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Star americane e set in ogni quartiere, Roma torna la capitale del cinema

Lady Gaga e Al Pacino in via Condotti sul set del film House of Gucci 
Complice il lockdown strade e piazze semideserte hanno accolto la lavorazione di film e fiction. "Tra aprile e maggio abbiamo contato 230 set. L'Italia è stato il Paese che in questo settore ha spinto di più il piede sull'acceleratore", racconta Francesco Rutelli a capo dell'Anica
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"Sono passato davanti a Piazza del Gesù e mi è preso un colpo...". Pier Ferdinando Casini, democristiano di lungo corso, racconta ridendo che gli è mancato il fiato vedendo sulla facciata di Palazzo Cenci-Bolognetti le vecchie insegne dello scudo crociato. "Risveglio col botto. Un sogno? Una nostalgia? Senz'altro un tuffo nel passato...", ha scritto giorni fa su Instagram l'ex presidente della Camera postando un autoironico selfie con alle spalle la sede icona della Dc. A documentare l'ennesima sorpresa prodotta dalla piena di riprese cinematografiche che in questi mesi ha inondato Roma di set. Nel più paradossale degli effetti collaterali del lockdown, che proprio svuotando le strade della città ha finito per dare una mano a un'industria che all'ombra del Colosseo continua ad avere una delle sue Mecche mondiali.

Pier Ferdinando Casini su …

"Sono passato davanti a Piazza del Gesù e mi è preso un colpo...". Pier Ferdinando Casini, democristiano di lungo corso, racconta ridendo che gli è mancato il fiato vedendo sulla facciata di Palazzo Cenci-Bolognetti le vecchie insegne dello scudo crociato. "Risveglio col botto. Un sogno? Una nostalgia? Senz'altro un tuffo nel passato...", ha scritto giorni fa su Instagram l'ex presidente della Camera postando un autoironico selfie con alle spalle la sede icona della Dc. A documentare l'ennesima sorpresa prodotta dalla piena di riprese cinematografiche che in questi mesi ha inondato Roma di set. Nel più paradossale degli effetti collaterali del lockdown, che proprio svuotando le strade della città ha finito per dare una mano a un'industria che all'ombra del Colosseo continua ad avere una delle sue Mecche mondiali.

Pier Ferdinando Casini su Instagram 

L'atmosfera rarefatta e immobile, quel senso di vivere in una bolla sospesa, ha fatto della capitale, delle sue strade, dei suoi palazzi, nelle scorse settimane una immensa Cinecittà a cielo aperto in cui i set di film di ogni genere si sono intrecciate a quelli di spot pubblicitari che hanno rianimato teatri chiusi da mesi. E così le sfilate di moda in passerella nei palazzi nobiliari - trasmessi via web - hanno fatto da contraltare al più classico dei "ciak si gira". Come le riprese di Ridley Scott per The House of Gucci, sulla saga della famiglia della doppia G con Lady Gaga nei panni della dark lady Patrizia Reggiani o quelle dirette da Marco Bellocchio sui giorni bui del rapimento e della morte di Aldo Moro.

"Tra aprile e maggio abbiamo contato 230 set", racconta Francesco Rutelli, sindaco ai tempi del Giubileo del 2000 ma ormai a capo dell'Anica, la "confindustria" del cinema e del multimediale italiano: "Roma e non solo Roma: tutta l'Italia - spiega - è stato il paese in cui la produzione cinematografica ha spinto il piede sull'acceleratore, con le grandi produzioni internazionali che hanno scelto di venire da noi a girare, mentre Francia, Spagna e Inghilterra per via del Covid si sono chiuse a riccio".

Una spinta propulsiva che ha dato ossigeno a molti dei film che saranno in concorso a Venezia e poi a Cannes  "anche grazie a protocolli di sicurezza iperscrupolosi", continua Rutelli. "Un numero per tutti: un totale di 360 mila tamponi rapidi fatti ad attori, comparse, maestranze, truccatori. Non è un caso che durante la cerimonia per i David di Donatello abbiamo voluto premiare anche medici, ricercatori e infermieri dello Spallanzani, del Gemelli e del Campus Biomedico".

