il Mudi: "Da una parte sarà la memoria storica del locale, dall'altra una piattaforma per giovani artisti", spiega il patron Enrico Galli. Fino alla ripartenza vera con i migliori dj sotto la Piramide.
Per ora i romagnoli ballerano poco: i fratelli De Luca, che avevano convertito la famosa discoteca Mon Amour nel ristorante Frontemare, hanno investito nei due bagni su cui affaccia il locale per unire la cena con serate a tema. In spiaggia i bagnini collaboreranno con gli staff dei locali per aperitivi con dj set accanto ai chioschi sulla sabbia.
Lo chiamano il "business dell'aperitivo" e contagia tutta la penisola. A Fregene c'è La Vela che, spiega il proprietario Emiliano Pistoia, vuole "tornare ai fasti degli anni '90, quando si chiamava Tattou e tutta Roma veniva a ballare qui". La musica sarà dal vivo con bande e storici dj house ad accompagnare lo spritz.
In città si apre pure al mattino, ad esempio all'ex Mythos di villa Borghese, che dopo vent'anni cambia orari, inaugura sette piscine, un solarium, spazi per lo yoga e cene seduti al tavolo con spettacoli di musicisti ed equilibristi. La formula debutterà persino alla corte di Flavio Briatore in Costa Smeralda, lo scorso anno focolaio Covid, che ospita "The Billionaire experience": "Un intrattenimento che dura tutta la notte, combinato alla cucina italiana e new asian" si legge sul sito, dove si preannuncia il sold out. Riconvertiti in ristoranti sono pure il Mako di Genova, il Celebrità di Novara o il Big Club di Torino.
"Il 30% delle discoteche invece non ce l'ha fatta - spiegano dal Silb, il sindacato del locali da ballo - E non riaprirà più. I 2800 spazi al chiuso attendono, molti hanno già deciso di puntare sulla stagione invernale quando saremo tutti vaccinati, per gli altri c'è da dare forma alla visione del futuro trasformando gli spazi in luoghi in cui si mangia, gusta, ascolta musica".
La prossima settimana potrebbe essere decisiva: il Silb presenterà al Cts un protocollo stilato con quattro associazioni col via libera dell'infettivologo Matteo Bassetti e dell'epidemiologo Pierluigi Lopalco per provare a riaprire con il certificato vaccinale, il tampone negativo e le mascherine in pista, ma senza distanziamento. L'idea per fine giugno è un evento test "Covid free" modello Barcellona per 2 mila persone al Praja di Gallipoli, in Salento.
(ha collaborato Giulia Foschi)
È il caso del club simbolo della Riviera, il Cocoricò, che riaprirà come "Repubblica Discocratica", un luogo per eventi, performance, pittura, fotografia, teatro, musica che ospiterà pure un museo, il Mudi: "Da una parte sarà la memoria storica del locale, dall'altra una piattaforma per giovani artisti", spiega il patron Enrico Galli. Fino alla ripartenza vera con i migliori dj sotto la Piramide.
Per ora i romagnoli ballerano poco: i fratelli De Luca, che avevano convertito la famosa discoteca Mon Amour nel ristorante Frontemare, hanno investito nei due bagni su cui affaccia il locale per unire la cena con serate a tema. In spiaggia i bagnini collaboreranno con gli staff dei locali per aperitivi con dj set accanto ai chioschi sulla sabbia.
Lo chiamano il "business dell'aperitivo" e contagia tutta la penisola. A Fregene c'è La Vela che, spiega il proprietario Emiliano Pistoia, vuole "tornare ai fasti degli anni '90, quando si chiamava Tattou e tutta Roma veniva a ballare qui". La musica sarà dal vivo con bande e storici dj house ad accompagnare lo spritz.
In città si apre pure al mattino, ad esempio all'ex Mythos di villa Borghese, che dopo vent'anni cambia orari, inaugura sette piscine, un solarium, spazi per lo yoga e cene seduti al tavolo con spettacoli di musicisti ed equilibristi. La formula debutterà persino alla corte di Flavio Briatore in Costa Smeralda, lo scorso anno focolaio Covid, che ospita "The Billionaire experience": "Un intrattenimento che dura tutta la notte, combinato alla cucina italiana e new asian" si legge sul sito, dove si preannuncia il sold out. Riconvertiti in ristoranti sono pure il Mako di Genova, il Celebrità di Novara o il Big Club di Torino.
"Il 30% delle discoteche invece non ce l'ha fatta - spiegano dal Silb, il sindacato del locali da ballo - E non riaprirà più. I 2800 spazi al chiuso attendono, molti hanno già deciso di puntare sulla stagione invernale quando saremo tutti vaccinati, per gli altri c'è da dare forma alla visione del futuro trasformando gli spazi in luoghi in cui si mangia, gusta, ascolta musica".
La prossima settimana potrebbe essere decisiva: il Silb presenterà al Cts un protocollo stilato con quattro associazioni col via libera dell'infettivologo Matteo Bassetti e dell'epidemiologo Pierluigi Lopalco per provare a riaprire con il certificato vaccinale, il tampone negativo e le mascherine in pista, ma senza distanziamento. L'idea per fine giugno è un evento test "Covid free" modello Barcellona per 2 mila persone al Praja di Gallipoli, in Salento.
(ha collaborato Giulia Foschi)