Regioni in zona gialla. Per il governo nessun rischio di ritorno alle restrizioni. In discussione i parametri
di Agnese Ananasso , di Agnese AnanassoLa variante Delta galoppa in Italia e si parla di ritorno delle zone gialle di alcune Regioni, in particolare in Sicilia, Sardegna, Veneto e Campania, Abruzzo, Lazio, con scenari che cambiano di giorno in giorno a secondo del numero dei contagi. Tremano così governatori, commercianti e cittadini in genere che potrebbero veder arrivare di nuovo le restrizioni. Ma è davvero possibile un ritorno ai vincoli e alle limitazioni? Per il Governo non sarebbe così anche perché è in discussione, sia a livello regionale che a livello centrale, la revisione dei parametri per stabilire il livello di gravità della diffusione del virus.
Le ipotesi di riformulazione dei parametri vanno…
La variante Delta galoppa in Italia e si parla di ritorno delle zone gialle di alcune Regioni, in particolare in Sicilia, Sardegna, Veneto e Campania, Abruzzo, Lazio, con scenari che cambiano di giorno in giorno a secondo del numero dei contagi. Tremano così governatori, commercianti e cittadini in genere che potrebbero veder arrivare di nuovo le restrizioni. Ma è davvero possibile un ritorno ai vincoli e alle limitazioni? Per il Governo non sarebbe così anche perché è in discussione, sia a livello regionale che a livello centrale, la revisione dei parametri per stabilire il livello di gravità della diffusione del virus.
Le ipotesi di riformulazione dei parametri vanno dalla soglia minima di tamponi da effettuare ogni 100mila abitanti - che alcuni esperti vorrebbero aumentare - al maggiore peso del cosiddetto Rt ospedaliero (ossia il tasso occupazione dei posti letto) rispetto a quello sull'incidenza.
Tra le questioni poste, infatti, c'è quella di rendere più determinante, nell'ambito del monitoraggio settimanale, la valutazione dei rischi sulla pressione ospedaliera rispetto all'incidenza dei contagi, proprio in vista dell'alleggerimento delle strutture sanitarie dovute al calo dei casi gravi con l'avanzare delle vaccinazioni. Ed è proprio di ieri uno studio dell'Iss che prevede una minore pressione nelle terapie intensive anche nel caso di un aumento esponenziale dei contagi, con un numero di posti letto occupati non superiore ai mille. Il sottosegretario Pierpaolo Sileri però non prevde la necessità di una revisione dei parametri, dato che "l'attuale sistema ci ha permesso di arrivare alla riaperture in sicurezza". Ma al tempo stesso scoraggia ipotesi di ritorno a restrizioni: "Il numero dei contagi è ancora esiguo, finché non si esprime con un aumento dei ricoveri, e al momento non è questo il caso, non vedo perché fare dei passi indietro".
Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha chiarito che una risalita dei contagi era prevista ed è in corso, ma con numeri più bassi del passato. "Come abbiamo sempre fatto ci affideremo alla nostra squadra di tecnici che continueranno a fare questo lavoro di verifica, vediamo passo dopo passo come le cose vanno avanti", spiega Speranza, sottolineando ancora che "la vera arma per chiudere questa stagione è la campagna di vaccinazione, su cui bisogna insistere".
Un'altra questione da esaminare e rivedere è quella dello screening, perché non tutte le Regioni vanno di pari passo, con test non sempre sufficienti per un'adeguata valutazione del procedere - o del regredire - dell'infezione. Un fenomeno particolaremente evidente al sud, in Sicilia e Calabria soprattutto. Ma anche in Abruzzo la situazione è da controllare perché anche se è vero che nelle ultime ore non sono emersi nuovi casi, resta bassissimo il numero dei tamponi processati e su base settimanale i dati, anche a causa della variante Delta, sono in peggioramento.
A evidenziare l'importanza dello screening, e dei vaccini, per affrontare la variante Delta è stato lo stesso direttore del dipartimento di Microbiologia dell'Università di Padova Andrea Crisanti, secondo il quale "la variante Delta, purtroppo, è a un passo dal diventare resistente ai vaccini e quindi meno si trasmette e meglio è. Per questo, penso che bisognerebbe combinare la campagna vaccinale, vaccinando più persone possibili, e allo stesso tempo rafforzare la nostra capacità di tracciamento, perché diminuire la trasmissione potenzia l'effetto dei vaccini".
Ma dalla Toscana il governatore Eugenio Giani specifica: "sul tracciamento della variante Delta stiamo lavorando con grande intensità e riscontriamo una tendenza di crescita, un pò simile a livello nazionale, ma non dobbiamo lasciarci condizionare: è un processo fisiologico".
L'assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna - dove i contagi giornalieri sono tornati a superare quota cento - spiega che "c'è una discussione anche a livello nazionale per rivedere i parametri. Al momento questa variante Delta è tenuta sotto controllo dai tracciamenti, le Ausl stanno monitorando la situazione". E per il suo omologo del Lazio, Alessio D'Amato, "questo non è il momento delle restrizioni o di tornare alla casella precedente, la questione al momento è di vaccinare per cui abbiamo bisogno dei vaccini e di completare il prima possibile il percorso vaccinale". Da tempo, invece, il presidente della Liguria, Giovanni Toti, chiede di prendere in considerazione - come parametro determinante - la valutazione della pressione sugli ospedali.
Anche il goverantore veneto Zaia rilancia l'appello per rivedere i parametri ma al tempo stesso intensificare la campagna vaccinale e puntare sul tracciamento: "La correlazione tra positivi e ricoveri è di gran lunga inferiore rispetto alle altre ondate. Ed è fondamentale andare avanti coi tamponi: siamo i primi in Italia. Abbiamo voluto mantenere aperti i punti tampone con accesso libero, perché tutti possano fruirne anche in maniera preventiva per una festa o una cerimonia. E so che i ragazzi hanno colto il mio appello".