Massimo Ghini in questo anno e mezzo di pandemia non si è mai fermato. Sempre sul set. Da quello di I Cassamortari, commedia amara per la regia di Claudio Amendola, a quello di La famiglia Mostruosa e  di Crazy for football, con Sergio Castellitto, entrambi diretti da Volfango di Biasi. "Controlli e test rapidi a tappeto - racconta l'attore - il che ha funzionato non dico alla perfezione, ma ha permesso a molti di noi, in un momento di crisi difficilissima per il mondo dello spettacolo, di continuare a lavorare".

E così ecco che mentre i romani erano rintanati tra le quattro mura, scendendo dalla Panoramica - strada che collega tortuosamente Monte Mario a piazzale Clodio - ci si è trovato per qualche settimana improvvisamente nel passato. Sul muraglione grigio, manifesti, striscioni e parole d'ordine del dopo '77, scritte a vernice come "Pci e polizia vi spazziamo via", "Uccidere un fascista non è reato". A spiegare agli automobilisti cosa stava accadendo, un piccolo cartello: "Allestimento set cinematografici". Ovvero, scenografia di Esterno notte di  Bellocchio, con Fabrizio Gifuni nei panni di Aldo Moro, rapito a poche centinaia di metri da lì.

"I titoli dei film girati sono tanti", spiegano dall'ufficio cinema della Regione Lazio. "Dal Signore delle Formiche di Gianni Amelio, a Vincenzo Malinconico di Alessandro Angelini. E ancora Fosca Innocenti di Fabrizio Costa, o The Ignorant Angels, otto episodi tv ispirati a Le fate Ignoranti di Ferzan Ozpetek.

Si sono visto in giro Elio Germano e Matilda De Angelis, Alessandro Gassman e Claudio Amendola, Marco Giallini ed Edoardo Leo. Per giorni e giorni i camion delle produzioni e le variopinte folle dei figuranti hanno invaso ogni angolo della città: dall'Ostiense a piazza di Spagna, dal quartiere Coppedè a Trastevere alle strade attorno a via Veneto, dove davanti Al Jackie 'O passavano Jean Reno e Pierfrancesco Favino. E ancora, alberghi si sono trasformati in atelier e sartorie per il cambio d'abito degli attori, e ville storiche che prima del Covid erano location per matrimoni e ricevimenti hanno visto imbandite le mense per il pranzo al sacco. Come i marciapiedi, apparecchiati con tavolini pieghevoli e un addetto a fare da guardia: "Do-ve-te stare a un metro di distanza, come ve lo devo dire!" si sentiva scandire con l'accento di Sordi e Fabrizi sul lungotevere, che ha ospitato le riprese di Anni Da Cane, prodotto da Amazon con Sabrina Impacciatore.

Persino la Fiera di Roma, la mastodontica creatura sulla Roma-Fiumicino orfana di concorsi ed esposizioni, si è piegata all'onda d'urto del cinema internazionale. Plasmando l'angolo di un padiglione nel luogo cult del jet set che fu Studio 54, il dance club di Manhattan dove a fine anni Settanta il passaporto per l'ingresso erano fama e successo, e il più bello dei buttafuori, Mark Benecke, sceglieva all'entrata: "Tu sì, tu no". Lì, Al Pacino e Lady Gaga hanno girato alcune scene per The House of Gucci: e vertici della Fiera ci hanno preso gusto. D'ora in poi, novemila metri quadrati ospiteranno il più grande set fisso al chiuso, con doppio sfondo per gli effetti speciali. "Da sempre affittiamo i nostri spazi - racconta il manager Pietro Piccinetti - ma con l'incremento delle piattaforme Ott e l'arrivo dei colossi del settore, la richiesta è aumentata, e noi siamo pronti alla declinazione in 4.0". Netflix ringrazia: il gigante americano dei film e delle serie sta per sbarcare in Italia e ha trovato casa dietro a via Veneto, la strada di Fellini. Ça va sans dire. Che a Roma si traduce "che 'tto o dico a fa'?".