Scuola, dopo il tutti-promossi del 2020, si torna a bocciare
di Valeria Strambi , Ilaria Venturi , di Valeria Strambi, Ilaria VenturiTornano i bocciati a scuola. Fa effetto dopo il 2020 del tutti-promossi causa Covid. I presidi non si attendono un aumento complessivo dei fermati rispetto al 2019, prima cioè dell'emergenza sanitaria. Ma due anni a singhiozzo, tra Dad e (poca) scuola in presenza, hanno avuto un peso negli scrutini, in particolare nel biennio dove si concentrano le bocciature e i giudizi sospesi in una o più materie con esame a settembre. Così come si registra una crescita, sempre a macchia di leopardo, dei non ammessi alla Maturità.
Chi ci è andato con la mano pesante e non ha fatto sconti, arrivando a stoppare fino a tre o quattro studenti per classe. Chi ha tenuto conto - la maggioranza - delle difficoltà seguendo le indicazioni ministeriali. Quello che emerge è un fenomeno nuovo sui bocciati: i non scrutinati, quelli cioè che sono spariti, invisibili da uno schermo, assenti in aula. Ragazzi che più hanno sofferto e che a fine anno…
Tornano i bocciati a scuola. Fa effetto dopo il 2020 del tutti-promossi causa Covid. I presidi non si attendono un aumento complessivo dei fermati rispetto al 2019, prima cioè dell'emergenza sanitaria. Ma due anni a singhiozzo, tra Dad e (poca) scuola in presenza, hanno avuto un peso negli scrutini, in particolare nel biennio dove si concentrano le bocciature e i giudizi sospesi in una o più materie con esame a settembre. Così come si registra una crescita, sempre a macchia di leopardo, dei non ammessi alla Maturità.
Chi ci è andato con la mano pesante e non ha fatto sconti, arrivando a stoppare fino a tre o quattro studenti per classe. Chi ha tenuto conto - la maggioranza - delle difficoltà seguendo le indicazioni ministeriali. Quello che emerge è un fenomeno nuovo sui bocciati: i non scrutinati, quelli cioè che sono spariti, invisibili da uno schermo, assenti in aula. Ragazzi che più hanno sofferto e che a fine anno si sono ritrovati ad aver superato il 25% delle assenze, il tetto affinché sia valido l'anno scolastico. Erano una percentuale infinitesimale, dopo il covid sono aumentati nonostante le deroghe concesse nel calcolo della percentuale. La chiusura delle aule li ha dispersi e persi, è il segnale più allarmante.
Quelli che hanno rinunciato alla scuola
All'istituto Devilla di Sassari i bocciati sono passati dal 6 all'11% tra il 2019 e quest'anno. Ed è leggermente aumentato il numero di non scrutinabili, dal 12 al 13%. "Questo dato numerico in realtà non descrive in modo chiaro il fenomeno - ragiona la preside Nicoletta Puggioni - La scuola infatti negli ultimi anni era riuscita ad abbassare molto le percentuali di abbandono o di interruzione di frequenza, pertanto in una condizione di normalità il dato attuale sarebbe probabilmente più basso di almeno 2-3 punti percentuali. La pandemia invece ha accentuato molto la tendenza di alcuni ragazzi a lasciarsi andare e rinunciare a una frequenza regolare, fino a interromperla completamente, anche tra gli studenti con bisogni educativi speciali".
La percentuale del 2021 sarebbe stato ancora più alta se il ministero non avesse previsrto deroghe al superamento del 25% delle ore di assenza annuali. "Il dato è riferito a situazioni estreme di non presenza".
In una decina di istituti di Palermo i bocciati rappresentano il 4%, mentre una percentuale analoga non è stata neppure scrutinata per l'elevato numero di assenze. Quest'ultimo è un dato abbastanza elevato. Nel 2019 a livello nazionale si registrava un 2,7%.
All'istituto alberghiero Buontalenti di Firenze i bocciati sono oltre 180 su 1.200 alunni (il 2,63% in più rispetto al 2019, in periodo pre Covid): "Abbiamo preso questa decisione drastica per il bene dei ragazzi - specifica la preside, Maria Francesca Cellai -. Le lacune erano tali che si sarebbero trovati in difficoltà con la conseguenza di soffrire ancora di più la differenza con i compagni e di perdersi definitivamente". Per 80 studenti non è stato neppure possibile fare gli scrutini, poiché hanno smesso di frequentare o di collegarsi con il computer: "Il dato più allarmante è che molti, anche delle prime, hanno patito così tanto la distanza a livello psicologico, da abbandonare la scuola".
L'aumento delle bocciature al liceo scientifico Fermi di Bologna (da 60 nel 2019-20 a 72 nel 20-21) ha la stessa motivazione: studenti non scritinati per frequenza scolastica discontinua.
I bocciati dopo due anni
"Dopo un anno e mezzo terribile non potevamo fingere che nulla fosse accaduto. Abbiamo tenuto conto della didattica a distanza, delle chiusure, delle quarantene e delle difficoltà emerse - spiega Domenico Squillace, preside del liceo scientifico Volta di Milano, dove i bocciati sono 20 - . Si tratta di bocciature che riguardano due anni. Promuovere tutti nel giugno scorso ha avuto conseguenze".
