Covid, il sindaco vignettista, ricoverato per 8 mesi: "L'ironia dei miei disegni mi ha salvato"
di Antioco Fois , di Antioco FoisQuel virus del Covid che ha tentato di ucciderlo è ridotto a una pallotta bitorzoluta, goffa su due gambette magre, che nella sua smorfia dispettosa suscita quasi tenerezza. Il tratto ironico, amaro e pungente della penna di Stefano Simoncini è l'arma di una personalissima rivalsa sull'infezione che gli ha ridotto ai minimi termini il fisico e, dopo mesi nel girone di ricoveri e riabilitazione, continua a tormentarlo con i suoi postumi.
Il disegnatore marchigiano, 54 anni, geometra di professione, consigliere comunale ed ex sindaco di Osimo, "vignettista di periferia" - si schernisce - e di prima pagina per il Corriere adriatico negli anni Novanta, è entrato all'ospedale Torrette di Ancona nelle prime fasi della pandemia. Tra humor nero e critica sociale, le tavole scaturite dal suo Samsung Note nei primi otto mesi di ricovero sono diventate il libro Il mio Covid. Vignette sul Coronavirus disegnate in ospedale, che ora fa parte della collan…
Quel virus del Covid che ha tentato di ucciderlo è ridotto a una pallotta bitorzoluta, goffa su due gambette magre, che nella sua smorfia dispettosa suscita quasi tenerezza. Il tratto ironico, amaro e pungente della penna di Stefano Simoncini è l'arma di una personalissima rivalsa sull'infezione che gli ha ridotto ai minimi termini il fisico e, dopo mesi nel girone di ricoveri e riabilitazione, continua a tormentarlo con i suoi postumi.
Il disegnatore marchigiano, 54 anni, geometra di professione, consigliere comunale ed ex sindaco di Osimo, "vignettista di periferia" - si schernisce - e di prima pagina per il Corriere adriatico negli anni Novanta, è entrato all'ospedale Torrette di Ancona nelle prime fasi della pandemia. Tra humor nero e critica sociale, le tavole scaturite dal suo Samsung Note nei primi otto mesi di ricovero sono diventate il libro Il mio Covid. Vignette sul Coronavirus disegnate in ospedale, che ora fa parte della collana 'I quaderni del Consiglio regionale' delle Marche.
Simoncini, ma si può scherzare su una malattia che ha causato solo in Italia 125mila morti?
"Come in ogni fatto della vita si può scherzare anche su questo. Forse è un modo per esorcizzare tutta questa fatica e solitudine che ho subito in mesi di ospedalizzazione in cui ho rischiato seriamente di morire. Scusi un attimo però, ho l'infermiera mi sta sistemando lo schienale, dopo quattro mesi a casa sono nuovamente ricoverato".
Com'è nata l'ispirazione?
"Dopo il periodo peggiore, a settembre, non sapendo come passare il tempo ho iniziato a disegnare, di getto. Nelle mie vignette i mesi di ricovero generavano sorrisi e quando a Natale sono stato dimesso ho deciso di farci un libro".
È stato uno dei primi pazienti Covid nelle Marche.
"Il primo ad essere intubato al 'Torrette' e andare in coma farmacologico, avevo una carica virale altissima. Non so come l'ho preso, forse in un viaggio di lavoro a Rimini o Pesaro. Stavo già male una settimana prima del 29 febbraio dello scorso anno, quando ho scoperto di essere positivo. Da là sono iniziati otto mesi di ospedale, due da intubato con febbre a 40 gradi per due settimane, tre arresti cardiaci e dialisi per un rene bloccato. Poi la terapia intensiva cardiologica, la riabilitazione al Santo Stefano a Potenza Picena, in provincia di Macerata, e adesso di nuovo sul letto di ospedale ad Ancona per un primo intervento alle anche. L'infezione e l'immobilità me le hanno anchilosate".
L'infezione virale però l'ha superata.
"L'ho sconfitta, mi sono anche vaccinato con Pfizer come soggetto fragile, ma mi ha lasciato molte problematiche. Il risveglio dal coma è stato traumatico, non riuscivo a parlare e a muovermi. Ero un corpo su un letto, è stato scioccante. Il virus mi ha 'resettato' i ricordi da una settimana prima del ricovero e per tutto il periodo del coma".
È entrato in ospedale che si sapeva poco del Sars-Cov-2, adesso ne ha fatto un identikit satirico. Com'è il Covid?
"Un grande percorso di dolore, fatica e solitudine. Ti abbatte moltissimo sul piano morale, si è soli anche quando ti vengono ad accudire gli infermieri: tu dentro quell'infernale casco dell'ossigeno, loro tutti bardati. Così conciata non avevo nemmeno riconosciuto Antonella, un'infermiera della mia città".
Ha avuto paura in questi mesi?
"No, perché quando ho rischiato di più ero addormentato. Sono i miei cari ad averla passata brutta, due o tre volte gli hanno telefonato dall'ospedale per dirgli che forse non avrei superato la notte. È stata un'esperienza 'spersonalizzante', fortuna che sanitari mi hanno curato anche con l'umanità, sono autentici santi in vita".
E lei si è curato con i suoi disegni.
"Le vignette sono state terapeutiche, sono state il mio appiglio per non morire psicologicamente".
Ridurre a caricatura un virus che ti sta consumando è una vendetta, ma anche un messaggio di speranza?
"È vero, perché mentre disegnavo, da settembre a dicembre, la meta delle dimissioni era sempre distante. Inventarmi una versione buffa del virus è stata una rivincita sulla malattia e un modo per farmi coraggio".
Nei suoi disegni c'è la crudezza della pandemia, ma anche critica sociale.
"Ci ho riso su, anche se alcune vignette non sono umoristiche. Una delle più 'forti' è sulla strage fatta dalla pandemia: un signore in un cimitero, davanti a una distesa di croci. Il titolo è 'Commuovid'. Ma ce ne sono di molto divertenti, come il tricolore della bandiera nazionale che diventa rosso, giallo e arancione, come i colori delle regioni".
Abbiamo fatto tesoro degli insegnamenti della pandemia?
"Abbiamo vissuto un periodo sensazionale e forse non ce ne siamo nemmeno accorti fino in fondo. A me il virus ha azzerato le attività lavorative e sociali. I miei amici percepiscono il mio disagio, ma non fino in fondo".
Anche per questo ha raccontato i risvolti personali e sociali del Covid?
"Certamente, è stato il modo più spontaneo che ho per rendere la mia testimonianza e sentirmi meno solo".
Cosa farà quando verrà dimesso?
"Mi alzerò da questo letto di ospedale e nei prossimi giorni presenterò il mio libro in un webinar. Sarà come riprendermi un piccolo pezzo della mia vita".