Cronaca

Green pass, viaggio nei locali in Italia tra consensi e proteste: "Ma i clienti arrivano già preparati"

Green pass, viaggio nei locali in Italia tra consensi e proteste: "Ma i clienti arrivano già preparati"
(ansa)
Da Torino a Palermo, le reazioni degli esercenti: "E qualcuno mostra anche i documenti" 
4 minuti di lettura

Nei capoluoghi poche lamentele e grande collaborazione. Molti hanno preferito all’afa dei dehors i posti refrigerati interni,  anche le verifiche sono state veloci e discrete
Solo qualche intoppo con l’applicazione.     

Torino

I problemi maggiori con la App: “Non riconosce le card estere”

A Torino, nelle vie del centro, vige la disciplina. Anche da Mc Donald’s, in piazza Castello, si entra solo esibendo il Qr code. Poche le discussioni anche se i ristoratori registrano qualche problema con l’app che legge il codice. «Non funziona sempre bene, a volte non riconosce i pass dei turisti stranieri», raccontano al Caffé Sfashion, di piazza Carlo Alberto. «Mi è capitato che arrivassero due coppie — racconta Dora Contino, titolare di un ristorante in piazzetta IV Marzo — solo i mariti risultavano in regola, ma era impossibile. Comunque li ho fatti sedere fuori». Poche le polemiche, tantissimi i clienti che, comunque, pass o non pass, preferiscono il dehors. (Carlotta Rocci)

Milano

Pochi mugugni, c’è chi arriva anche con la carta d’identità

«Io ormai ho cambiato lavoro» dice con ironia Walter di Sorbillo. All’ingresso di una delle pizzerie più frequentate a un passo dal Duomo di Milano è lui a controllare che i clienti abbiano il Green Pass se vogliono sedersi al chiuso, e lo incrocia col documento. «La gente collabora» aggiunge. In tutti e sette i locali di corso Vittorio Emanuele e dintorni testati ieri a pranzo, i controlli del certificato verde sono ferrei e ben tollerati. «Mia figlia non ha ancora il pass e quindi niente, me lo aspettavo» riconosce la mamma senza batter ciglio. «Sanno già tutto quando arrivano e non c’è ritrosia, anche i tanti turisti» dice Orazio Pinto, direttore di A Santa Lucia sotto la Madonnina. (Ilaria Carra)

Genova

La gente arriva preparata: “Lo esibiscono ed entrano”

I conti si faranno in autunno, quando la gente vorrà sedere all’interno di bar e ristoranti, ma per adesso anche in una città dal mugugno facile come Genova il Green Pass sembra aver accontentato clienti ed esercenti, con buona pace di chi temeva rischi per la privacy o attese davanti ai locali. In queste prime giornate le richieste sono state poche, ma i segnali sono positivi. «Sta andando benissimo e mi ha stupito la preparazione dei clienti — spiega il titolare di un ristorante in zona Acquario — gli stranieri entrano con il Qr code già aperto e gli italiani lo mostrano appena lo chiedi». (Fabrizio Cerignale)

Green pass e controlli: con la telecamera nascosta tra i locali di Roma, Milano, Torino e Napoli

Bologna

Qualche malinteso con i turisti: “Certificati Usa indecifrabili”

A Bologna quasi nessuno chiede i documenti dopo aver controllato il Green Pass. Nelle vie del centro regna la confusione. «La nuova circolare è incomprensibile» lamenta Massimo Zucchini titolare di un pub. Francesco Mafaro chef di “Adesso pasta”, ne fa anche una questione culturale: «Per un anglosassone l’esibizione dei documenti è un’invasione della privacy». C’è anche chi il Green Pass europeo non lo possiede. «Gli americani non lo hanno, presentano una serie di certificazioni che io non sono in grado di decifrare. Le prendo per buone, come prendo per buono il Green Pass» spiega Giovanni Tamburini della omonima storica Salsamenteria bolognese. (Valerio Varesi)

Firenze

C’è imbarazzo a chiederlo: “Lo facciamo a bassa voce”

