Rapporto Censis, le matricole dell'università italiana crescono da 7 anni. Sempre più le donne
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - No, non c'è stata contrazione degli immatricolati. E l'università italiana osserva crescere la sua capacità attrattiva su chi oggi ha 19 anni e sta uscendo dall'ultimo ciclo scolastico. La classifica Censis, da vent'anni disponibile, dice che, anche grazie alle misure di welfare avviate sotto il Governo Conte e il Ministero Manfredi, le iscrizioni al primo anno accademico nella stagione appena conclusa - un 2020-2021 vissuto in piena pandemia - sono cresciute del 4,4 per cento.
Sono sette stagioni, ormai, che i neoiscritti aumentano e il tasso di immatricolazione dei diciannovenni è tornato a quota 56,8 per cento, che poi è quello registrato tra il 2004 e il 2006, undici punti sopra il minimo del 2012-13. L'aspetto confortante, che si era già avvistato ma a…
ROMA - No, non c'è stata contrazione degli immatricolati. E l'università italiana osserva crescere la sua capacità attrattiva su chi oggi ha 19 anni e sta uscendo dall'ultimo ciclo scolastico. La classifica Censis, da vent'anni disponibile, dice che, anche grazie alle misure di welfare avviate sotto il Governo Conte e il Ministero Manfredi, le iscrizioni al primo anno accademico nella stagione appena conclusa - un 2020-2021 vissuto in piena pandemia - sono cresciute del 4,4 per cento.
Sono sette stagioni, ormai, che i neoiscritti aumentano e il tasso di immatricolazione dei diciannovenni è tornato a quota 56,8 per cento, che poi è quello registrato tra il 2004 e il 2006, undici punti sopra il minimo del 2012-13. L'aspetto confortante, che si era già avvistato ma adesso il Censis lo mostra con la forza delle serie storiche, è che la crisi del 2008 è ormai cosa lontana. Aveva lasciato cicatrici anche sul sistema accademico. Soprattutto, qui non si è sentita la crisi della pandemia universale: la chiusura temporanea delle frontiere e la paura dei trasferimenti hanno agevolato l'iscrizione all'ateneo più vicino (e comunque nazionale).
Il 65,7% delle diciannovenni si iscrive
La scelta universitaria è sempre più delle giovani donne. Nel 2020, a fronte di un tasso di immatricolazione maschile pari al 48,5 per cento, quello femminile è stato del 65,7 per cento. Le iscritte sono di pù e crescono di più. Sotto il profilo territoriale, le matricole sono aumentate soprattutto nelle regioni del Centro (+7,7 per cento) e del Sud (+5 per cento). Nel Nord-Ovest la crescita è del 2 per cento.
La quota maggioritaria dei neoiscritti (il 34 per cento) segue un percorso di studi nell'area economica-giuridica-sociale. Il 29.9 per cento si iscrive a un corso Stem (Science, Technology, Engineering and Mathematics), il 19,8 a un'area artistica-letteraria-insegnamento (il 77,7 per cento, qui, è donna). La stessa quota di iscrizioni generali pesa a Medicina, il 16,3 per cento infine sceglie Agraria o Veterinaria. Nelle discipline Stem solo il 39,4 dei nuovi arrivi è femminile.
I risultati sono ancora più significativi tenendo conto che la popolazione diciannovenne, pari a oltre 576.000 persone, è in calo dai massimi di dieci anni fa (erano oltre 610.000). Scrive il Censis: "Gli stanziamenti previsti nel Piano nazionale di ripresa e resilienza devono segnare un punto di flesso nelle politiche per il diritto allo studio nel nostro Paese, penultimo in Europa (dopo l'Italia, solo la Romania) per numero di giovani di 25-34 anni in possesso di un titolo di istruzione terziaria (solo il 28,9 per cento nel 2020 a fronte di una media Ue 27 del 40,5 per cento).
I sei ranking restano stabili
La classifica Censis dice che tra i mega atenei statali (quelli con oltre 40.000 iscritti) nelle prime due posizioni si mantengono stabili, rispettivamente, l'Università di Bologna, prima con un punteggio complessivo pari a 91,8, seguita come gli scorsi anni dall'Università di Padova, con un punteggio pari a 88,7. Quindi, scambiandosi le posizioni della precedente annualità, terza è La Sapienza di Roma, con 85,5 punti, e quarta l'Università di Firenze, 85 punti. Rimane stabile in quinta posizione l'Università di Pisa, con un punteggio di 84,8, cui segue Università di Torino, che si riprende una posizione in graduatoria (82,8). Al settimo posto si colloca una nuova entrata: l'Università di Palermo, passata dai grandi ai mega atenei statali: con 82,7 di punteggio totale si posiziona prima della Statale di Milano (81,8). Penultima tra i "mega" è l'Università di Bari, ultima l'Università di Napoli Federico II.
