"Danni fisici e psicologici, via gli smartphone dalle classi"
di Viola Giannoli , di Viola Giannoli"Via gli smartphone dalle classi". Troppo connessi, troppo invadenti, troppo dannosi. Soprattutto per conciliarsi con l'attività didattica. È questa la principale conclusione, e la prima richiesta a Parlamento e governo, a cui arriva l' "Indagine conoscitiva sull'impatto del digitale sugli studenti" - relatore il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini - approvata oggi all'unanimità dalla Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali di Palazzo Madama. Un documento duro, più ancora nell'analisi che nelle determinazioni, che nasce dopo due anni di audizioni con neurologi, psichiatri, editori, forze dell'ordine. E che poggia su una premessa: i ragazzini oggi passano dalle 4 alle 6 ore al giorno incollati al cellulare.
"Ci sono danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete. Danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressivit&a…
"Via gli smartphone dalle classi". Troppo connessi, troppo invadenti, troppo dannosi. Soprattutto per conciliarsi con l'attività didattica. È questa la principale conclusione, e la prima richiesta a Parlamento e governo, a cui arriva l' "Indagine conoscitiva sull'impatto del digitale sugli studenti" - relatore il senatore di Forza Italia, Andrea Cangini - approvata oggi all'unanimità dalla Commissione Istruzione pubblica e Beni culturali di Palazzo Madama. Un documento duro, più ancora nell'analisi che nelle determinazioni, che nasce dopo due anni di audizioni con neurologi, psichiatri, editori, forze dell'ordine. E che poggia su una premessa: i ragazzini oggi passano dalle 4 alle 6 ore al giorno incollati al cellulare.
"Ci sono danni fisici: miopia, obesità, ipertensione, disturbi muscolo-scheletrici, diabete. Danni psicologici: dipendenza, alienazione, depressione, irascibilità, aggressività, insonnia, insoddisfazione, diminuzione dell’empatia. Ma a preoccupare di più è la progressiva perdita di facoltà mentali essenziali: la capacità di concentrazione, la memoria, lo spirito critico, l’adattabilità, la capacità dialettica. Sono gli effetti che l’uso, che nella maggior parte dei casi non può che degenerare in abuso, di smartphone e videogiochi produce sui più giovani" si legge nel documento che ha avuto il via libera. Che si spinge ben oltre: "Niente di diverso dalla cocaina", addirittura, si sostiene.
"Lo smartphone - dice l'indagine - non è più uno strumento ma è diventato un'appendice del corpo. Un'appendice da cui in larga parte dipendono l'autostima e l'identità dei giovani. È per questo che risulta difficile convincerli a farne a meno".
Il documento racconta come dal 2007, debutto degli smartphone, ci sia stata una accelerazione delle manifestazioni di disagio giovanile che "si autoalimentino sui social e nelle chat". Si citano anche numerosi reati che viaggiano in rete: "adescamento, istigazione al suicidio, bulllismo, revenge porn". Tutti fenomeni in costante crescita.
Per questo si chiede a Parlamento e governo di "scoraggiare l'uso di smartphone e videogiochi per minori di 14 anni", "rendere cogente il divieto di iscrizione ai social per i minori di 13 anni", "prevedere l’obbligo dell’installazione di applicazioni per il controllo parentale e l’inibizione all’accesso a siti per adulti sui cellulari dei minori", "favorire la riconoscibilità di chi frequenta il web".
Non solo. Perché secondo l'indagine il digitale ha effetti dannosi anche sull'apprendimento scolastico. In classe l'uso privato del cellulare - per chattare con gli amici, fare storie, postare sui social - è vietato da una circolare del 2007 dell'allora ministro Giuseppe Fioroni. Mentre l'introduzione di smartphone o tablet nell'insegnamento si deve al Piano nazionale scuola digitale del 2015 che riconosce le opportunità dell’educazione digitale nell'innovazione del sistema scolastico. Il Piano prevede però l'utilizzo di questi strumenti (fotocamere, video, messaggistica, internet) in aula, ma solo se finalizzati alla stretta didattica e sotto la supervisione del docente.
E invece il documento conclusivo dell'indagini presentata da Cangini chiede di "vietare l'accesso degli smartphone nelle classi", "educare gli studenti ai rischi connessi all’abuso di dispositivi digitali e alla navigazione sul web", "interpretare con equilibrio e spirito critico la tendenza epocale a sopravvalutare i benefici del digitale applicato all’insegnamento", "incoraggiare, nelle scuole, la lettura su carta, la scrittura a mano e l’esercizio della memoria".