La comunicazione quantistica può rappresentare una risposta efficace alle crescenti minacce di gruppi criminali interessati a rubare dati sensibili di cittadini e imprese. Il fisico che ha guidato la prima dimostrazione di comunicazione quantistica internazionale al G20 di Trieste, Angelo Bassi, del dipartimento di Fisica dell'Università di Trieste, è convinto - come spiega in un'intervista a Repubblica - che la tecnologia possa diventare un alleato importante per governi e aziende che sempre più spesso sono ricattati dopo un'intrusione nei loro database, come è successo di recente anche con i dati sanitari della Regione Lazio.
La teoria dei quanti, da cui derivano i computer quantistici o la comunicazione quantistica, studia il moto e le interazioni di sistemi fisici microscopici. La comunicazione quantistica usa le leggi dei quanti per proteggere i dati: i fotoni rappresentano simultaneamente combinazioni multiple di 1 e 0, chiamati quantum bits o qubits. Se un hacker prova a osservare questi dati, i qubits cambiano: questo fa sì che l'intrusione abbia lasciato delle tracce.
La comunicazione quantistica è dunque una tecnologia di comunicazione che può sembrare simile alla trasmissione di dati che già avviene su Internet, ma si differenzia per due elementi principali, che coinvolgono sia l'hardware che il software. L'hardware, spiega Bassi, è uno strumento che va a generare i singoli fotoni, come fosse un modem dedicato a trasmettere e ricevere queste speciali particelle che viaggiano su un collegamento in fibra ottica che deve essere "pulita", ovvero deve garantire una trasmissione ad alta qualità. Il software deve poi essere in grado di leggere questi dati.
La tecnologia è italiana
La dimostrazione di oggi è la prima ad aver coinvolto Paesi diversi: la comunicazione (una video-conference che ha ospitato anche dei brevi concerti) è stata triangolata tra Italia, Slovenia e Croazia, precisamente tra Trieste, Lubiana e Fiume, e ha viaggiato su fibre ottiche che collegano i tre nodi per una distanza compresa tra gli 80 e i 100 chilometri. La sfera della comunicazione quantistica può dunque apparire virtuale, ma è intrinsecamente una questione fisica: i fotoni viaggiano sulla fibra ottica. Senza fibra ottica, non c'è comunicazione.
La tecnologia che ha permesso la dimostrazione di Trieste, come spiega Bassi, è tutta italiana, sviluppata dal gruppo di Comunicazioni Quantistiche dell'Istituto Nazionale di Ottica del Cnr guidato da Alessandro Zavatta, con l'Università di Trieste. E il fatto che la tecnologia (hardware e software) sia italiana rappresenta un fattore competitivo in prospettiva. L'Italia non è l'unico Paese ad avere sviluppato una tecnologia del genere, ma averla in casa invece di dover andare sul mercato o da paesi terzi, come insegna la grande sfida delle connessioni 5g, è un elemento - dice Bassi - "di capacità e di sicurezza" per il Paese. La Commissione europea sta investendo su questa tecnologia, preparando un'infrastruttura europea di comunicazione quantistica (EuroQCI), con il supporto dell'Agenzia Spaziale Europea.
Dall'esperimento a una rete diffusa
Oggi la tecnologia che consente una comunicazione quantistica è costosa: può costare centinaia di migliaia di euro, spiega Bassi. Ma come dimostra la storia recente di molte altre tecnologie, dai semiconduttori in poi, il costo dei materiali è destinato a diminuire. Ragionando sul sistema Italia, è dunque realistico che le principali pubbliche amministrazioni e le grandi aziende, ovvero i soggetti che detengono milioni di informazioni rilevanti, possano "spostare" le comunicazioni su questa nuova tecnologia, rendendole molto più sicure? "Sì - risponde il fisico - è un piano realistico. Si parte dai grandi utenti della pubblica amministrazione e dalle grande aziende. La diffusione a livello dei singoli cittadini è un passo ancora da immaginare".
Molte volte, spiega ancora Bassi, le debolezze delle reti che portano ai cyberattacchi sono causate da banali errori umani. "Ma l'uso della comunicazione quantistica permetterà di avere i dati sicuri e criptati. Anche se dovessero essere rubati - dice Bassi - i dati sono sotto chiave, non possono essere decifrati. Dunque chi li ruba non può usarli". E il potere del ricatto diminuisce. La comunicazione quantistica non è la sola soluzione ai cyberattacchi, fenomeno complesso e ramificato, ma può essere una delle soluzioni.
Al G20 di Trieste il tema degli attacchi informatici è stato affrontato anche dal ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che ha confermato l'attenzione del governo italiano. "Ci sono dei rischi legati a questa trasformazione che proprio in questo giorni si sono visti a livello italiano e internazionale. Dobbiamo lavorare, il governo italiano si sta muovendo", ha detto Giorgetti. Nella giornata di domani è previsto il via libera del Consiglio dei ministri ai decreti attuativi che trasferiranno circa 60 persone alla nuova Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn).