Scuola, aumentano i docenti che entrano di ruolo su sostegno ma poi cambiano. L'allarme della Cisl: "Chi affiancherà gli studenti disabili?"
di Salvatore Intravaia , di Salvatore IntravaiaEntrare di ruolo più rapidamente utilizzando la porta d'ingresso del sostegno. Tutto regolare, ovviamente, ma un fenomeno che contribuisce a sguarnire le regioni settentrionali di docenti specializzati che affiancano gli alunni disabili. E' quello che emerge dai dati sui trasferimenti degli insegnanti elaborati e pubblicati lunedì scorso dal ministero dell'Istruzione. Ripresi e ulteriormente elaborati dalla Cisl scuola che ha pubblicato una serie di tabelle riassuntive. Ai nastri di partenza per cambiare scuola dal prossimo primo settembre, spiega il ministero, oltre 87mila docenti. Ad essere accontentati in 47mila e passa, il 55% del totale.
Entrare di ruolo più rapidamente utilizzando la porta d'ingresso del sostegno. Tutto regolare, ovviamente, ma un fenomeno che contribuisce a sguarnire le regioni settentrionali di docenti specializzati che affiancano gli alunni disabili. E' quello che emerge dai dati sui trasferimenti degli insegnanti elaborati e pubblicati lunedì scorso dal ministero dell'Istruzione. Ripresi e ulteriormente elaborati dalla Cisl scuola che ha pubblicato una serie di tabelle riassuntive. Ai nastri di partenza per cambiare scuola dal prossimo primo settembre, spiega il ministero, oltre 87mila docenti. Ad essere accontentati in 47mila e passa, il 55% del totale.
Ma è spulciando i dati che emerge un interessante fenomeno. Dal prossimo mese di settembre, oltre 4mila docenti immessi in ruolo su sostegno hanno chiesto e ottenuto il passaggio su posto comune. Perché per essere specializzati su sostegno occorre prima essere abilitati alla primaria, all'infanzia o in una classe di concorso della scuola media e superiore. In altre parole, quasi nove docenti trasferiti su cento "fuggono" dal sostegno verso una classe di concorso o un posto comune. Il passaggio inverso, dal posto comune al sostegno, riguarda meno di mille docenti: il 2%.
Le conseguenze di questo meccanismo consentito dal contratto sulla mobilità territoriale e professionale degli insegnanti è che si aggrava la penuria di docenti specializzati nelle classi italiane. Soprattutto al nord. Già quest'anno una percentuale superiore al 30% di cattedre di sostegno è stata affidata a personale non specializzato. E, secondo Maddalena Gissi, la leader della Cisl scuola la situazione non andrà meglio nel corso del prossimo anno. Ecco perché. "Già i posti di sostegno vacanti - spiega la sindacalista - sono tantissimi, anche perché l'anno scorso le nomine in ruolo sono state pochissime. E la situazione il prossimo anno peggiorerà".
Essere assunti su sostegno è più facile vista la carenza di specializzati. Poi, occorre rimanere sul posto per 5 anni. "Ma dopo - continua la Gissi - è possibile chiedere il passaggio al posto comune. Non si tratta di un fenomeno nuovo - commenta - Ma tutti questi posti vacanti indicano che le politiche di specializzazione e formazione su sostegno devono essere potenziate proprio nei territori dove c'è maggiore carenza. Proprio in questi territori, i cicli di specializzazione (Tfa) organizzati dagli atenei offrono pochi posti. E non va bene. Occorre prima assumere tutti coloro che sono in possesso del titolo di specializzazione. Occorre incrementare l'offerta di posti stabili e in subordine creare un percorso di specializzazione riservato per i precari che lavorano da anni su sostegno".