L'opinione è comune. E spesso le bocciature frutto dell'accumulo di due anni di insufficienze nascono da un accordo coi genitori e gli stessi ragazzi. "Il nostro obiettivo è far sì che i ragazzi acquisiscano competenze, abbiamo cercato di lavorare per integrare le lacune. Ma in alcuni casi, anche in accordo con le famiglie, si è convenuto che fosse necessario ripetere l'anno", spiega Patrizia Cocchi, preside dello scientifico Vittorio Veneto di Milano, dove i 'fermatì sono poco più di una decina su 54 classi.
All'istituto tecnico per il turismo Marco Polo di Firenze, i bocciati sono scesi al 6,9%, nel 2019 erano il 7,6%. "La scelta di bocciare è avvenuta solo per le situazioni estreme: chi, ad esempio, ha superato di molto il limite del 25% delle assenze o chi aveva insufficienze gravi che si portava avanti dallo scorso anno - afferma il preside, Ludovico Arte -. In alcuni casi sono state proprio le famiglie a chiederci di valutare la possibilità di far ripetere l'anno ai figli o gli stessi ragazzi a "bocciarsi" da soli, essendosi resi conto di non riuscire ad andare avanti soprattutto per motivi psicologici legati ai contraccolpi della pandemia".
Le difficoltà al biennio
Al liceo classico e scientifico Pellico-Peano di Cuneo i bocciati (3%) e i ripetenti (15%) sono in linea con quelle degli anni precedenti la pandemia. "Le maggiori difficoltà si sono registrate nelle classi del biennio, gli studenti più penalizzati dalla didattica a distanza" spiega il preside Alessandro Parola. Il rush finale del ritorno in presenza a maggio ha permesso il recupero: "Prima delle vacanze pasquali avevamo inviato circa 150 comunicazioni ad alunni potenzialmente a rischio di bocciatura. Poi due su tre si sono risollevati anche grazie alla fine della Dad".
Nei collegi docenti si è discusso molto. "I consigli di classe hanno lavorato in modo inedito valutando con occhio diverso i risultati degli studenti. La pandemia, del resto, ha segnato tutti e ha reso umanamente più vicini, davanti e dietro i monitor, in attesa di rioccupare banchi e cattedre".
Racconta la preside Liliana Gilli, del liceo classico Galileo di Firenze: "I nostri ragazzi hanno affrontato mesi complicati per questo abbiamo pensato a un sistema per dar loro più tempo per recuperare. Chi ha un'insufficienza lieve, tra il 5 e il 5 e mezzo, anziché prendere il debito e dover fare gli esami di riparazione a settembre con il rischio di non superarli, è stato ammesso automaticamente all'anno successivo, durante il quale dovrà comunque sostenere delle verifiche in più e dimostrare di aver superato le sue debolezze".
Le scuole hanno fatto molto per recuperare i ragazzi. "Noi abbiamo dati tra bocciati e sospesi simili al 2019, è stato fatto un lavoro piuttosto di fino" spiega Giovanna Morini, preside del liceo Muratori San Carlo di Modena. Ma non è stato così in tutte le scuole.
I rimandati
Chi non li ha fermati ha però sospeso i giudizi in molte materie. In Lazio, secondo le prime rilevazioni, le bocciature non aumenteranno rispetto al 5,8% del 2018/2019, anzi è previsto un calo complessivo. Ma sono in aumento gli studenti col giudizio in sospeso. Al liceo Mamiani di Roma dove è stato bocciato il 2,4% degli studenti, "abbiamo dato la possibilità di recuperare a settembre, tenuto conto della situazione anomala e difficile", spiega la dirigente Tiziana Sallusti. Insomma: molti più ragazzi dovranno recuperare tante materie.
Al liceo artistico di Ravenna un lieve aumento di chi ha avuto difficoltà c'è stato: circa il 9% dei bocciati nel biennio e un 15% con giudizio sospeso in particolare nelle materie culturali. "Nelle materie di indirizzo come lapittura e la grafica i ragazzi hanno avuto meno problemi - osserva la preside Mariateresa Buglione - Sicuramente la Dad non ha contribuito ad aiutare nello studio gli studenti più deboli e a colmare le loro gravi lacune che necessitano della presenza e della guida degli insegnanti".
Quei maturandi che hanno gettato la spugna
Sono cresciuti in alcuni casi i non ammessi alla Maturità. "Da noi sono passati dal 6% del 2019 all'11% - continua la dirigente Puggioni - la Dad ha creato delle grosse lacune, per alcuni è davvero mancata quella crescita nell'impegno e nella partecipazione necessaria a raggiungere la maturità e le competenze necessarie ad affrontare l'esame di Stato. Alcuni studenti si sono letteralmente arresi, rinunciando alla frequenza alla fine dell'anno scolastico e alla presentazione dell'elaborato relativo alle discipline d'indirizzo assegnato per l'esame".