Assisi, cittadinanza onoraria ai sopravvissuti alla Shoah
di Orazio La Rocca , di Orazio La RoccaLiliana Segre ed Edith Bruck, insieme agli altri 14 cittadini ebrei italiani sopravvissuti alla Shoah ancora viventi, saranno insignite della cittadinanza onoraria "Per la Pace" oggi pomeriggio dal Comune di Assisi, la città di San Francesco dove nell'ultimo conflitto mondiale furono salvate dai nazisti centinaia di famiglie ebree nascoste nei locali della diocesi, dei frati francescani e delle parrocchie. Lo scorso anno è scomparso Nedo Fiano a cui sarà dedicata la cittadinanza alla memoria. L'iniziativa - definita "gesto di immenso significato simbolico" necessario "anche per tenere viva la memoria storica" dalla presidente dell'UCEI (Unione delle Comunità ebraiche italiane) Noemi Di Segni, presente alla cerimonia - vuole essere "un gesto di omaggio e di ringraziamento" per quanti contribuirono a salvare tanti innocenti dalla furia nazista, grazie anche all'opera di personaggi come il grande Gi…
Liliana Segre ed Edith Bruck, insieme agli altri 14 cittadini ebrei italiani sopravvissuti alla Shoah ancora viventi, saranno insignite della cittadinanza onoraria "Per la Pace" oggi pomeriggio dal Comune di Assisi, la città di San Francesco dove nell'ultimo conflitto mondiale furono salvate dai nazisti centinaia di famiglie ebree nascoste nei locali della diocesi, dei frati francescani e delle parrocchie. Lo scorso anno è scomparso Nedo Fiano a cui sarà dedicata la cittadinanza alla memoria. L'iniziativa - definita "gesto di immenso significato simbolico" necessario "anche per tenere viva la memoria storica" dalla presidente dell'UCEI (Unione delle Comunità ebraiche italiane) Noemi Di Segni, presente alla cerimonia - vuole essere "un gesto di omaggio e di ringraziamento" per quanti contribuirono a salvare tanti innocenti dalla furia nazista, grazie anche all'opera di personaggi come il grande Gino Bartali, inserito per questo tra gli elenchi dei "Giusti tra le Nazioni" nel Museo dell'Olocausto dello Yad Vashem di Gerusalemme.
La cerimonia si svolge nella Sala della Conciliazione del Comune di Assisi con un programma "semplice, ma molto significativo", anticipano gli organizzatori, con gli interventi delle autorità, la lettura delle motivazioni e del conferimento della cittadinanza ai sopravvissuti. Accanto alla presidente dell'UCEI Di Segni, intervengono Stefania Proietti e Domenico Sorrentino, rispettivamente sindaco e arcivescovo di Assisi, e il fondatore della Comunità di S.Egidio, il professor Andrea Riccardi, già precedentemente insignito della stessa cittadinanza onoraria per la pace per il suo impegno a favore della lotta all'antisemitismo e alla tutela del ricordo dell'Olocausto, come, tra l'altro, la Marcia che organizza ogni 16 ottobre per la ricorrenza della deportazione degli ebrei romani. Non tutti i 16 sopravvissuti alla Shoah - nativi di quasi tutte le regioni italiane - potranno essere presenti per motivi di salute e di problemi legati all'età avanzata. O per improrogabili impegni precedentemente assunti, come la senatrice a vita Liliana Segre e la scrittrice Edith Bruck, che saranno simbolicamente presenti attraverso la lettura di due loro "commossi" messaggi, nei quali "ringraziano" le autorità assisane per una iniziativa che, sottolineano, serve anche a "tenere viva la memoria storica della Shoah" di fronte ai pericoli legati a negazionismi di varia natura e ai tentativi di ridurre l'Olocausto a sorta di leggenda priva di riscontri e prove reali.
In rappresentanza dei 17 neo cittadini della città di Assisi interviene una delegazione di sopravvissuti guidata dall'84enne Tatiana Bucci, ebrea di Fiume deportata nel 1943 insieme alla sorellina Andra ad Auschwitz, da dove miracolosamente si salvarono dopo essere state sottoposte ai cosiddetti esperimenti del dottore criminale nazista Josef Mengele.
"Assisi è stata un grande abbraccio per gli ebrei salvati qui nella seconda guerra mondiale e lo vuole essere ancora per i sopravvissuti ai campi di sterminio. Da quando come diocesi - spiega il vescovo Domenico Sorrentino -, attraverso la nostra fondazione Opera Casa Papa Giovanni che ha realizzato il 'Museo della Memoria, Assisi 1943-1944' - abbiamo riacceso i riflettori sulla memoria sulla tragedia dell'olocausto e sulla straordinaria pagina di storia che ha visto protagonista la nostra città, ci siamo davvero resi conto quanto sia importante conoscere e testimoniare. E il conferimento delle cittadinanze onorarie va propria in questa direzione". Prima della cerimonia è prevista una visita guidata al "Museo della Memoria, Assisi 1943-1944" "allestito nelle stanze dei sotterranei del Vescovado dove monsignor Placido Nicolini nascose e salvò circa 300 ebrei, anziani, adulti, donne e tanti bambini; 300 sfollati che, grazie alla rete clandestina guidata dalla Chiesa - spiega l'ideatrice e curatrice del Museo, Marina Rosati - non vissero la tragedia della deportazione. Grande fu l'accoglienza e la complicità di una città intera che seppe mettersi in rete" sconfiggendo "indifferenza e barbarie" nella città di San Francesco. "Questo atto - per la sindaca Stefania Proietti - è doveroso e soprattutto molto sentito anche per dare continuità con cui tanti assisani benemeriti misero al sicuro le centinaia di ebrei durante il secondo conflitto mondiale arrivati qui dopo l'8 settembre 1943...proprio la memoria deve essere, oltre che un valore per il rispetto del nostro passato, anche una responsabilità di ognuno, un primis delle istituzioni, nell'adoperarsi con tutte le energie e ogni giorno nella lotta contro i totalitarismi, le guerre, le leggi razziali, gli eccidi".