✕

Vaccini, i teenager in fila

(eikon)
La motivazione per quasi tutti è la voglia di ricominciare a vivere al 100%. In classe, in palestra, in viaggio. Senza continui tamponi e senza paura
3 minuti di lettura

MILANO
"Non ne posso più della Dad. Ai miei compagni dico: vaccinatevi"

"È stato un anno terribile, non ne posso più della ditattica a distanza, mi sono vaccinato per evitarla e spero che tutti i miei compagni di scuola la pensino come me". Filippo Oldani, quindici anni, si lancia in un sorriso liberatorio non appena varcata l'uscita dell'hub di Palazzo delle Scintille a Milano: "Forse quest'anno riusciremo a tornare a una vita normale". Di passaggio in città tra una vacanza al mare e una in montagna, mamma Lorella lo ha accompagnato alla sua prima dose (in Lombardia serve la prenotazione): "Senza il Green Pass non posso fare nulla, all'aeroporto in Sardegna non mi hanno fatto entrare al bar per pranzare. Ecco, vorrei evitare di essere escluso da altre attività, sia a scuola che fuori. Desidero incontrarmi, anche al chiuso, con gli a…

MILANO
"Non ne posso più della Dad. Ai miei compagni dico: vaccinatevi"

"È stato un anno terribile, non ne posso più della ditattica a distanza, mi sono vaccinato per evitarla e spero che tutti i miei compagni di scuola la pensino come me". Filippo Oldani, quindici anni, si lancia in un sorriso liberatorio non appena varcata l'uscita dell'hub di Palazzo delle Scintille a Milano: "Forse quest'anno riusciremo a tornare a una vita normale". Di passaggio in città tra una vacanza al mare e una in montagna, mamma Lorella lo ha accompagnato alla sua prima dose (in Lombardia serve la prenotazione): "Senza il Green Pass non posso fare nulla, all'aeroporto in Sardegna non mi hanno fatto entrare al bar per pranzare. Ecco, vorrei evitare di essere escluso da altre attività, sia a scuola che fuori. Desidero incontrarmi, anche al chiuso, con gli amici o tornare a dedicarmi un po' allo sport", racconta. E lancia un appello: "Vaccinatevi, è utile e molto importante".

TORINO
"Parto più tranquillo per Cipro. Poi tornerò a fare basket e nuoto"

Alessandro Fassino ha 12 anni e il 13 settembre entra in seconda media. Ieri mattina era all'hub del Lingotto con papà e mamma. Non ha prenotato. Un'ora in coda e poi passaggi rapidi fino alla consegna del certificato: all'uscita mostrava contento il suo cerotto sul braccio. Ha colto al volo l'occasione dell'Open day ad accesso diretto e oggi parte per Cipro : "Vorrei evitare di fare ancora Dad, ne abbiamo abbastanza, in quinta elementare e parte della prima media. E io non ho proprio voglia di fare tamponi su tamponi". Alessandro ha pensato a quali potrebbero essere i segni che lascerà il Covid sui suoi dodici anni: "Di questo periodo si parlerà nei libri di storia dei miei figli, ma credo di essere ancora in una età in cui, non avendo ancora una vita tutta mia, non ho dovuto rinunciare a molto. Sempre che non vada avanti a lungo. Forse la rinuncia più grossa è stato lo sport, ho sempre fatto basket e nuoto. Ora spero di rifarmi".

