Perugia, buffet al chiuso e mascherina abbassata: Figliuolo dà il 'cattivo esempio'
di Antioco Fois , di Antioco FoisPERUGIA - L'unica portata non prevista era la polemica per il buffet al chiuso, con 60 invitati, organizzato a Perugia in occasione della visita del commissario Francesco Figliuolo. Un vespaio sollevato da alcune foto scattate con un telefonino, riportate in prima battuta da The post International e rimbalzate su altre testate, che rappresentano il generale a capo della campagna vaccinale assieme ai vertici politici umbri - dalla presidente Donatella Tesei, al sindaco di Perugia, Andrea Romizi - e della Sanità a pranzo nella hall del Centro di ricerca emato-oncologico dell'ospedale del capoluogo umbro. Un'immagine di assembramenti e mascherine per la maggior parte dei presenti portata sotto il mento, bollata come 'cattivo esempio' dalle voci più critiche, viste le limitazioni anti-Covid che precludono la possibilità di momenti conviviali al chiuso, ancora mal digerite da quegli addetti del settore della ristorazione che le considerano non pi&ug…
PERUGIA - L'unica portata non prevista era la polemica per il buffet al chiuso, con 60 invitati, organizzato a Perugia in occasione della visita del commissario Francesco Figliuolo. Un vespaio sollevato da alcune foto scattate con un telefonino, riportate in prima battuta da The post International e rimbalzate su altre testate, che rappresentano il generale a capo della campagna vaccinale assieme ai vertici politici umbri - dalla presidente Donatella Tesei, al sindaco di Perugia, Andrea Romizi - e della Sanità a pranzo nella hall del Centro di ricerca emato-oncologico dell'ospedale del capoluogo umbro. Un'immagine di assembramenti e mascherine per la maggior parte dei presenti portata sotto il mento, bollata come 'cattivo esempio' dalle voci più critiche, viste le limitazioni anti-Covid che precludono la possibilità di momenti conviviali al chiuso, ancora mal digerite da quegli addetti del settore della ristorazione che le considerano non più necessarie.
Una polemica che ha portato i padroni di casa dell'Azienda ospedaliera di Perugia a produrre a passo di carica una relazione interna, intanto utile ad analizzare la vicenda. Un susseguirsi di punti che riassumono il carattere della scelta e le accortezze adottate, per precisare come gli accreditati al banchetto fossero 60, con controllo della temperatura all'ingresso, per una pausa pranzo limitata a 45 minuti, dalle 13.30 alle 14.15. "Ma le persone presenti erano di meno, praticamente tutte vaccinate e le vetrate sono state tenute aperte per garantire il ricambio d'aria", aggiungono fonti interne dell'ospedale di Perugia, che al pari della Regione e della struttura commissariale nazionale non è replicato in via ufficiale alla polemica.
Il report dell'Azienda ospedaliera continua per precisare come il luogo sia stato scelto per il sistema di aerazione naturale. Un edificio adiacente all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, strutturato in quattro piani, con ballatoi a vista su un ingresso di 400 metri quadri col soffitto molto alto, dove ha avuto luogo il buffet contestato. Il pranzo si sarebbe svolto quindi in uno spazio ampio, si precisa nel documento a uso interno, dove sono stati serviti pasti preparati dai cuochi dell'ospedale nella mensa aziendale e serviti secondo i protocolli di sicurezza interna.
I padroni di casa dell'ospedale avrebbero, invece, scartato l'ipotesi di una pausa pranzo all'aperto, sotto un gazebo, per garantire la riservatezza agli ospiti e per scongiurare un possibile 'effetto sagra', dal retrogusto provinciale. Il risultato è stato ritrovarsi una polemica al posto del dessert, ancora più amara per i vertici regionali se si considera che proprio ieri il commissario Figliuolo aveva riconosciuto alla governatrice Tesei i meriti per la gestione del piano dei vaccini negli ultimi due mesi, dopo una prima fase di ritardi.