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Muriel, la paladina Lgbtq+ e le sue fiabe per dare voce a chi non ce l'ha: "Il ddl Zan va subito approvato"

 "Abbraccia i tuoi colori" è il titolo del libro dell'influencer da 300 mila follower su Instagram. Sottotitolo: “Favole inclusive per un mondo libero dai pregiudizi”
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Il popolo del web la conosce come Muriel. "Che poi è il mio nome vero: in celtico vuol dire mare brillante", racconta questa ragazza che ha 25 anni è milanese, all’anagrafe Muriel Elisa De Gennaro. Nella vita fa la youtuber, l'influencer, l'attivista Lgbtq+ ed è promotrice del body positive. Su Instagram ha più di 300 mila follower che seguono tutto ciò che posta: video, storie, stralci di vita vera e consigli su come essere orgogiosi delle proprie diversità. Ma dà anche consigli di moda e beauty. Un mix che l’ha fatta diventare una sorta di paladina per chi non riesce a far sentire la propria voce. Ora Muriel è anche una scrittrice: è in libreria con “Abbraccia i tuoi colori”. Sottotitolo: “Favole inclusive per un mondo libero dai pregiudizi” (edito da Mondadori).

Un libro per bambini, dunque?

“Per i più poccoli, sicuramente. Ma …

Il popolo del web la conosce come Muriel. "Che poi è il mio nome vero: in celtico vuol dire mare brillante", racconta questa ragazza che ha 25 anni è milanese, all’anagrafe Muriel Elisa De Gennaro. Nella vita fa la youtuber, l'influencer, l'attivista Lgbtq+ ed è promotrice del body positive. Su Instagram ha più di 300 mila follower che seguono tutto ciò che posta: video, storie, stralci di vita vera e consigli su come essere orgogiosi delle proprie diversità. Ma dà anche consigli di moda e beauty. Un mix che l’ha fatta diventare una sorta di paladina per chi non riesce a far sentire la propria voce. Ora Muriel è anche una scrittrice: è in libreria con “Abbraccia i tuoi colori”. Sottotitolo: “Favole inclusive per un mondo libero dai pregiudizi” (edito da Mondadori).

Un libro per bambini, dunque?

“Per i più poccoli, sicuramente. Ma anche per i genitori che spesso non si accorgono che i figli a scuola sono bersaglio di bullismo”.

A lei è successo?

"Sì, alle medie: ero cicciottella e me lo facevano notare. Ed è stato pesante. Le medie sono il periodo più complicato per i ragazzi. Perché ancora non si ha una personalità definita, si è insicuri. E per paura a volte ci si allea con quelli che sembrano i più forti. I più popolari. Che poi sono quelli aggressivi che sfottono e prendono di mira gli altri”

"Abbraccia i tuoi colori", ci può anticipare qualcosa?

"Non il finale però. Il protagonista si chiama Ciro. È il principe di Silver, un regno dove non ci sono i colori e c’è solo il grigio. Dove non c’è mai niente di bello, nemmeno la musica. E dove tutti sembrano allergici alle novità. Tranne il protagonista che, la notte prima del suo quindicesimo compleanno, sogna una voce che lo invita ad andare alla scoperta del mondo. Ad aspettarlo c’è Bimbo, un cane un po’ magico dagli occhi azzurri che parla e che lo accompagnerà nelle sue avventure dove scoprirà la libertà grazie a tanti altri personaggi: pupazzi di neve, carote, fiori. Tutti esseri affascinanti nella loro diversità. Secondo me è un libro che potrebbe tornare utile agli insegnanti. Raccontando una fiaba si può spiegare ai ragazzini che il mondo è bello nella sua diversità".

Quanto c’è di autobiografico?

"Anch’io ho un cane che si chiama Bimbo. E la storia ha le radici nel mio vissuto, nelle battaglie che cerco di portare avanti in aiuto di chi ancora troppo spesso viene umiliato o ghettizzato. Il Mondo Lgbtq+, ad esempio. E ieri ero in piazza Milano per il Gay Pride. Ma sono anche per la difesa di chi fisicamente non rientra nei canoni stereotipati della bellezza o della cosiddetta 'normalità'. E per questo si sente attaccato, non compreso, escluso".

È notizia di ieri che a Torino si è suicidato un altro ragazzo. Sulla sua pagina Instagram è comparso il messaggio “Morte ai gay”.

“Una cosa terribile. Il ddl Zan va assolutamente approvato. Lo aspettiamo da troppo tempo. È necessario tutelare le persone più fragili e condannare in modo più pesante l’omotransfobia. Che è dietro l’angolo. Un esempio? È accaduto da poco a me e al mio fidanzato Ethan. Avevamo trovato un appartamento da usare come studio, ma il proprietario al momento del contratto, si è tirato indietro. Aveva saputo, leggendo alcune mie interviste, che Ethan è transgender. Insomma c'è ancora tanta strada da fare”.

L’avventura sui social come è cominciata?

 "Avevo 14 anni. E ho iniziato a mettere dei miei video su youtube. Una una sorta di diario di bordo dalla mia cameretta. Era un modo per raccontarmi e anche per uscire da un momento difficile. Mio papà era morto da poco e in qualche maniera cercavo di riempire il vuoto. Vuoto che spesso cercavo di colmare anche mangiando. Mia mamma all’inizio non capiva cosa stessi combinando…Ma in questa mia voglia di apparire sul web mi ha sempre appoggiato. Dopo qualche anno però mi sono resa conto che quello che postavo non mi rappresentava più…Ero cresciuta, avevo vent’anni. Un giorno un ragazzo mi disse che avevo troppi peli sulle braccia. Non mi offesi. Anzi fu la svolta: sono andata al contrattacco difendendo il mio essere più pelosa. Da lì è cominciata la mia battaglia per il body positivity. La risposta dei follower è stata incredibile da subito e tuttora ricevo migliaia di post di ragazzi che mi parlano delle loro insicurezze, della loro voglia di sentirsi belli e accettati anche non si è dentro a un corpo perfetto, se si hammo dei difetti o dei chili in più. Mi parlano del dolore che provano quando li raggiungono le  “voci di corridoio”, quelle che sparlano di loro.

Cosa gli dice per aiutarli?

"Gli do dei consigli, li ascolto, gli dico di non mollare, di non abbattersi. E nel caso di coming out, di farlo solo quando si è in sicurezza. E spesso, purtroppo, questa sicurezza non si trova in famiglia. Se hai dei genitori che non sono in grado di accettare la tua omosessualità, allora è meglio chiedere aiuto a chi ha gli strumenti giusti per farlo. Meglio rivolgersi a un centro come il gay center".

Lei qualche anno fa ha sfilato, come modella curvy, in strada a Milano. 

"Sì, ero agitatissima, anche perché era una sfilata di maglieria intima. Ma è stato liberatorio e terapeutico: finalmente avevo detto addio a tutti i vestiti larghi che avevo portato per anni cercando di nascondere i chili in più”.

E liberatorio e terapeutico è anche il viaggio di Ciro col suo Bimbo?

"Certo, è una favola. E le favole, si sa, hanno tutte il lieto fine".