✕

Colori delle Regioni, la Valle d'Aosta lascia l'arancione: per la prima volta Italia tutta in giallo

Movida serale sul Naviglio grande a Milano (fotogramma)
Il primo giugno passeranno in bianco Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Saranno seguite, sette giorni dopo, da Liguria, Umbria, Abruzzo e Veneto. Domani si inaugura il nuovo sistema di monitoraggio, che per tre settimane verrà affiancato a quello vecchio
1 minuti di lettura

Italia tutta gialla. Dopo il monitoraggio della Cabina di regia di domani anche l'ultima Regione che si trovava in arancione, la Valle d'Aosta, migliorerà lo scenario e per la prima volta l'intero Paese sarà dello stesso colore, il giallo appunto. 

Durerà ancora per poco. Dopo il monitoraggio della prossima settimana e quindi dal primo giugno infatti dovrebbero esserci le prime tre Regioni bianche e poi a partire dal 7 giugno se ne potrebbero aggiungere altre quattro. L'ultimo decreto ha ribadito che per entrare in zona bianca bisogna avere un'incidenza settimanale, cioè i casi per 100mila abitanti, inferiore a 50 per tre settimane consecutive. A quel punto scatta il passaggio nello scenario con meno restrizioni. La prossima settimana, a meno di incrementi di casi al momento difficili da immaginare, raggiungeranno quell'obiettivo Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Quella successiva, sempre se la curva non risalirà…

Italia tutta gialla. Dopo il monitoraggio della Cabina di regia di domani anche l'ultima Regione che si trovava in arancione, la Valle d'Aosta, migliorerà lo scenario e per la prima volta l'intero Paese sarà dello stesso colore, il giallo appunto. 

Durerà ancora per poco. Dopo il monitoraggio della prossima settimana e quindi dal primo giugno infatti dovrebbero esserci le prime tre Regioni bianche e poi a partire dal 7 giugno se ne potrebbero aggiungere altre quattro. L'ultimo decreto ha ribadito che per entrare in zona bianca bisogna avere un'incidenza settimanale, cioè i casi per 100mila abitanti, inferiore a 50 per tre settimane consecutive. A quel punto scatta il passaggio nello scenario con meno restrizioni. La prossima settimana, a meno di incrementi di casi al momento difficili da immaginare, raggiungeranno quell'obiettivo Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. Quella successiva, sempre se la curva non risalirà, toccherà a Liguria, Umbria, Abruzzo e Veneto, che venerdì avranno il loro primo monitoraggio da bianco. 

Nella zona bianca non è previsto coprifuoco e in generale le attività riprendono tutte. Al di là delle misure applicate, che non si distinguono tantissimo da quelle pensate per le nuove zone gialle, è significativa l'indicazione epidemiologica che arriva da un Paese con 7 regioni in bianco. Tra l'altro nelle settimane successive potrebbero finire in quel colore anche altre realtà, visto che questa settimana solo Valle D'Aosta e Basilicata supereranno i 100 casi di incidenza, tutte le altre saranno sotto. 

Venerdì si inaugura il nuovo sistema di monitoraggio, che fino a metà giugno verrà affiancato a quello vecchio. La regola inserita nel decreto prevede che se una Regione ha, in base ai due sistemi, due colori diversi prevalga quello con meno restrizioni. Un caso che questa settimana non si verificherà. Il nuovo metodo prevede che si osservi l'incidenza prima di tutto per decidere il colore. Se è superiore a 250 la Regione va in rosso (come avveniva già prima), se è tra 249 e 150 va in arancione, se tra 149 e 50 in giallo e sotto appunto in bianco. Nel caso dell'arancione, inoltre, si osserva l'occupazione dei letti per decidere se la Regione deve andare in rosso (con occupazione delle terapie intensive superiore al 30% e dei reparti internistici al 40%) oppure in giallo (con i due dati sotto al 20 e sotto al 30%). L'Rt, quello usato fino ad ora cioè basato sui casi sintomatici e quello nuovo sui ricoveri, servirà come indicatore per prevede se una Regione ha un alto rischio di finire in rosso. Tra l'altro, è stato ribadito nel decreto malgrado le amministrazioni locali chiedessero un cambiamento, chi entra in rosso o in arancione deve starci almeno due settimane.