«Niente Green Pass? Allora devo farvi sedere fuori». A Firenze il copione si ripete più o meno in tutti i ristoranti di Sant’Ambrogio, zona di locali e di movida, all’ora di pranzo affollata di turisti. «Ce lo hanno chiesto praticamente ovunque — conferma una ragazza arrivata da Varese — Molti lo fanno sottovoce, come fosse una brutta parola...». Quasi sempre, i più svelti a mostrare i Qr code sono gli stranieri: «Forse nei loro paesi li hanno preparati per bene», ragiona un ristoratore. Qualche mugugno dei “controllori”, però, non manca. E c’è anche chi, per fare più in fretta, decide di credere ai clienti sulla parola: «Ma sì, certo che abbiamo il Green Pass». (Andrea Bulleri)

Palermo
Chi è senza, si accomoda fuori. “Con il caldo non è il massimo”

Nella maggior parte dei bar e dei ristoranti del centro di Palermo il personale chiede di mostrare il Green Pass ai clienti che vogliono accomodarsi all’interno. È raro, però, che scatti anche il controllo dei documenti. «Già chiedere di mostrare il proprio cellulare in alcuni casi può essere imbarazzante, non se ne parla proprio di procedere anche con il controllo dei documenti. Su questo punto non c’è chiarezza», dicono i titolari. Quasi tutti i clienti arrivano con il Qr code sul cellulare o con una copia cartacea in tasca. «Sta diventando una routine», dice il cameriere di un bar. Chi non ce l’ha sceglie un tavolo all’aperto, nonostante il caldo record di questi giorni. (Claudia Brunetto)

Bari

Gli anziani si presentano con il Qr code plastificato

Bari si è svuotata nella settimana di Ferragosto e nei locali della movida c’è spazio per tutti, non c’è ressa. Ma è il caldo a fare la differenza: «Senza il Green Pass niente aria condizionata — sintetizza il gestore di una pizzeria di Poggiofranco — ma pochi protestano». Qualche difficoltà viene segnalata dai clienti sul corretto funzionamento dell’app che verifica i certificati: «Non va sempre allo stesso modo, i responsi sono contrastanti». Altri disagi riguardano gli anziani poco propensi agli screenshot e a immortalare il Qr code con lo smartphone. «Alcuni per ovviare hanno stampato e plastificato il Green Pass» racconta Alessandro Cioce, titolare del Matiti Brown.(Daniele Leuzzi)

Napoli

Già 200 controlli e otto multe: “Incassi calati fino al 35%”

Lamentano già perdite dal 20 al 35%, tamponate grazie all’aumento dei turisti. Ristoranti e bar fanno i conti con una settimana di Green Pass. Superate le difficoltà col Qr code grazie a un aggiornamento dell’app, soprattutto i titolari dei luoghi al chiuso cercano di salvare la stagione. «Siamo i più penalizzati, il governo elimini subito questa misura», dicono. Ogni tanto qualcuno al centro storico e Quartieri non chiede il pass. Ma si rischiano multe salate. Da venerdì 200 controlli della municipale in città e 8 multe. Massimo Di Porzio, presidente Fipe Confcommercio, è favorevole al Green Pass ma chiede «l’estensione ad alberghi e trasporti per renderlo efficace». (Anna Laura De Rosa)

Roma

C’è la corsa ai tavoli al chiuso. “Almeno c’è l’aria condizionata”

Si fa presto a dire «basta stare fuori». Adesso nella torrida Roma di agosto mangiare in strada a pranzo può essere una prova di resistenza umana. Così aumentano i clienti che optano per l’aria condizionata, con Green Pass alla mano. Nel rione di Testaccio vige il rispetto delle regole. «Mi sembra un segno di civiltà – dice Laura Caratti, fiorentina, seduta al tavolo de Lo Scopettaro – mi hanno controllato anche il documento». Da Bucatino un avviso sulla vetrata informa che dentro si va solo con il Green Pass. «A due clienti che avevano solo il cartaceo – racconta il cameriere – ho fatto archiviare la foto al Qr code, così possono averlo sempre nel telefono». (Cecilia Gentile)