Lecce, arrestato un 31enne per l'omicidio dell'ex bancario freddato sotto gli occhi della moglie davanti al bancomat
di Francesco Oliva , di Francesco OlivaLECCE - I carabinieri hanno fermato un uomo accusato di essere il rapinatore che ha sparato, uccidendolo, a Giovanni Caramuscio, l' ex direttore di banca in pensione aggredito mentre prelevava contanti da uno sportello bancomat nella serata di venerdì 16 luglio, a Lequile, in Salento. Si tratta di Mecaj Paulin, albanese, di 31 anni accusato di omicidio in concorso con un'altra persona in corso di identificazione.
L'uomo avrebbe usato una pistola Beretta, calibro 9 corto, con matricola abrasa, che è stata ritrovata dai carabinieri nella sua abitazione. Il fermo è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Alberto Santacatterina.
L'ex bancario è stato ucciso davanti agli occhi della moglie in quello che sembra un tentativo di rapina finito male. Caramuscio aveva 69 anni ed era originario di Monteroni. L'omicidio si è consumato poco dopo le 23.15. Il 69enne aveva cenato in casa di un nipote, marescial…
LECCE - I carabinieri hanno fermato un uomo accusato di essere il rapinatore che ha sparato, uccidendolo, a Giovanni Caramuscio, l' ex direttore di banca in pensione aggredito mentre prelevava contanti da uno sportello bancomat nella serata di venerdì 16 luglio, a Lequile, in Salento. Si tratta di Mecaj Paulin, albanese, di 31 anni accusato di omicidio in concorso con un'altra persona in corso di identificazione.
L'uomo avrebbe usato una pistola Beretta, calibro 9 corto, con matricola abrasa, che è stata ritrovata dai carabinieri nella sua abitazione. Il fermo è stato disposto dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Alberto Santacatterina.
L'ex bancario è stato ucciso davanti agli occhi della moglie in quello che sembra un tentativo di rapina finito male. Caramuscio aveva 69 anni ed era originario di Monteroni. L'omicidio si è consumato poco dopo le 23.15. Il 69enne aveva cenato in casa di un nipote, maresciallo dei carabinieri a Veglie. Nel percorso che avrebbe riportato la coppia a casa l'uomo si è fermato davanti alla filiale del Banco di Napoli in via San Pietro in Lama, alla periferia del paese. "Preleviamo - avrebbe detto l'uomo - così per domani non abbiamo problemi" .
Caramuscio è sceso dalla macchina, una Volkswagen Tiguan. Ha raggiunto una delle tre postazioni bancomat che si trovano all'esterno della filiale. Una volta davanti al gabbiotto (quello centrale) ha estratto la tessera ma non ricordava il pin ed è ritornato dalla moglie.
La donna è scesa dalla macchina e ha passato al marito la sua tessera, poi insieme sono ritornati verso la postazione bancomat. In quel momento sono sbucati da una stradina laterale due uomini. Volti coperti da passamontagna, uno dei due impugnava una pistola (calibro 7.65). Forse credevano che l'ex direttore avesse già ritirato i soldi. Caramuscio si è voltato verso i suoi assassini.
Non è chiaro se l'uomo sia stato chiamato per nome o minacciato prima che i malviventi aprissero il fuoco. Secondo le prime ricostruzioni, sulla base dei filmati delle telecamere a circuito chiuso, l'uomo ha reagito colpendo con un pugno uno dei rapinatori. Così, da una distanza di neppure due metri, l'altro ha sparato i primi due colpi, che hanno colpito Caramuscio al petto. L'uomo si è trascinato per alcuni metri ma è stato raggiunto dai killer che hanno finito finito il lavoro esplodendogli contro altri due colpi. Caramuscio è stramazzato per terra riverso in una pozza di sangue. La moglie, rimasta illesa, si è avvicinata e ha chiamato i soccorsi. Un'ambulanza, a sirene spiegate, è partita dal vicino ospedale Vito Fazzi ma quando gli operatori sanitari sono arrivati a Lequile non c'era più nulla da fare.
Immediatamente sono scattate le ricerche dei banditi. I carabinieri del Nucleo investigativo, insieme ai colleghi della stazione di San Pietro in Lama hanno preso in mano le indagini. Due telecamere di videosorveglianza (una piazzata all'ingresso della filiale e un'altra installata a pochi metri dalla postazione centrale) hanno ripreso l'intera scena dell'omicidio fornendo dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi per risalire agli assassini, fuggiti a piedi. Si cerca l'arma.
I vigili del fuoco hanno ispezionato una cisterna alle spalle della banca nei pressi di un agglomerato di abitazioni. Lequile è un paese di poco più di 8mila abitanti a circa 3 chilometri dal capoluogo salentino. Episodi di una simile gravità non si registravano da tempo. Nella mattinata di sabato una folla di curiosi si è affacciata sul luogo del delitto. Molti conoscevano la vittima. Una persona buona e gentile e soprattutto molto rispettata nella sua pluridecennale attività dietro uno sportello.
C'è chi lo ricorda sui social. "Ieri sera l'ex direttore Giovanni Caramuscio è stato ucciso a sangue freddo da due rapinatori - scrive un ex collega - era al bancomat a prelevare qualche centinaia di euro...un forte abbraccio alla famiglia sperando che questi vili criminali vengono consegnati alla giustizia" con un cuoricino a fine testo. Il sindaco di Lequile, Vincenzo Carlà, si dice "scosso e amareggiato per l'accaduto che rischia di minare la tranquillità della mia comunità. E nelle prossime ore proclamerò il lutto cittadino". Nel frattempo la salma di Caramuscio è stata trasferita nell'obitorio dell'ospedale Vito Fazzi dove, nei prossimi giorni, sarà eseguita l'autopsia.