Tra i grandi atenei statali (da 20.000 a 40.000 iscritti), l'Università di Perugia mantiene la posizione di vertice ottenendo un punteggio complessivo di 93,3. Sale di sei posizioni l'Università di Salerno, ora seconda (91,8) con un incremento di 17 punti dell'indicatore relativo alle borse e altri servizi in favore degli studenti, di 5 nell'occupabilità, di 4 nella comunicazione e dei servizi digitali e di 2 nell'internazionalizzazione. Arretra di una posizione l'Università di Pavia (91,2), a causa della riduzione di tre punti dell'indicatore delle borse. Stabile al quarto posto l'Università della Calabria (punteggio complessivo 90,2), a cui segue con 89,7 punti l'Università di Venezia Ca' Foscari, che quest'anno compie un salto dimensionale che dai medi la porta al quinto posto tra i grandi atenei statali. Retrocede in sesta posizione (88,5), perdendo tre posizioni, l'Università di Parma, seguita dall'Università Milano Bicocca. All'ottavo posto si collocano l'Università di Cagliari, che perde tre posizioni, e l'Università di Modena e Reggio Emilia, che scende di una. Nona, risalendo di due posizioni, l'Università di Verona. Altro nuovo ingresso è rappresentato dall'Università di Bergamo, tredicesima. Chiudono la classifica dei grandi atenei statali l'Università di Catania, quest'ultima proveniente dal gruppo dei "mega", Chieti e Pescara e, ultima, Messina.
Tra gli atenei medi atenei statali (da 10.000 a 20.000 iscritti), anche quest'anno è l'Università di Trento in testa alla classifica con un punteggio complessivo pari a 97,3. È l'incremento di 16 punti dell'indicatore internazionalizzazione a garantire il mantenimento della posizione di vertice, a fronte delle riduzioni riportate da tutte le altre famiglie di indicatori. Con un punteggio complessivo di 94 punti, l'Università di Siena scala una posizione e si colloca al secondo posto, scavalcando l'Università di Sassari che retrocede in terza, a pari merito con l'Università di Udine, che guadagna tre posizioni. Chiudono il ranking l'Università dell'Aquila, l'Università Magna Graecia di Catanzaro e l'Orientale di Napoli.
Nella classifica dei piccoli atenei statali (fino a 10.000 iscritti) difende la sua prima posizione l'Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 98,2, il più alto in assoluto tra gli statali, seguita da un altro ateneo marchigiano, l'Università di Macerata, che per classe dimensionale non si colloca più tra i medi. Scalano la classifica due atenei laziali, l'Università di Cassino, l'Università della Tuscia e l'Università del Sannio, rispettivamente terzo, quarto e quinto. Perdono posizioni l'Università Mediterranea di Reggio Calabria, l'Università di Teramo e l'Università della Basilicata. Chiude la classifica dei piccoli atenei statali l'Università del Molise.
La speciale classifica dei Politecnici è guidata anche quest'anno dal Politecnico di Milano (con un punteggio di 93,3 punti), al secondo posto lo Iuav di Venezia, al terzo il Politecnico di Torino e al quarto il Politecnico di Bari.
Stabile nelle diverse classi dimensionali è, infine, il ranking degli atenei non statali. Tra i grandi (oltre 10.000 iscritti) è in prima posizione anche quest'anno l'Università Bocconi (96,2 punti), seguita dall'Università Cattolica. Tra i medi (da 5.000 a 10.000 iscritti) è la Luiss a collocarsi prima con un punteggio pari a 94,2, seguita dalla Lumsa e dallo Iulm. Chiude questa classifica l'Università Suor Orsola Benincasa. Tra i piccoli (fino a 5.000 iscritti), più numerosi, la Libera Università di Bolzano continua a occupare il vertice della classifica (con un punteggio di 101), seguita in seconda posizione dall'Università di Roma Europea e da Liuc-Università Cattaneo.