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Ristoratori e steward degli stadi, s’allarga la protesta anti Green pass. In un'azienda di Torino sciopero per i controlli a mensa

(fotogramma)
Le associazioni dei locali pubblici: “Non ci fa lavorare, meglio l’autocertificazione da trasmettere poi alle forze dell’ordine”. Gli addetti alla sicurezza: “Controlleremo le identità, non la carta verde”.
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Roma.  I clienti dei locali al chiuso — ammettono molti ristoratori — sembrano apprezzare e anzi richiedono rigore nel controllo per essere certi di trovarsi accanto persone con il minimo fattore di rischio. ma i titolari di bar e ristoranti proprio non vogliono saperne, neanche di chiedere il Green Pass. E persino gli steward, che controllano biglietti e documenti allo stadio, adesso si rifiutano. I sindacati della scuola si dicono pronti alle barricate e in un’azienda di componenti elettronici di Torino è stato proclamato il primo sciopero per dire no all’obbligo di certificazione verde alla mensa.


«Un utilizzo corretto della certificazione verde nei ristoranti diventerà centrale a settembre-ottobre quando si mangerà di più al chiuso — sottolinea Fabio Ciciliano, del Cts — E’ necessario che i ristoratori facciano i controlli in maniera seria anche perché se davanti a un abuso palese o a una con…

Roma.  I clienti dei locali al chiuso — ammettono molti ristoratori — sembrano apprezzare e anzi richiedono rigore nel controllo per essere certi di trovarsi accanto persone con il minimo fattore di rischio. ma i titolari di bar e ristoranti proprio non vogliono saperne, neanche di chiedere il Green Pass. E persino gli steward, che controllano biglietti e documenti allo stadio, adesso si rifiutano. I sindacati della scuola si dicono pronti alle barricate e in un’azienda di componenti elettronici di Torino è stato proclamato il primo sciopero per dire no all’obbligo di certificazione verde alla mensa.


«Un utilizzo corretto della certificazione verde nei ristoranti diventerà centrale a settembre-ottobre quando si mangerà di più al chiuso — sottolinea Fabio Ciciliano, del Cts — E’ necessario che i ristoratori facciano i controlli in maniera seria anche perché se davanti a un abuso palese o a una contraffazione evidente del non si richiede una verifica dei documenti, si diventa responsabili e si può essere sanzionati». E per il weekend di ferragosto i prefetti stanno già allestendo i servizi di controllo a campione sui Green Pass soprattutto nelle zone della movida e nelle località turistiche.


La circolare del Viminale che ha definito l’onere dei controlli per i titolari delle attività in cui è richiesto il Pass non sembra aver placato le proteste nei confronti della certificazione verde, sia sul versante dei controlli che su quello dell’utilizzo. Anzi, l’onda contraria sembra crescere sotto la spinta del malumore di diverse categorie. Su tutti i titolari di locali pubblici che, non contenti di essere stati esonerati dal compito di verificare che la persona che mostra il Pass sia anche l’effettivo titolare, tornano all’attacco riproponendo l’autocertificazione da parte del cliente, un foglio che i titolari dei locali ritirerebbero al momento di far accomodare il cliente al tavolo per poi trasmetterlo alle forze dell’ordine per una verifica a posteriori che, di fatto, spoglierebbe del tutto il gestore dall’onere di chiedere il Pass e verificarne la legittimità con la app Verificac19. «Se dobbiamo mettere le persone a controllare i documenti come facciamo a lavorare? Può succedere che arrivino 50 persone insieme», ribadisce Maurizio Pasca, vicepresidente della Fipe. E due locali su tre, secondo Unimprese, bocciano il controllo del documento di identità associato al Green Pass.


La più sorprendente delle proteste è quella degli steward che — al contrario dei titolari delle attività — si dicono disponibili a intervenire solo per il controllo dei documenti di identità, come fanno già per verificare che chi entra negli stati sia il reale titolare del biglietto. Ma al Green Pass non vogliono mettere mano. «La circolare del Viminale genera errate interpretazioni — dice Ferruccio Taroni, presidente dell’Associazione nazionale delegati alla sicurezza — . Stiamo suggerendo ai delegati della gestione degli eventi di usare persone diverse per il controllo del Green pass. Noi interverremo solo nei casi in cui sarà necessario esibire il documento di identità. Gli steward sono già pochi per controllare i biglietti. Le società dovranno avvalersi di volontari, come uomini delle forze dell’ordine in pensione».
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