Padova, medico dell'Inps aggredito e minacciato perché nero. "In che mondo vivrà mia figlia?"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroPADOVA - Un medico dell'Inps aggredito durante una visita fiscale con insulti, spintoni e minacce di morte. Motivo? Il medico in questione si chiama Nelson Yontu, ha 30 anni ed è originario del Camerun. Dall'altra parte, invece, c'è un cinquantenne di Chioggia (Venezia) che si era messo in malattia dal lavoro ma che al momento della visita non si trovava a casa. È arrivato molto dopo, in bicicletta e con le ciabatte ai piedi e il costume da bagno. Ma invece di giustificarsi è partito con uno squallido attacco: "Negro di m...", "Non potete venire qua a fare il c... che volete", "Adesso tu firmi che io ero in casa alle 17 altrimenti non esci vivo", "Ti spacco la testa". E intorno una platea di gente indifferente, a tratti persino connivente. "Sono distrutto, non riesco a parlare di questa cosa senza mettermi a piangere", ammette il medico, in Italia dal 2010, laureato in Medicina a Padova, dove viv…
PADOVA - Un medico dell'Inps aggredito durante una visita fiscale con insulti, spintoni e minacce di morte. Motivo? Il medico in questione si chiama Nelson Yontu, ha 30 anni ed è originario del Camerun. Dall'altra parte, invece, c'è un cinquantenne di Chioggia (Venezia) che si era messo in malattia dal lavoro ma che al momento della visita non si trovava a casa. È arrivato molto dopo, in bicicletta e con le ciabatte ai piedi e il costume da bagno. Ma invece di giustificarsi è partito con uno squallido attacco: "Negro di m...", "Non potete venire qua a fare il c... che volete", "Adesso tu firmi che io ero in casa alle 17 altrimenti non esci vivo", "Ti spacco la testa". E intorno una platea di gente indifferente, a tratti persino connivente. "Sono distrutto, non riesco a parlare di questa cosa senza mettermi a piangere", ammette il medico, in Italia dal 2010, laureato in Medicina a Padova, dove vive con la moglie Francesca e una figlia di 22 mesi.
Dottore, può raccontare bene com'è andata?
"Poco prima delle 17 sono arrivato nel condominio dove abita quest'uomo che doveva essere a casa in malattia e che io avrei dovuto visitare. Alcuni vicini mi hanno subito detto che non c'era, mentre altri sostenevano stesse dormendo. Una donna, in maniera concitata, continuava a telefonare, finché poco dopo le 17 è arrivato".
E a quel punto?
"È arrivato in bici, in costume, canottiera e ciabatte. Quando gli ho detto che avrei dovuto constatare che alle 17 non era in casa, mi ha assalito. Ha chiuso il cancello del giardino condominiale bloccandomi all'interno, e ha iniziato a offendermi, a minacciarmi con parole irripetibili. Ha preso il tablet dell'Inps che avevo in mano e l'ha scaraventato a terra mandandolo in frantumi".
Qualcuno è venuto un suo soccorso?
"Nessuno. Anzi, una ragazza si è seduta su una sedia davanti al cancello chiuso per bloccare l'uscita. Vedendo come aveva spaccato il tablet e ascoltando le sue minacce, ho pensato che sarebbe potuto accadere di tutto. Gli ho detto che avrei firmato, gli ho chiesto di andare a prendere il certificato di malattia. Volevo trovare un modo per allontanarlo. È entrato in casa mentre io sono rimasto in giardino".
È scappato?
"No. Ho chiesto alle persone presenti che chiamassero i carabinieri, invece mi hanno detto che avrei dovuto vedermela con lui. Ho preso il mio cellulare, ho composto il 112 e l'ho nascosto tra le carte perché in quel momento è sceso con i documenti che gli avevo chiesto. Si è accorto del mio telefono, l'ha preso, ha chiuso la chiamata e se l'è messo in tasca. Sempre minacciandomi ha iniziato a spintonarmi facendo pressione con le dita sul mio petto".
Gli ha firmato il certificato di malattia?
"Ho dovuto ma lui non si è accontentato. Mi ha detto: 'Adesso scrivi il tuo nome e cognome e dove abiti in un foglio che ti vengo a cercare'. Gli ho risposto che i miei dati li aveva nel certificato e così mi ha restituito il telefono e mi ha lasciato andare. Una volta che sono salito in auto ha iniziato a inseguirmi a bordo di un motorino guidato da un'altra persona. È riuscito a rompere la maniglia della portiera cercando di aprirla. Io intanto ho chiamato i carabinieri che sono arrivati poco dopo".
Ha denunciato quell'uomo?
"Sì. Al Pronto soccorso mi hanno dato una prognosi di 10 giorni".
Cosa le ha lasciato dentro questa triste vicenda?
"Tanta amarezza, tanta preoccupazione per il futuro, per mia figlia. In che mondo vivrà, se la gente che le sta intorno ragiona in quel modo?".
I bambini non vedono il colore della pelle, qualcosa cambierà forse.
"Lo spero tanto. Spero che chi ci giudica per il colore della pelle possa ricredersi. Ditemi che ho sbagliato a fare il mio lavoro ma non aggreditemi solo perché sono così".