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Camorra, arrestato a Dubai Raffaele Imperiale, boss del narcotraffico internazionale

Raffaele Imperiale, il narcotrafficante arrestato a Dubai. La foto è presa dal sito del giornale olandese Telegraaf 
L'uomo è al secondo posto nella lista dei ricercati italiani, è ritenuto un protagonista dell'importazione di cocaina in Europa
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Raffaele Imperiale, considerato uno dei più grandi narcotrafficanti europei e numero 2 della lista ricercati italiani, è stato arrestato a Dubai su richiesta italiana.

L'arresto di Imperiale sarebbe un colpo di massimo livello alla gestione dell'importazione di cocaina dal Sud America all'Europa gestito da un super cartello, ma anche per le caratteristiche del boss camorrista celebre per il suo stile di vita di lussuoso e per aver acquistato alcuni capolavori di Van Gogh rubati nel dicembre 2002 dal Museum di Amsterdam e ritrovati anni dopo in un'intercapedine della cucina in una delle sue ville.
 

Dalle acque minerali alla droga

Viene chiamato "Lelluccio Ferrarelle", perché capace di passare con successo dalla distrib…

Raffaele Imperiale, considerato uno dei più grandi narcotrafficanti europei e numero 2 della lista ricercati italiani, è stato arrestato a Dubai su richiesta italiana.

L'arresto di Imperiale sarebbe un colpo di massimo livello alla gestione dell'importazione di cocaina dal Sud America all'Europa gestito da un super cartello, ma anche per le caratteristiche del boss camorrista celebre per il suo stile di vita di lussuoso e per aver acquistato alcuni capolavori di Van Gogh rubati nel dicembre 2002 dal Museum di Amsterdam e ritrovati anni dopo in un'intercapedine della cucina in una delle sue ville.
 

Dalle acque minerali alla droga

Viene chiamato "Lelluccio Ferrarelle", perché capace di passare con successo dalla distribuzione delle acque minerali a quella della droga: è originario di Castellamare di Stabia ma solo quando arriva ad Amsterdam alla fine degli anni Novanta per gestire un coffee shop inizia l'ascesa criminale. Stringe legami con i trafficanti olandesi e inizia a scaricare sulle piazze di Napoli centinaia di migliaia di pasticche di ecstasy. Poi si allarga anche ai narcos sudamericani e passa al grande affare: la polvere bianca. A sostenerlo c'è il clan Amato-Pagano: gli Scissionisti che hanno dato il via alla faida di Scampia e Secondigliano contro il clan Di Lauro. Muovono tonnellate di cocaina e i guadagni si moltiplicano. Imperiale ama l'arte e si toglie lo sfizio di arricchire la sua collezione: compra 'La spiaggia di Scheveningen prima di una tempesta' e 'Una congregazione lascia la chiesa riformata di Nuenen', quadri di Van Gogh trafugati in uno dei furti d'arte più celebri d'Europa.

Un asso della logistica

Il manager di camorra è un asso della logistica e ha inventato una rete triangolare delle importazioni: dall'Olanda alla Colombia, passando per la Spagna. Lì si faceva chiamare "Rafael Empire" e aveva aperto ristoranti e società di investimenti. Poi ha scelto di trasferire il suo quartiere generale in un Paese a prova di estradizione, l'oasi preferita dai latitanti di tutto il Pianeta: gli Emirati. Ha abitato con la famiglia persino al Burj Al Arab, l'hotel a forma di vela tra i più esclusivi al mondo, con suite che vanno da 170 a 780 metri quadrati e arrivano a costare quasi 30mila dollari a notte.


Tonnellate di cocaina, investimenti di denaro sporco e un super cartello che proprio da Dubai controlla in Olanda l'arrivo della cocaina destinata a inondare l'Europa. A farne parte insieme al boss italiano trafficanti olandesi, narcos, capi delle mafie irlandesi e balcaniche. Proprio una segnalazione della Dea statunitense lo indica tra gli invitati al matrimonio del re della droga irlandese Daniel Kinahn insieme a un boss bosniaco in un resort emiratino:  i vecchi riti della mafia siciliana trasferiti sulla scala globale.

I messaggi che lo hanno tradito

Il ruolo di Imperiale è tornato al centro dell'attenzione in Olanda dopo il delitto del reporter Peter R. de Vries. A luglio lo hanno assassinato con un'esecuzione spettacolare: cinque colpi di pistola sparati alla testa, in pieno giorno all'uscita degli studi tv di Rtl. Il giornalista si stava occupando della vicenda di Nabil Bakkali: un ex killer che nel 2017 ha deciso di collaborare con la giustizia nel più grande processo alle organizzazioni criminali nella storia olandese. Bakkali è il testimone-chiave contro Ridouan Taghi, il padrino più noto della Mocro Maffia ossia la nuova generazione di criminali che dagli anni Duemila ha preso il dominio delle periferie olandesi. Taghi è stato estradato a dicembre 2019 proprio dagli Emirati. È accusato di essere il mandante di molti omicidi della guerra che si è consumata negli ultimi anni all'interno della malavita olandese. Esecuzioni per conquistare il dominio della rotta principale della droga, che dal Sud America sbarca nei porti di Rotterdam e Anversa. Insieme a lui avrebbe avuto un ruolo chiave anche "Rico": il soprannome di Richard Riquelme Vega, il "cileno più pericoloso del mondo" come l'ha definito, al momento del suo arresto, la tv di Santiago.

Proprio dalla memoria del telefonino di "Rico" sono spuntati i messaggi indirizzati a Raffaele Imperiale. Nello smartphone c'è un video in cui il cileno compare insieme a Imperiale e a Kinahan. Nelle chat parlano di "telefoni" che devono essere "di buona qualità". Scrive il 12 aprile 2016 Imperiale in inglese: "Ok hermano, se vuoi posso vedere". E Riquelme chiede: "Dove dobbiamo portarli".  Imperiale ha la risposta pronta "Amsterdam hermano". Nelle comunicazioni criptate, stando alle accuse, emergerebbero non solo accordi sugli affari di droga, ma persino discussioni su come eliminare rivali scomodi a Dubai.