FIRENZE
"L'ho fatto per tornare a scuola. Mi mancano le ore in laboratorio"

"Speriamo davvero di tornare in classe in presenza, senza più Dad. È il motivo principale per cui faccio il vaccino". Giulia, 16 anni, è davanti all'hub Mandela Forum di Firenze. Attende di entrare assieme alla madre. Tra meno di un mese sarà tra i banchi del suo liceo scientifico: "Mi piacerebbe ricominciare le lezioni in laboratorio, sono due anni che abbiamo smesso. Nella mia classe - racconta - si è vaccinata circa la metà. Alcuni non lo vogliono proprio fare". Anche Giulia come altri coetanei aveva qualche timore all'inizio, ma alla fine ha aderito volentieri alla campagna. "I miei compagni che lo hanno già fatto mi hanno detto di non aver avuto effetti collaterali e questo mi ha rassicurato - prosegue la liceale - Sulle chat WhatsApp e nelle storie di Instagram molti pubblicano le foto dopo aver ricevuto la dose. È anche un modo di incentivare gli altri ragazzi a partecipare".

BOLOGNA
"Ho 12 anni e non voglio aspettare: con la mamma ho girato due hub"

(eikon)

Tutto pur di far vaccinare sua figlia. Ieri mattina Elisa, impiegata, è partita in macchina da Monte San Pietro, è andata in un primo centro vaccinale, che però era chiuso, quindi ha guidato fino all'hub in Fiera, a pochi chilometri dal centro di Bologna. Intenta a compilare moduli, ha alzato la testa solo per dire: "No, non ho mai avuto dubbi. Appena abbiamo saputo, siamo venute subito". Accanto a lei, infatti, c'era sua figlia Ginevra, che ha fatto da poco 12 anni. E che ha le idee chiare: "Devo fare la seconda media, e questo è l'unico modo per non tornare in Dad". Tanta era la voglia di questo giorno, che Elisa aveva bruciato le tappe: "Avevo già prenotato per mia figlia, ma non aveva ancora i 12 anni compiuti e abbiamo dovuto rimandare". Oltre novanta studenti, ieri, hanno colto l'occasione di vaccinarsi senza prenotazione. Tanti giovanissimi, accompagnati dai genitori.

ROMA
"Senza Green Pass non si vive, non capisco gli amici che rinviano"

"Senza Green Pass non puoi fare nulla. Per questo mi faccio il vaccino. Marco Carzerà, 12 anni, aspetta il suo turno all'hub della Croce Rossa alla stazione Termini. È molto deciso: "Mi inscriverò a nuoto, ed è richiesto il Green Pass. Ora stiamo partendo per la montagna, prima di arrivare ci fermeremo in alcuni parchi di divertimento, ed anche lì ci vuole il passaporto verde. Infine, ho convinto i miei ad accompagnarmi a vedere il Gran Premio di Monza a settembre e anche per quello dovrò mostrare il Green Pass. In alternativa c'è il tampone, ma non si può vivere sottoponendosi ad un tampone ogni sei giorni". Marco non ha paura. "Ci siamo informati molto bene sui vaccini da mio zio che è pediatra. Lui ha detto che sono tutti sicuri, anche AstraZeneca. I miei amici? Alcuni aspettano. Cercano di rinviarlo finché è possibile".
 

BARI
"Io e mio fratello siamo in vacanza. La prima dose qui, l'altra a Milano"

Sembra un team. Tutti con la maglia bianca, uno accanto all'altro a compilare le ultime carte prima di raggiungere le salette dove riceveranno il vaccino, nell'hub della Fiera del Levante di Bari. Sono i fratelli Michele e Francesco Romanazzi, rispettivamente di 13 e 15 anni, e il papà Emanuele. Vengono da Milano: "Siamo in vacanza: siamo originari di Bari ma lavoro da vent'anni nel capoluogo lombardo - racconta il padre - c'era la possibilità di vaccinarli senza prenotazione e l'abbiamo colta. Poi faranno la seconda dose su". Per Michele vaccinarsi è un sollievo: "Se dovessi prendere il Covid, sarò più tranquillo e non mi succederà niente - spiega - Voglio tornare a scuola in presenza con i miei nuovi compagni: quest'anno frequenterò il primo anno alle superiori, e così potrò conoscerli". Intanto, li raggiunge anche il cugino Domenico Manzari, sedicenne, pure lui milanese: "Così potrò avere il Green Pass".