Bernardo il primario armato: bufera sul candidato sindaco
di Paolo Berizzi , di Paolo BerizziMILANO - "Sì, andavo con la pistola in ospedale". L'ammissione di Luca Bernardo arriva a metà mattinata ed è la ciliegina su una storia imbarazzante che pare destinata ad accompagnare la campagna elettorale delle elezioni amministrative di ottobre a Milano. Il primario di Pediatria del Fatebenefratelli, scelto dal centrodestra come candidato sindaco nella sfida con Giuseppe Sala, è finito nella bufera dopo uno scoop di Repubblica: in un'intervista, il consigliere regionale di "+ Europa - Radicali", Michele Usuelli, medico neonatologo ed ex collega di Bernardo all'ospedale San Paolo, ha rivelato l'abitudine del pediatra prestato alla politica di girare armato e di portare la sua pistola anche in ospedale: anche durante il lavoro. La denuncia di Usuelli ("Bernardo deve spiegare e chiarire pubblicamente, nel nostro e nel suo interesse, io non mi sento sicuro") ha sollevato polemiche e sconcerto. Per di più i…
MILANO - "Sì, andavo con la pistola in ospedale". L'ammissione di Luca Bernardo arriva a metà mattinata ed è la ciliegina su una storia imbarazzante che pare destinata ad accompagnare la campagna elettorale delle elezioni amministrative di ottobre a Milano. Il primario di Pediatria del Fatebenefratelli, scelto dal centrodestra come candidato sindaco nella sfida con Giuseppe Sala, è finito nella bufera dopo uno scoop di Repubblica: in un'intervista, il consigliere regionale di "+ Europa - Radicali", Michele Usuelli, medico neonatologo ed ex collega di Bernardo all'ospedale San Paolo, ha rivelato l'abitudine del pediatra prestato alla politica di girare armato e di portare la sua pistola anche in ospedale: anche durante il lavoro. La denuncia di Usuelli ("Bernardo deve spiegare e chiarire pubblicamente, nel nostro e nel suo interesse, io non mi sento sicuro") ha sollevato polemiche e sconcerto. Per di più il caso deflagra proprio nei giorni della vicenda drammatica di Voghera, con il dibattito infuocato sulle armi al centro dell'agenda politica. Ci mancava solo il pediatra candidato sindaco con la pistola.
"A volte la porto in ospedale, perché durante i turni di notte sono stato minacciato - ha spiegato, dopo una retromarcia, Bernardo - . Ma quando sono tra i pazienti non ce l'ho mai addosso". Impalmato da FdI, Lega e Forza Italia, autodefinitosi ammiratore di Gandhi e Madre Teresa di Calcutta, il primario del Fatebenefratelli sulle prime ha tentato una difesa acrobatica provando a scartare per levarsi dall'imbarazzo: negando, smentendo, annunciando di voler querelare Usuelli per le sue dichiarazioni. "Io con la pistola in corsia? É falso, mai usata, è chiusa in casa in cassaforte".
Poi il candidato sindaco ha di fatto girato la rotta. Interpellato dai cronisti, ha cambiato versione ammettendo in sostanza quanto affermato dal consigliere regionale. "Da dieci anni ho il porto d'armi, come quasi tutti i medici". È proprio questo uno dei punti sollevati da Usuelli nell'intervista: "Perché Bernardo gira armato, anche in ospedale? - aveva detto a questo giornale - . A che titolo? Ha ricevuto minacce? È un soggetto a rischio? E se sì, perché? Tra le categorie di lavoratori a rischio che solitamente prendono il porto d'armi per difesa personale non mi pare rientrino i pediatri".
La richiesta di spiegazioni del medico eletto nel consiglio regionale lombardo è rimbalzata sui siti e sui social e sulla vicenda sono intervenuti diversi politici del centrosinistra: tra i primi i dem Lia Quartapelle ("Milano non vuole un sindaco che va in ospedale con la pistola. Salvini, che lo ha voluto, è ancora in tempo per costringerlo a ritirarsi") e Pier Francesco Majorino ("che tipo strano", riferito a Bernardo), e poi Nicola Fratoianni: "Mi spaventano i privati cittadini che vanno in giro con le armi. E mi fanno ancora più paura i politici che le portano o che esaltano il loro uso". Mentre Usuelli confermava "tutto ciò che ho detto" e aggiungeva di avere "testimoni più che attendibili", tra cui "diversi medici", Bernardo ha dunque fornito la sua versione - in due tempi - sulla pistola.
All'inizio con la fragile nota di smentita; poi con dichiarazioni che confermano. Il motivo per cui ha portato l'arma anche in ospedale, soprattutto nei turni di notte, sarebbe legato a "minacce che ho ricevuto". Il candidato sindaco non specifica esattamente di che minacce si tratti. Si limita a accennare "ho avuto problemi con dei pazienti che possono essere instabili... alcuni miei colleghi sono stati anche uccisi... Io per fortuna sono ancora qui e sono candidato al Comune". E aggiunge: "L'ultima volta che ho portato la pistola in ospedale è stato due mesi fa. Ma mai all'interno del reparto o in corsia. La tengo addosso solo se sono nel mio studio e non visito". Stando a quando sostiene il primario del Fatebenefratelli la pistola in questo momento sarebbe in cassaforte e lì starebbe anche qualora Bernardo dovesse essere eletto sindaco. "Non credo che sarei mai un sindaco sceriffo, non ho mai fatto lo sceriffo nemmeno a Carnevale".
Infine, alla domanda se è vero che gira armato per Milano, risponde: "Sì, è capitato che sia andato in giro con la pistola, ho titolo per portarla". Michele Usuelli, nell'intervista con cui ha sollevato la questione, si era anche chiesto "a che titolo il collega Bernardo andrebbe - come sostiene - a visitare i bambini in casa nelle periferie. Non è un pediatra di libera scelta, è un primario di reparto. Vorrei che spiegasse". Per questo, forse, ci sarà tempo.