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Nasce la Superprocura Ue, indagherà sul Recovery

Operativa la prima istituzione europea per la Giustizia senza confini. Autonoma dai governi e dai pm nazionali, con competenza esclusiva su corruzioni, frodi e riciclaggio. A partire proprio dai miliardi della ripartenza
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Le rivoluzioni spesso partono in sordina, senza fanfare. Ma quella di ieri potrebbe diventare una giornata storica: è entrata in funzione la procura europea, il primo "organismo indipendente dell'Unione incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione". Un'entità sovranazionale che segna un passo avanti decisivo verso la costruzione di una vera federazione europea perché comincia a superare le gelosie nazionali in una materia delicatissima come la Giustizia. E se le ventennali trattative che ne hanno permesso la nascita avevano relegato le sue competenze a un campo che appariva limitato - gli illeciti sui finanziamenti Ue - adesso invece la nuova istituzione si trova arbitra delle risorse più grandi della storia recente: l'intero Recovery Plan. Di fatto, ha i poteri di una Super-Procura, che in Italia indagherà sui 209 miliardi vitali per la ripartenza occupando…

Le rivoluzioni spesso partono in sordina, senza fanfare. Ma quella di ieri potrebbe diventare una giornata storica: è entrata in funzione la procura europea, il primo "organismo indipendente dell'Unione incaricato di indagare, perseguire e portare in giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione". Un'entità sovranazionale che segna un passo avanti decisivo verso la costruzione di una vera federazione europea perché comincia a superare le gelosie nazionali in una materia delicatissima come la Giustizia. E se le ventennali trattative che ne hanno permesso la nascita avevano relegato le sue competenze a un campo che appariva limitato - gli illeciti sui finanziamenti Ue - adesso invece la nuova istituzione si trova arbitra delle risorse più grandi della storia recente: l'intero Recovery Plan. Di fatto, ha i poteri di una Super-Procura, che in Italia indagherà sui 209 miliardi vitali per la ripartenza occupandosi di corruzione, frodi, riciclaggio e evasione fiscale internazionale. Dell'Eppo, acronimo inglese per "ufficio del procuratore pubblico europeo", quindi sentiremo parlare spesso. "Vigilerà con attenzione sulla sana gestione dei fondi dell'Ue, compreso il nostro piano di ripresa Next Generation Eu - ha scritto in un tweet la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen - Proteggere il denaro dei contribuenti è fondamentale". Finora ventidue Paesi hanno aderito: restano fuori Danimarca, Svezia, Irlanda, Polonia e Ungheria.

Il capo è Laura Codruta Kövesi, magistrata romena di 48 anni con fama di dura e pura che alla guida dell'anticorruzione di Bucarest è stata protagonista di inchieste clamorose. La sede è in Lussemburgo, dove Daniele Ceccarelli farà parte del collegio direttivo. I venti pm delegati in Italia sono distaccati presso nove corti d'appello, creando nuovi distretti giudiziari "europei" nella Penisola. Tra loro, sei vengono da Milano: Gaetano Ruta, Sergio Spadaro e Donata Costa, Giordano Baggio, Adriano Scudieri, ed Elisa Moretti. Da Palermo invece arrivano Gery Ferrara e Amelia Luise; da Roma Maria Rosaria Guglielmi e Alberto Pioletti, assieme al procuratore di Chieti Francesco Testa. Per il loro lavoro disporranno di nuclei investigativi specializzati dei carabinieri e delle Fiamme Gialle.

Come tutte le innovazioni, dovrà misurarsi con tanti problemi a partire dalla definizione esatta del campo d'azione. C'è un punto fermo: i pm delegati potranno autonomamente chiedere arresti e incriminazioni, ma la funzione giudicante resterà in mano alla magistratura italiana. Custodie cautelari, pene e sanzioni rimangono quelle del nostro codice penale. Inoltre l'Eppo potrà avocare un'istruttoria e gestirla da sola oppure coordinarsi con le nostre procure, fornendo il sostegno a livello europeo.

Allora a che serve? Anzitutto a velocizzare le indagini sulle frodi senza confini, quelle tecnicamente chiamate transfrontaliere: è un'unica procura con tanti rami operativi nei singoli Paesi, che potrà scambiare direttamente le informazioni e agire ovunque. Ad esempio, sequestrare subito in Lussemburgo i soldi di una tangente pagata in Italia per gli appalti del Recovery e domandare immediatamente l'arresto di chi li ha riciclati, senza bisogno di rogatorie. Inoltre questi pm rispondono solo allo loro istituzione, in totale autonomia rispetto a Bruxelles e rispetto ai governi. Una novità dirompente, perché in molti Paesi non esiste la figura del pubblico ministero indipendente. E così non sarà possibile fermare le indagini sulla corruzione di ministri e premier, prassi frequente all'Est ma non solo. E verranno scavalcate le ostruzioni, spesso di natura politica, che incontravano le rogatorie per conoscere la sorte di mazzette o di fondi lucrati sui finanziamenti europee.  

I dubbi non mancano. Al Csm Nino Di Matteo si è astenuto, sottolineando i rischi di "un depotenziamento dell'altissimo livello di contrasto alle mafie, finora assicurato dall'attribuzione in via esclusiva alle competenze delle Direzioni Distrettuali Antimafia e della Procura Nazionale Antimafia". Un punto particolarmente discusso, alla luce dell'interesse delle cosche per i miliardi del Recovery, il 40 per cento dei quali destinati al rilancio del Sud.

Altri magistrati invece sperano che la nuova struttura permetta di rendere più efficaci le misure contro i predatori di fondi Ue mentre oggi sono possibili solo incriminazioni molto poco incisive. Lo ha sottolineato il procuratore di Napoli Giovanni Melillo in un intervento alla scuola superiore della magistratura. Melillo ha invitato a una "pregiudiziale rinuncia a guardare a Eppo come soggetto in minacciosa competizione nello spazio fin qui monopolistico delle procure della repubblica. Si impone sin dal primo momento la visione di una nuova e più ardita architettura delle relazioni processuali, all'interno delle quali le prerogative delle procure nazionali e del procura europea devono integrarsi e arricchirsi reciprocamente".

L'istituzione è un grande cantiere, che si muove in una dimensione assolutamente inedita. Parecchi sono i punti da chiarire, i regolamenti da emanare e le procedure da dettagliare. Gli organici degli uffici sono carenti, con stanziamenti di personale e mezzi particolarmente ridotti in Italia. Si tratta comunque di una pietra miliare nella costruzione dell'Europa futura: "Siamo il primo strumento per difendere la legge nella Ue - ha detto ieri Laura Codruta Kövesi -. Il nostro successo è una questione di credibilità per l'Unione".