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Il sismologo Aldo Zollo: "Per evitare i terremoti indotti dall'uomo seguiamo regole molto precise"

Le fumarole di Larderello 
Estrazioni petrolifere, fracking e costruzione di dighe possono innescare una scossa. "Ma le nostre attività possono accelerare un processo già in atto nel sottosuolo, non causare direttamente un sisma. La prima regola è limitare la pressione dell'acqua iniettata in profondità, poi fare controlli continui con gli strumenti"
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Fra le capacità dell’uomo c’è anche quella di indurre terremoti. L’Oklahoma per anni è stato sottoposto a centinaia di scosse, anche di magnitudo superiore a 4, accanto ai pozzi di petrolio. Di un terremoto 5.4 in Corea del Sud è stato dimostrato il legame con un impianto geotermico. E un 5.1 nel 2013 in Cina è stato attribuito alla diga delle Tre Gole: il lago con il suo peso ha fratturato le rocce sottostanti. Il tema della cosiddetta sismicità indotta è stato studiato da Aldo Zollo, ordinario di sismologia all’università di Napoli.


Come si fa a causare un sisma?
«In genere i sismi attribuibili alle attività umane sono legati all’estrazione di idrocarburi ed alla re-iniezione delle acque reflue. Dai pozzi escono anche fluidi di scarto, soprattutto acqua, che vengono reiniettati nel sottosuolo. L’iniezione di fluidi in profondità può causare un incremento di tensio…

Fra le capacità dell’uomo c’è anche quella di indurre terremoti. L’Oklahoma per anni è stato sottoposto a centinaia di scosse, anche di magnitudo superiore a 4, accanto ai pozzi di petrolio. Di un terremoto 5.4 in Corea del Sud è stato dimostrato il legame con un impianto geotermico. E un 5.1 nel 2013 in Cina è stato attribuito alla diga delle Tre Gole: il lago con il suo peso ha fratturato le rocce sottostanti. Il tema della cosiddetta sismicità indotta è stato studiato da Aldo Zollo, ordinario di sismologia all’università di Napoli.


Come si fa a causare un sisma?
«In genere i sismi attribuibili alle attività umane sono legati all’estrazione di idrocarburi ed alla re-iniezione delle acque reflue. Dai pozzi escono anche fluidi di scarto, soprattutto acqua, che vengono reiniettati nel sottosuolo. L’iniezione di fluidi in profondità può causare un incremento di tensione su faglie pre-esistenti e quindi innescare un terremoto. L’azione dell’uomo non causa direttamente la frattura della faglia. Può accelerare un processo che era già in atto».


La reiniezione dei fluidi è un processo diverso dal fracking?
«Sì, il fracking da noi non è autorizzato. Consiste nell’iniettare nel sottosuolo fluidi ad alta pressione per fratturare le rocce e liberare gas intrappolati in profondità».

La geotermia viene sfruttata a Larderello. Ci sono stati problemi?
«Ci sono stati nel passato fenomeni di microsismicità, cioè sismi molto lievi, correlati alla quantità di fluido iniettato. Si sono generate scosse debolissime fino a profondità di 5-10 km. I terremoti registrati sono generalmente di magnitudo inferiore a 2».

Sono percepibili dall’uomo?
«Debolmente, se sono superficiali e ci si trova molto vicino».

Anche i pozzi petroliferi della Val d’Agri sono legati a microsismicità. Che cautele si usano?
«Il primo è sicuramente quello di controllare la pressione ed il tasso di iniezione dei fluidi. Da noi ci sono regole rigide. Poi abbiamo reti di sismometri molto dense attorno ai pozzi, controlliamo l’eventuale deformazione del suolo e piazziamo dei sensori di pressione in profondità. A ogni minimo segnale anomalo ci si ferma. Anche in Val d’Agri si è arrivati di poco sopra alla magnitudo 2-3, ma bisogna considerare anche la presenza in quell’area di una sismicità naturale già intensa».