Venezia, ultimatum Unesco: via subito le grandi navi dalla laguna. Tempo scaduto. Ipotesi compensazioni ai privati
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliVENEZIA - Dopo cinque anni di rinvii l'Unesco di recente ha dato un ultimatum a Venezia: o le navi fuori dalla laguna o la laguna fuori dai siti Unesco. L'ora del verdetto è alle porte. Tra le soluzioni possibili, in corso di valutazione da più ministeri in questi giorni, sembra ci sia quella di bloccare da subito il passaggio dei colossi galleggianti davanti a San Marco, dando delle compensazioni ai privati interessati, come le compagnie crocieristiche, in attesa che si realizzi l'approdo provvisorio a Porto Marghera. Il risultato sarebbe in linea (e in tempo) con le richieste dell'Unesco, sempre che l'organizzazione internazionale accetti, in vista del porto off-shore, la soluzione temporanea che comunque implica l'ingresso delle crociere in laguna, evitando però il passaggio in mezzo alla città.
VENEZIA - Dopo cinque anni di rinvii l'Unesco di recente ha dato un ultimatum a Venezia: o le navi fuori dalla laguna o la laguna fuori dai siti Unesco. L'ora del verdetto è alle porte. Tra le soluzioni possibili, in corso di valutazione da più ministeri in questi giorni, sembra ci sia quella di bloccare da subito il passaggio dei colossi galleggianti davanti a San Marco, dando delle compensazioni ai privati interessati, come le compagnie crocieristiche, in attesa che si realizzi l'approdo provvisorio a Porto Marghera. Il risultato sarebbe in linea (e in tempo) con le richieste dell'Unesco, sempre che l'organizzazione internazionale accetti, in vista del porto off-shore, la soluzione temporanea che comunque implica l'ingresso delle crociere in laguna, evitando però il passaggio in mezzo alla città.
Fonti del Governo confermano che si sta lavorando a questa ipotesi per dare l'annuncio prima dell'inizio del 44esimo Comitato del Patrimonio Mondiale Unesco, in programma in Cina da venerdì 16 a sabato 31 luglio. Qui verrà presa la decisione sul destino di Venezia. Se la città sull'acqua finisse nella blacklist sarebbe infatti un danno d'immagine per l'Italia duro da reggere davanti all'opinione pubblica di tutto il mondo. Dopo quasi un decennio di immobilismo, dovuto alla difficoltà di conciliare da un lato il problema del lavoro che gravita attorno alle crociere e dall'altro il problema dell'impatto ambientale sulla laguna, l'idea di dare una somma di compensazione ai privati potrebbe permettere in tempi brevi di superare l'impasse.
Il decreto Clini-Passera, emanato nel 2012 in seguito alla tragedia della Costa Concordia, prevede che possano entrare in laguna soltanto navi inferiori alle 40 mila tonnellate, meno della metà di quelle grandi. Tuttavia tale decreto non è stato mai attuato perché non c'era un'alternativa pronta da subito. Per questo, nonostante il Governo abbia deciso lo scorso maggio con una legge di bloccare il passaggio dei colossi galleggianti, le grandi navi hanno continuato a passare senza limitazioni, contestate comunque sempre di più dalle voci ambientaliste locali come i No Grandi Navi e internazionali come la Gcan (Global cruise activist network), seguite da quelle di personalità come Mick Jagger, Emma Thompson, Gabriele Muccino e Adriano Celentano.
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Il decreto c'è ma ci vorrà tempo
La legge recente indica come soluzione definitiva per spostare le grandi navi fuori dalla laguna quella di un bando per un porto off-shore (pubblicato lo scorso 29 giugno dal valore di 2,2 milioni di euro) e come soluzione provvisoria quella di un altro bando per un nuovo approdo a Porto Marghera, già assegnato alla società Rina Consulting di Genova. Il problema è che ci vorrà comunque del tempo prima di concludere l'intervento a Porto Marghera e intanto, non essendoci un'alternativa, le crociere continuano a passare. La conseguenza è che la credibilità del Governo viene messa in discussione. Quando lo scorso 5 giugno, dopo 17 mesi di stop dovuto alla pandemia, la MSC Orchestra è rientrata a Venezia sfilando davanti a piazza San Marco, la stampa estera ha gridato all'inganno. Agli occhi del mondo era incomprensibile il fatto che, nemmeno un mese dopo l'annuncio di una legge per portare le grandi navi fuori dalla laguna, passasse tranquillamente di nuovo una crociera a Venezia. Ora la stretta dell'Unesco mette l'Italia con le spalle al muro. Non c'è più tempo. Le compensazioni metterebbero in luce la buona volontà dell'Italia di fermare da subito il passaggio dei colossi e di tenere in considerazione il lavoro. La soluzione di Porto Marghera, caldeggiata e sostenuta dal 2017 dal sindaco Luigi Brugnaro e dal presidente Luca Zaia e approvata dal Comitatone, non è ben vista dagli ambientalisti che temono diventi definitiva e implichi ulteriori scavi in laguna.
Non solo grandi navi
Rimane inoltre aperto un altro punto interrogativo. Nel dossier che l'organizzazione internazionale ha redatto su Venezia non è evidenziato soltanto il problema delle grandi navi, ma anche per esempio quello dello spopolamento. Per ricordare anche all'Unesco che ci sono altri problemi in città oltre a quello delle grandi navi, molte associazioni, come il movimento Venezia è il mio futuro, il Fai, Venessia.com e Italia Nostra, hanno lanciato una campagna che invita la cittadinanza ad appendere alle finestre o sui balconi un lenzuolo con la scritta S.O.S. Venezia. Una dichiarazione di allarme al mondo per urlare che, dopo la pandemia, per molti non è cambiato nulla.