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Previsioni meteo, preparatevi al caldo, L'esperto: "Italia divisa in due: al centro-sud nuovo record di calore, al nord clima più fresco"

(ansa)
Il meteorologo del Cnr-Lamma Giulio Betti: "La massa d'aria fredda sull'Europa occidentale, che proviene dal polo e interessa soprattutto Francia, Inghilterra e Spagna, richiama verso il Mediterraneo centrale e l'Europa orientale correnti caldissime di origine sub tropicale. Che portano anche le polveri desertiche che stanno avvolgendo la nostra penisola"
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Un inizio estate torrido, rovente al sud, più umido al nord, con un'Italia divisa in due che nel meridione vedrà in diverse località le temperature superare i quaranta gradi. Quella che interesserà il nostro Paese almeno fino a domenica, con picchi attesi per giovedì e venerdì, è la prima vera ondata di calore d'inizio anno. Se in un contesto generale di ondate sempre più frequenti e intense si può parlare di collegamenti con la crisi climatica, nel singolo episodio si sta invece verificando una condizione dettata da due masse d'aria, provenienti dal polo e dal nord Africa.

Giulio Betti, meteorologo del Cnr-Lamma, spiega nel dettaglio cosa sta avvenendo. "C'è una massa d'aria sull'Europa occidentale fredda, che proviene dal polo e interessa soprattutto Francia e Inghilterra sino alla Spagna. Questa massa fresca richiama però verso il Mediterraneo centrale e l'Europa orientale…

Un inizio estate torrido, rovente al sud, più umido al nord, con un'Italia divisa in due che nel meridione vedrà in diverse località le temperature superare i quaranta gradi. Quella che interesserà il nostro Paese almeno fino a domenica, con picchi attesi per giovedì e venerdì, è la prima vera ondata di calore d'inizio anno. Se in un contesto generale di ondate sempre più frequenti e intense si può parlare di collegamenti con la crisi climatica, nel singolo episodio si sta invece verificando una condizione dettata da due masse d'aria, provenienti dal polo e dal nord Africa.

Giulio Betti, meteorologo del Cnr-Lamma, spiega nel dettaglio cosa sta avvenendo. "C'è una massa d'aria sull'Europa occidentale fredda, che proviene dal polo e interessa soprattutto Francia e Inghilterra sino alla Spagna. Questa massa fresca richiama però verso il Mediterraneo centrale e l'Europa orientale correnti caldissime di origine sub tropicale, desertiche, del Sahara per intenderci. Queste correnti africane sono anche accompagnate da polveri dei deserti e se osserviamo le immagini satellitari si vede bene come l'Italia sia avvolta da polveri in sospensione, appunto quella intrusione di polveri sahariane che rendono il cielo opaco".


Queste due correnti fanno sì che l'Italia sia divisa in due: nella parte nord occientale e alto tirrenica le temperature sono comunque alte rispetto alle medie mensili, ma grazie alle correnti fresche occidentali in molte zone ancora sopportabili. "Di contro - prosegue Betti -  il centro sud, dal Lazio sino a Sicilia, Sardegna esclusa, sono pienamente colpite da queste massa d'aria africana, con temperature davvero elevate".

Un assaggio lo abbiamo già avuto a inizio settimana per esempio in Sicilia, con il colonnino che a Trapani ha raggiunto i 42° C, oppure nel foggiano e sul Gargano, quaranta gradi, o ancora punte di oltre 37 gradi in Calabria, Puglia, Basilicata.

"Il problema dei versanti adriatici  e della Sicilia orientale - spiega l'esperto -  è che queste correnti nordafricane sono accompagnate da venti di libeccio, vento che tipicamente quando incontra l'Appennino tende a ricadere sui versanti adriatici favorendo la compressione, cioè un aumento ulteriore significativo delle temperature. Per questo sull'Adriatico le temperature sono così alte".

Il picco al sud è atteso per giovedì. In generale, almeno fino a fine settimana, l'Italia rimarrà divisa in due: "Nord Italia, alto Tirreno e Sardegna rimarranno ai margini della circolazione calda, perché in parte interessati da correnti atlantiche fresche, però quelle stesse correnti occidentali su versanti adriatici creeranno l'effetto compressione, quindi aumento le temperature al sud". E' molto probabile che in diverse località come l'entroterra pugliese, Basilicata orientale, Calabria ionica e Sicilia orientale, si registrino nuovi record mensili per giugno.

Da domenica poi l'ondata di calore dovrebbe attenuarsi "perché correnti più fresche dovrebbero abbassarsi d'altitudine e rinfrescare un po', ma fino a sabato per il sud e medio Adriatico le condizioni non cambieranno, con un caldo molto secco nel meridione e più a nord invece umidità elevata e sensazione d'afa".

Una condizione, quella di questa prima settimana d'estate, che ha visto l'intera Europa sconvolta. "Anche l'Europa è divisa in due: nella parte occidentale temperature sotto la norma. Pensate che durante il solstizio d'Estate in Inghilterra in alcune località c'era freddo quasi quanto durante il solstizio di inverno, con temperature massime di 12-13 gradi. Nella parte orientale invece c'è un caldo anomalo: in Finlandia sono stati battuti numerosissimi record assoluti per il mese di giugno. A Helsinki sono stati registrati addirittura 31,7 gradi".


Quando si tratta di eventi singoli, di determinate ondate di calore, è difficile sbilanciarsi su un collegamento con la crisi climatica. Ma se si guarda il tutto da una prospettiva più ampia, preoccupa l'intensità e la frequenza dei fenomeni meteo estremi.


"Se prendo come esempio questa singola ondata - chiosa Betti - non posso dire se sia legata o meno al surriscaldamento, ma se guardiamo appunto il contesto delle ondate di calore che si inseriscono in un trend dove queste si fanno più frequenti ed intense , allora posso affermare che potrebbe chiaramente esserci un collegamento con la crisi climatica. Se guardiamo i  trend degli ultimi 30 anni, è indubbio infatti che le ondate di calore siano aumentate per frequenza e intensità".