Decreto sostegni bis, Protezione civile contro Ingv: "Sottratti 15 milioni"
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Un emendamento notturno, di quelli contro i quali ha alzato il tono anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottratto 15 milioni di euro dal sistema Protezione civile per darli in gestione diretta e autonoma all'Istituto nazionale di Vulcanologia e Geofisica. La scoperta, fatta da poche ore, ha innescato una reazione forte al Dipartimento, che ha portato i suoi vertici ad attivare una reazione politica e a scrivere: "Con questo emendamento, votato all'insaputa della Protezione civile", si mette in discussione uno dei pilastri del sistema, evidenziato dall'articolo 9 in tema di autonomia scientifica. In nome di quell'incontestabile principio, si è incrinato lo stretto rapporto di sinergia tra l'Ingv e il Servizio nazionale, svincolando le attività dell'Istituto dalla convenzione che storicamente ne regola i rapporti con il Dipartimento e introducendo un elemento di forte disparità all'interno di un si…
ROMA - Un emendamento notturno, di quelli contro i quali ha alzato il tono anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottratto 15 milioni di euro dal sistema Protezione civile per darli in gestione diretta e autonoma all'Istituto nazionale di Vulcanologia e Geofisica. La scoperta, fatta da poche ore, ha innescato una reazione forte al Dipartimento, che ha portato i suoi vertici ad attivare una reazione politica e a scrivere: "Con questo emendamento, votato all'insaputa della Protezione civile", si mette in discussione uno dei pilastri del sistema, evidenziato dall'articolo 9 in tema di autonomia scientifica. In nome di quell'incontestabile principio, si è incrinato lo stretto rapporto di sinergia tra l'Ingv e il Servizio nazionale, svincolando le attività dell'Istituto dalla convenzione che storicamente ne regola i rapporti con il Dipartimento e introducendo un elemento di forte disparità all'interno di un sistema complesso costituito da tanti enti e istituti scientifici".
Il ragionamento della struttura guidata da Fabrizio Curcio è: se viene meno questa collaborazione, nata ai tempi di Lugi Zamberletti, fondatore della Protezione civile, e viene meno sia l'intesa su una parte delle spese che il compito di indirizzo della Protezione civile, si mette in discussione un modello che ha trent'anni di vita. E che è stato applicato "con successo" anche nella Vulcanologia. Un prezzo un po' alto per un emendamento notturno, approvato all'interno di un decreto che legifera, peraltro, sulle politiche anti-Covid. Scrivono al Dipartimento: "Spetta alla Protezione civile gestire questa rete di competenze" per "integrare le conoscenze e i prodotti derivanti da attività di ricerca e innovazione in concrete attività di riduzione del rischio, assumendosi quotidianamente la responsabilità delle scelte delicatissime che ne derivano".
Attorno ai quei 15 milioni c'è il ruolo della comunità scientifica nella ricerca per fini di Protezione civile. "Ben vengano gli investimenti nella ricerca scientifica e gli interventi a sostegno della sua autonomia, ma non a discapito del Fondo nazionale di Protezione civile che, tra l'altro, alimentava il sostegno al volontariato".
La risposta dell'Ingv è arrivata per penna del presidete Carlo Doglioni e ha rivendicato la bontà del provvedimento a fronte del fatto che "l'Italia è una nazione altamente sismica e con frequenti eruzioni vulcaniche, l'Ingv è la sentinella di questi fenomeni al servizio della nazione, mantenerlo nella migliore operatività è un interesse per l'Italia". Scrive il geologo: "I 15 milioni di euro attribuiti dalla norma sono meno di quello che l'Istituto spende annualmente, 18 milioni l'anno, e sono poco più di quanto il Dipartimento di Protezione civile trasferisce all'istituto. Il finanziamento diretto per le attività di monitoraggio sismico e vulcanologico del territorio nazionale è volto a eliminare un passaggio contabile intermedio nell'ottica della semplificazione amministrativa senza sottrarre risorse alle attività svolte dal Dipartimento di Protezione civile",sancendo "la necessaria separazione di ruoli tra ricerca scientifica e gestione delle attività emergenziali".
Sul fronte degli enti di ricerca, questa mattina 150 precari del Consiglio nazionale delle ricerche hanno manifestato contro i vertici dell'ente e il Governo Draghi per "i fondi irrisori stanziati per il completamento del processo di stabilizzazione". L'ente, sostiene Mario Ammendola, segretario Uil Rua, sta per approvare un Piano triennale con soli 51 posti a fronte delle 400 persone "che hanno diritto alla stabilizzazione".