Retromarcia del Comune di Venezia. Premi uguale tra uomini e donne alla Regata storica
di Francesco Furlan , di Francesco FurlanVENEZIA - Gender gap a remi. Regate e tradizione. Le donne a bordo delle “mascarete” e gli uomini sui “gondolini”. Uguale fatica, premio diverso: più alto per gli uomini. Almeno fino a oggi. Perché, a partire dalla prossima regata storica, il prossimo 5 settembre, i premi per uomini e donne dovrebbero essere uguali. A conclusione di due giorni di polemiche venerdì sera è dovuto intervenire il sindaco Luigi Brugnaro a precisarlo, dopo che mercoledì notte, in consiglio comunale, la sua maggioranza aveva bocciato un emendamento presentato dalla consigliera del Pd, Monica Sambo, che chiedeva di incrementare di 7.300 euro il montepremi messo a disposizione dal Comune per raggiungere la parità dei compensi tra sessi.
“Ci saranno premi uguali per uomini e donne per tutta la stagione, non solo alla Regata Storica”, è intervenuto il sindaco Brugnaro e leader politico Coraggio Italia, dopo che per tutta …
VENEZIA - Gender gap a remi. Regate e tradizione. Le donne a bordo delle “mascarete” e gli uomini sui “gondolini”. Uguale fatica, premio diverso: più alto per gli uomini. Almeno fino a oggi. Perché, a partire dalla prossima regata storica, il prossimo 5 settembre, i premi per uomini e donne dovrebbero essere uguali. A conclusione di due giorni di polemiche venerdì sera è dovuto intervenire il sindaco Luigi Brugnaro a precisarlo, dopo che mercoledì notte, in consiglio comunale, la sua maggioranza aveva bocciato un emendamento presentato dalla consigliera del Pd, Monica Sambo, che chiedeva di incrementare di 7.300 euro il montepremi messo a disposizione dal Comune per raggiungere la parità dei compensi tra sessi.
“Ci saranno premi uguali per uomini e donne per tutta la stagione, non solo alla Regata Storica”, è intervenuto il sindaco Brugnaro e leader politico Coraggio Italia, dopo che per tutta la giornata la bocciatura del consiglio comunale aveva fatto il giro dei social, andando ben oltre il dibattito locale. “Fino ad oggi sono stati i regatanti a definire la suddivisione dell'ammontare complessivo dei premi messo a disposizione dal Comune. Questo ha generato delle disparità. Ora, vista l'incapacità di trovare soluzioni eque, sarà il Comune a vigilare sulla distribuzione dei premi. L’indicazione precisa è, d'ora in poi, l'uniformità di premi tra uomini e donne”.
Nel mondo della voga soddisfazione per il risultato raggiunto, anche se a molti l’intervento di Brugnaro è parso un modo per rimediare al voto del Consiglio comunale, dove anche esponenti della sua maggioranza, favorevoli all’incremento di 7.300 euro, erano stati poi costretti a mettersi in riga. Contro la decisione del Consiglio comunale si era schierata La Cgil - “atteggiamento surreale e anacronistico, non giustificato neanche dalla ragione economica, la disparità per le donne sul salario è un problema”- gli psicologi dello sport, l’Assist, l’associazione nazionale atlete, che ha inviato una lettera ai ministri Bonetti (Pari Opportunità) e Garavaglia (Turismo). E ancora politici come il deputato veneziano Nicola Pellicani, che solleverà il caso con un’interpellanza al governo, e Laura Boldrini: “Uno schiaffo all'art.3 della Costituzione da parte del comune di Venezia. Presenterò una interrogazione parlamentare per capire come sia potuto accadere. Siamo uguali, perché non volete rendervene conto?".
Il no della maggioranza aveva fatto infuriare anche molte regatanti. Giulia Tagliapietra aveva pubblicato su Facebook un post diventato virale: “Eh sì, che vi piaccia o no anche le donne sono regatanti. Siamo nel 2021 e ancora siamo fermi queste discriminazioni perché si è sempre fatto così”. Così venerdì sera è dovuto intervenire Brugnaro per metterci una pezza, con il delegato alle tradizioni Giovanni Giusto, che ha scaricato la responsabilità dei premi sull’assemblea dei regatanti: “Al Comune spetta indicare il montepremi totale, a loro la suddivisione”. Come dire: i soldi sono nostri, ma la colpa è loro, che ci possiamo fare? Assemblea dei regatanti che pure un passo avanti lo aveva fatto, equiparando per il 2021 il montepremi delle prime classificate tra le donne (1440 euro), ai quarti arrivati tra gli uomini su gondolini, prevedendo una somma di 1780 euro. Assemblea che contava sui 7.300 per arrivare a premi uguali per i primi arrivati. Ora, per volontà del Comune, sarà così, ma bisognerà capire con quale montepremi.
“Finalmente una buona notizia”, il commento della consigliera Sambo, “il sindaco di Venezia è stato costretto a fare retromarcia e a smentire i consiglieri della sua maggioranza e la sua giunta, in particolare il delegato alle tradizioni che si era opposto fermamente alla nostra proposta in consiglio comunale. Dobbiamo tutti ringraziare l’associazione delle atlete che ha combattuto questa ingiustizia contribuendo in modo determinante al risultato. Grazie anche a tutte le donne e agli uomini che in queste ore hanno chiesto la parità senza se e senza ma”.