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L'Italia che balla, il pellegrinaggio a San Marino per la prima 'one night' covid-free: "Siamo venuti a riprenderci la vita che ci hanno tolto"

Al resuscitato popolo della notte del virus sembra importare poco: sul monte Titano tremila ragazzi si sono scatenati al suono della musica elettronica, fino alle 5 del mattino. Un esperimento che potrebbe fare da apripista per le discoteche italiane
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SAN MARINO - L'Italia che riapre le danze in trasferta sul Titano, venti minuti di auto da Riccione, ha la faccia leggerissima di Benedetta, 24 anni, viene da Viterbo: cappellino beige da pescatore, minigonna, tatuaggi. "Ci hanno rubato la vita e stasera siamo venute qui a riprendercela - dice, è stata tra i primi ad arrivare, alla fine saranno 2.600 -. Spero vada tutto bene". In che senso? "Entriamo negative, speriamo di uscire negative". Parla del Covid, ovviamente. E' il convitato di pietra del party, ma in realtà - a parte i controlli rigorosissimi, i certificati dei tamponi o delle vaccinazioni, le file scaglionate agli ingressi, i check point - al resuscitato popolo della notte, del virus, sembra importare poco e niente. Come se fosse sparito. Frantumato sotto i battiti della musica elettronica. Zero mascherine in pista a 'The Vibe is on', l'evento organizzato al campovolo di San Marino: la 'prima' assoluta della…

SAN MARINO - L'Italia che riapre le danze in trasferta sul Titano, venti minuti di auto da Riccione, ha la faccia leggerissima di Benedetta, 24 anni, viene da Viterbo: cappellino beige da pescatore, minigonna, tatuaggi. "Ci hanno rubato la vita e stasera siamo venute qui a riprendercela - dice, è stata tra i primi ad arrivare, alla fine saranno 2.600 -. Spero vada tutto bene". In che senso? "Entriamo negative, speriamo di uscire negative". Parla del Covid, ovviamente. E' il convitato di pietra del party, ma in realtà - a parte i controlli rigorosissimi, i certificati dei tamponi o delle vaccinazioni, le file scaglionate agli ingressi, i check point - al resuscitato popolo della notte, del virus, sembra importare poco e niente. Come se fosse sparito. Frantumato sotto i battiti della musica elettronica. Zero mascherine in pista a 'The Vibe is on', l'evento organizzato al campovolo di San Marino: la 'prima' assoluta della ripartenza delle discoteche post-lockdown. Non siamo in Italia, è vero. Siamo nella piccola Repubblica schiacciata tra Marche e Emilia Romagna ovvero in uno Stato che sulla gestione sanitaria dell'epidemia ha regole sue. La prima è che la mascherina non è obbligatoria ma solo consigliata quando non è possibile tenere il distanziamento. E qui, sotto il palco del San Marino Shooting club, una specie di conca di asfalto tra le colline, accanto al campo di tiro, il distanziamento non esiste. E forse anche per questo l'Italia ha scelto di traslocare qui, per una notte o chissà magari anche più. Hanno ballato come tarantolati fino alle 5 del mattino elettrizzati dal dj set di Sven Väth, il guru tedesco della techno inventore della celebre Love Parade.

La voglia di 'vedere gente'

