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Covid, vaccino in gravidanza, il ginecologo Lanzone: "Non esistono controindicazioni. Ma non demonizziamo le paure"

Intervista al direttore dell'unità di Ostetricia e patologia ostetrica del Gemelli di Roma. "Servono spiegazioni puntuali, non fuorvianti"
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"Vaccinatevi contro il Covid". È di pochi giorni fa l'appello alle donne in gravidanza di Giuseppe Bifulco, direttore del Dipartimento ad attività integrata Materno-Infantile dell'Azienda ospedaliera Federico II di Napoli, dopo i casi di due giovani ricoverate nella struttura campana in condizioni cliniche gravi, che non si erano sottoposte a profilassi. Secondo una recente circolare del ministero della Salute, non esistono controindicazioni alla vaccinazione per le donne incinte. Ma il tema resta delicato, scivoloso per scienziati ed esponenti politici, terreno per dichiarazioni avventate e informazioni non esaustive. Ci si chiede se definirle pazienti fragili, se il decorso dell'infezione sia per loro più pericoloso, se durante i nove mesi esista il momento giusto per il vaccino. Ne abbiamo parlato con il professor Antonio Lanzone, direttore della Uoc (Unità operativa complessa) di Ostetricia e patologia ostetrica del Policlinico uni…

"Vaccinatevi contro il Covid". È di pochi giorni fa l'appello alle donne in gravidanza di Giuseppe Bifulco, direttore del Dipartimento ad attività integrata Materno-Infantile dell'Azienda ospedaliera Federico II di Napoli, dopo i casi di due giovani ricoverate nella struttura campana in condizioni cliniche gravi, che non si erano sottoposte a profilassi. Secondo una recente circolare del ministero della Salute, non esistono controindicazioni alla vaccinazione per le donne incinte. Ma il tema resta delicato, scivoloso per scienziati ed esponenti politici, terreno per dichiarazioni avventate e informazioni non esaustive. Ci si chiede se definirle pazienti fragili, se il decorso dell'infezione sia per loro più pericoloso, se durante i nove mesi esista il momento giusto per il vaccino. Ne abbiamo parlato con il professor Antonio Lanzone, direttore della Uoc (Unità operativa complessa) di Ostetricia e patologia ostetrica del Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma.

In base alla sua esperienza, negli ultimi mesi ha riscontrato un aumento di donne incinte contrarie al vaccino?

"No, solo due. Erano in condizioni cliniche stabili. È anche capitato di confrontarmi con alcune che si sentivano più sicure nel rinviarlo settimane più tardi, dopo il parto. In questo caso la definirei una cautela eccessiva, non sarebbe giusto etichettarle come 'no-vax'. La gravidanza è un contesto particolare".

I vaccini disponibili in Italia sono sicuri?

"Come tutti i vaccini possono avere effetti indesiderati, ma possiamo affermare che non presentano controindicazioni".

Quali consiglierebbe?

"Nessuno studio li ha paragonati in questa categoria di popolazione. Difficile affermare che esista uno migliore di altri. Tuttavia, considerando che una donna in gravidanza rientra tra le fasce d'età più giovani, opterei per Moderna e Pfizer".

Ci sono momenti della gravidanza più indicati per sottoporsi a vaccinazione?

"Nel primo trimestre si formano gli organi del nascituro e si verifica il 90% degli aborti spontanei. Per maggior cautela, è meglio attendere le settimane successive". 

Gli anticorpi materni che si sviluppano con la vaccinazione passano al feto?

"Sì, anche se alla nascita il titolo sarà minimo e tenderà a sparire in poco tempo. Altro dato rassicurante è la modesta trasmissione di Sars-CoV-2 attraverso la placenta, circa 1%. Basti pensare che il citomegalovirus nel terzo trimestre arriva al 10%. E poi non abbiamo segnalazioni di patologie importanti del feto legate all'infezione".

E durante l'allattamento?

"Anche qui nessuna controindicazione. I bambini possono beneficiare del passaggio di anticorpi. Inoltre, il virus nel latte ha una carica molto debole".

I rischi di contrarre Sars-CoV-2 aumentano durante la gravidanza?

"No, all'inizio della pandemia sembrava che la condizione fosse addirittura protettiva. Abbiamo avuto pochi casi, la maggior parte lievi. A gennaio e febbraio sono però aumentati, per poi diminuire. Fino alle ultime settimane, in cui stiamo riscontrando un nuovo incremento". 

Le donne con Covid sono costrette a partorire in anticipo?

"Non se presentano quadri clinici lievi. Quando i sintomi sono gravi, va studiata la situazione. Bisogna cercare di portare la gravidanza il più avanti possibile, ma senza quelle condizioni che possano compromettere lo stato di salute di feto e gestante". 

Ci sono stati errori nella comunicazione?

"In maniera incauta sono state fatte alcune considerazioni che hanno costretto la Sigo (Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia) a intervenire. Per esempio, non è vero che la gravidanza o la pillola contraccettiva sono stati protrombotici controindicati per la vaccinazione anti-Covid. Servono spiegazioni puntuali, non fuorvianti". 

Perché c'è tanta confusione, secondo lei?

"È come se un 'esperimento scientifico' si realizzasse per la prima volta davanti a tutti. Avere dubbi è umano, ma le persone devono capire che nessun farmaco viene messo in commercio sapendo cosa succederà dopo trent'anni. Con il vaccino prodotto da AstraZeneca si è verificata una trombosi venosa cerebrale rara. Poiché la gravidanza è un momento fisiologico protrombotico, c'è stata grande attenzione. Ma la fisiopatologia è diversa: è stata un'infiammazione dell'endotelio (tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni, ndr) a innescare il processo di coagulazione. Per fortuna la società scientifica ha risposto bene, con tempestività". 

Le linee guida istituzionali sono chiare?

"Si, ma in pochi le leggono, la gente si informa altrove, seguendo talk show o interventi di esperti durante i telegiornali".