Covid, in una settimana più che raddoppiati i casi. Ora la crescita è del 103%
di Michele Bocci , di Michele BocciPiù che raddoppiati in una settimana. La variante Delta trascina la crescita dei nuovi casi di infezione da coronavirus con un tasso inferiore solo a quelli registrati addirittura nella seconda e nella terza settimana all'inizio dell'epidemia. Solo nei primi giorni di marzo infatti si è vista una salita più ripida della curva, anche se a quel tempo i dati non erano molto credibili a causa delle difficoltà con i tamponi.
Tra lunedì 12 e ieri sono stati trovati 16.176 nuovi positivi contro i 7.972 della settimana precedente, per un incremento del 102,9%. Va subito sottolineato come una buona parte dei casi sia asintomatico o comunque abbia pochi sintomi e infatti per ora non si vedono conseguenze sui ricoveri ospedalieri. Ci vorranno ancora alcuni giorni per avere la conferma che la situazione è simile a quella di altri Paesi che prima di noi hanno sperimentato la variante Delta, con tanti positivi ma ospedali non particolarmente sotto …
Più che raddoppiati in una settimana. La variante Delta trascina la crescita dei nuovi casi di infezione da coronavirus con un tasso inferiore solo a quelli registrati addirittura nella seconda e nella terza settimana all'inizio dell'epidemia. Solo nei primi giorni di marzo infatti si è vista una salita più ripida della curva, anche se a quel tempo i dati non erano molto credibili a causa delle difficoltà con i tamponi.
Tra lunedì 12 e ieri sono stati trovati 16.176 nuovi positivi contro i 7.972 della settimana precedente, per un incremento del 102,9%. Va subito sottolineato come una buona parte dei casi sia asintomatico o comunque abbia pochi sintomi e infatti per ora non si vedono conseguenze sui ricoveri ospedalieri. Ci vorranno ancora alcuni giorni per avere la conferma che la situazione è simile a quella di altri Paesi che prima di noi hanno sperimentato la variante Delta, con tanti positivi ma ospedali non particolarmente sotto pressione.
Le Regioni crescono: Veneto +186%, Lazio +178%
Tutte le Regioni (a parte la Basilicata che passa Basilicata da 56 a 50 casi con un -10,7%) crescono, alcune con tassi altissimi e sono sia grandi che piccole.
Ecco i dati: la Provincia di Trento passa da 25 a 142 casi (+117, +468%), la Sardegna da 229 a 947 (+718, +313,5%), l’Umbria da 58 a 207 (+149, +256,8%), il Molise da 25 a 72 (+47, +188%), il Veneto da 759 a 2.173 (+1.414, +186,2%), il Lazio da 832 a 2.313 (+1.481, +178%), la Liguria da 120 a 286 (+166, +138%), la Toscana da 464 a 1.028 (+564, +121,5%), l’Emilia-Romagna da 553 a 1.151 (+598, +108,1%), la Lombardia da 1.180 a 2.343 (+1.163, +98,5%), la Sicilia da 1.106 a 2.186 (+1.080, +97,6%), il Piemonte da 246 a 469 (+223, +90,6%), la Provincia di Bolzano da 62 a 112 (+50, +80,6%) , la Valle d’Aosta da 6 a 10 (+4, +66,6%), il Friuli Venezia Giulia da 107 a 167 (+60, +56%), la Puglia da 301 a 399 (+98, +32,5%), le Marche da 230 a 295 (+65, +28,2%), la Calabria da 247 a 313 (+66, +26,7%), la Campania da 1.151 a 1.313 (+162, +14%), l’Abruzzo da 215 a 236 (+21, +9,7%).
Avanza l’incidenza, Sardegna già sopra i 50
Riguardo all’incidenza settimanale per 100mila abitanti, quella valutata dalla Cabina di regia dell’Istituto superiore di sanità e del ministero alla Salute si basa sui numeri dei sette giorni tra il venerdì e il giovedì. Comunque, se si osserva l’incidenza sempre nel periodo da lunedì 12 a ieri, si comprende come stiano cambiando le cose. C’è già una Regione che ha superato i 50 ed è la Sardegna, che è oltre 59 casi per mille abitanti. La Sicilia è a 45, il Veneto a 44, il Lazio a 40. Tutto queste Regioni giovedì saranno sopra il 50, oltre il quale con le vecchie regole si andrebbe in zona gialla. Non ci saranno cambiamenti perché il governo sta cambiando gli indicatori dando più peso ai ricoveri e meno all’incidenza.
Ricoveri stabili, 3 in meno in sette giorni
Il discorso sui ricoveri è molto delicato. Ieri negli ospedali italiani c’erano 1.292 persone, contro le 1.295 di domenica 11. Il dato è stabile e questo è positivo. Di certo si è interrotto il calo, che era stato anche piuttosto accentuato. Domenica 4 luglio ad esempio i casi erano 1.561 e il 27 giugno 2.037. Se si risale nel tempo si arriva a 2.833. Va ricordato che il picco nella terza ondata era stato di 32.300 ricoveri. Anche nelle terapie intensive c’è un calo ma limitato. Ieri i ricoverati nei reparti per pazienti critici erano 156 contro i 161 di domenica 11. Il 4 luglio erano 197, il 27 di giugno 294. In questo caso il record è di 3.700 ricoveri.
Meno ospedalizzati rispetto ai giorni della crescita di ottobre
Vale la pena fare un confronto tra questi giorni e altri in cui i numeri di contagi erano simili e la curva era in salita. Ieri i nuovi positivi sono stati 3.121 e appunto in tutti i reparti c’erano 1.292 persone delle quali 156 in terapia intensiva. Il 7 ottobre 2020 i nuovi casi furono 3.678 (mille in più del giorno prima). Si era nella fase di crescita dopo l’estate e da una settimana si era saliti sopra i mille casi, che per molti giorni sono stati piuttosto stabili. Ebbene, quel giorno negli ospedali c’erano 4.119 persone con il Covid, delle quali 337.
Sempre meno decessi, in media 13 al giorno
Ieri i morti sono saliti a 127.867 e quindi in una settimana hanno perso la vita per il Covid 92 persone, cioè 13 al giorno. Non si scendeva così in basso dal periodo compreso tra il 7 e il 13 di settembre del 2020. La settimana scorsa i morti sono stati 126. La settimana precedente erano stati 177. In generale anche qui si osserva un calo che va avanti ormai da mesi. Risalendo nel tempo infatti i decessi sono stati 202, 268, 432, 477, 821, 1.069 è così via.