Quasi tutti italiani: età tra i 19 e i 32. Da Bologna, Perugia, Ancona, Civitanova, Parma, Milano, Prato, per dirne solo alcune. "Abbiamo dimostrato che ballare in sicurezza si può - dice Tito Pinton, l'ideatore dell'attesissima serata-test - . Se ho i nomi di tutti i clienti, se sono tutti tracciati, se sono vaccinati o tamponati entro le 48 ore è come se avessero la green card. E quindi se si può viaggiare si può anche ballare, no?". Pinton, storico proprietario del 'Muretto' di Jesolo, è socio di Giuseppe Cipriani nel network di locali notturni Musica Riccione. "Il governo di San Marino ha avuto grande coraggio e spirito di iniziativa, spero che anche il governo italiano capisca, dopo questa sera, che si può fare", aggiunge Pinton. Forse hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo i discotecari veneto-romagnoli; forse hanno voluto forzare la mano con un'operazione furba di marketing "politico" orchestrata grazie alla sponda del ministero del Turismo di San Marino. Sta di fatto che l'Italia, autonomamente, si è rimessa in ballo. Appena oltre il confine, certo, ma sempre sulla penisola. Oltretutto a due passi dal divertimentificio notturno romagnolo. Marco e Alessio vengono da Prato: 23 e 24 anni. "L'ultima volta che abbiamo ballato? Il 12 settembre dell'anno scorso qui al P7", che sarebbe il "parcheggio 7", una cava qualche centinaio di metri più su dello Shooting. Era l'evento musicale che accompagnava il Moto Gp. "Siamo venuti per Sven ma anche perché avevamo voglia di vedere gente dopo tutto questo tempo".

Un pellegrinaggio tutto italiano

Cancelli aperti dalle 21. Cento addetti alla sicurezza saliti quasi tutti dalla Puglia, quasi 3mila persone, alla fine, in uno spazio - tutto ovviamente all'aperto - che ne può contenerne 6mila. E dunque: impatto più che sopportabile. "Non ci stavamo più dentro. Alla fine se i ragazzi li tieni per strada è peggio dai... Lo capiscono anche i sassi che è ora di riaprire, di ripartire". Leo, 27 anni, da Milano. E' arrivato con la navetta da Rimini, sono in cinque: ce ne sono diverse di navette, hanno fatto la spola fino a notte inoltrata. Perché il pellegrinaggio discotecaro sul Titano, si sapeva, era roba italiana. E fa niente che i sanmarinesi sono tutti vaccinati e gli italiani no. Il punto vero è che in Riviera romagnola, in Versilia, nelle coste venete, in Sardegna, le discoteche sono ancora tutte chiuse e i rappresentanti del settore dicono che tra un po', avanti di questo passo, salta tutto. "Noi come SILB Emilia Romagna abbiamo supportato questa serata Vibe is on - dice Gianni Indino, co-titolare dell' 'Altro Mondo' di Rimini, un tempio storico della notte romagnola -. Se le cose si fanno seriamente e con tutti i controlli del caso, noi ci siamo". A sentire la versione di Pinton le cose starebbero diversamente. "Ho cercato di coinvolgere il sindacato nazionale dei locali da ballo. All'inizio mi hanno detto ok, fai l'accordo con San Marino, poi si sono sfilati". Dettagli, forse. Stanotte quello che interessava al popolo della notte era riaccendere la musica, far martellare i decibel, e ballare, ballare, ballare. Sven Väth ha iniziato a suonare alle 2. La gente era in pista dalle 22. Lui li ha portati a lievitazione.

Controlli e mascherina all'ingresso ma dentro finisce in tasca

Matteo e Leo vengono da Porto Sant'Elpidio, 55 anni in due. Uno è responsabile di gastronomia dell'Eurospin, l'altro ha un'azienda che fabbrica carretti per gelati. "Ci hanno controllato cinque volte prima di entrare. Ci sono diversi varchi. Perché siamo qui? Perché è il primo posto dove si può ballare e ascoltare della buona musica elettronica". Dodici colonnine hanno distribuito 8mila erogazioni di gel igienizzante per le mani, oltre 300 kit sono stati messi a disposizione per effettuare tamponi rapidi anti-Covid. La gente - come da indicazioni - si è presentata in mascherina all'ingresso: ma subito dopo i filtri dei controlli, delle mascherine più nessuna traccia. La spianata dello Shooting si è riempita mano a mano. E' stata festa fino all'alba, anzi, ventisette minuti prima. La prima one night, come dicono gli addetti ai lavori, da quando il maledetto Covid ha spento la musica e chiuso piste e consolle. La dead line era le 5, e così è stato. Dopo abbondanti bevute di vodka-lemon e bevande energetiche, i discotecari sono scesi dalla collina come dei guerrieri che hanno espugnato il Tritone. Davanti c'è una lunga estate. Forse.