✕

Il volontariato è più forte del Covid: le 'riffe' per il sociale ora si organizzano online

Un docente dell'Università di Trento ha fondato il sito no profit lotteriaperilsociale.it per dare l'opportunità alle associazioni di raccogliere fondi per le loro iniziative. Tante già le adesioni
2 minuti di lettura

"Quanti?". Ad un certo punto lo sai che accadrà. Ad un certo punto della serata, qualcuno ti si parerà davanti, brandendo minaccioso un blocchetto di biglietti della lotteria. E in quel "quanti?" è fuori discussione che almeno due o tre tagliandi li dovrai comprare. Poi li infilerai in tasca, nel portafoglio o in borsetta. E al momento dell'estrazione faranno la fine dei calzini in lavatrice: misteriosamente spariranno. Ma va bene così, perché sai che quei soldi serviranno per una buona causa. E pazienza se non ti sei portato a casa il premio di giornata: girovagando per l'Italia, dalla pezza di speck sudtirolese al buono per i cannoli siciliani.

Società sportive, pro loco, circoli culturali, associazioni per disabili, parrocchie: non c'è realtà del settore no profit che almeno una volta all'anno organizzi una lotteria sociale. Soldi benedetti, perché servono a sostenere le spese vive, …

"Quanti?". Ad un certo punto lo sai che accadrà. Ad un certo punto della serata, qualcuno ti si parerà davanti, brandendo minaccioso un blocchetto di biglietti della lotteria. E in quel "quanti?" è fuori discussione che almeno due o tre tagliandi li dovrai comprare. Poi li infilerai in tasca, nel portafoglio o in borsetta. E al momento dell'estrazione faranno la fine dei calzini in lavatrice: misteriosamente spariranno. Ma va bene così, perché sai che quei soldi serviranno per una buona causa. E pazienza se non ti sei portato a casa il premio di giornata: girovagando per l'Italia, dalla pezza di speck sudtirolese al buono per i cannoli siciliani.

Società sportive, pro loco, circoli culturali, associazioni per disabili, parrocchie: non c'è realtà del settore no profit che almeno una volta all'anno organizzi una lotteria sociale. Soldi benedetti, perché servono a sostenere le spese vive, a pagare le bollette della sede, la cancelleria, progetti didattici o il pulmino per i disabili. Il Covid ha spazzato via tutto, chiuso le sedi, paralizzato attività. E la crisi dei circoli Acli e Arci testimonia le difficoltà di un pezzo fondamentale del tessuto sociale del Paese.

Per le lotterie, almeno per quelle, un filo di speranza rimane. Alcuni mesi fa un docente a contratto della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Trento, Matteo Rossaro, ha avuto un'intuizione: perché non spostare sul web le riffe sociali? Ottenuto un parere legale positivo (le lotterie devono seguire un preciso iter autorizzativo), con l'aiuto di un'azienda informatica trentina, la Ensy Srl, ha realizzato un portale ad hoc: lotteriaperilsociale.it. Di fatto una lotteria dematerializzata, ma con le finalità di quelle 'vere': finanziare le realtà no profit. Per pagare, no problem: Paypal, carta di credito o di debito. Per partecipare, basta iscriversi al portale e i numeri acquistati arriveranno via mail. Almeno in questo caso, il rischio di perdere i biglietti è azzerato.

"L'idea è nata dalla mia esperienza personale - spiega Rossaro - per tanti anni sono stato presidente di una società sportiva e conosco l'importanza del fundrising per la sopravvivenza della stessa. Il Covid ha creato enorme problemi a tutto il settore del volontariato e l'impossibilità di poter organizzare le lotterie per l'autofinanziamento ha avuto un impatto pesante sui bilanci delle realtà no profit. Così ho deciso di realizzare un portale per proporre le lotterie online e alleviare così le difficoltà economiche".

Un servizio che è quasi gratuito: ai partecipanti (nel caso si raggiunga almeno il 10% dei tagliandi venduti) viene chiesto solo un piccolo contributo per sostenere le spese di gestione del portale stesso.

La prima ad aderire è stata la cooperativa trentina Iter, che ha raccolto 2.650 euro destinati all'acquisto di mezzi di trasporto speciali per i disabili. A ruota si sono però aggiunte realtà di altre province italiane: l'associazione Bir di Milano, che si occupa della tutela dell'infanzia in Italia, Romania e Moldova; la Società Ciclistica Pedale Senese 1952, che sta raccogliendo fondi per realizzare un percorso didattico di avvicinamento al ciclismo; il Centro Arte Danza e Teatro di Genova, bisognoso di risorse per pagare le spese vive per la sede. E poi altre due realtà trentine, come Anffas e Athena, entrambe impegnate con i disabili.

Insomma, una pratica che pian piano sta prendendo piede e che potrebbe garantire un po' di ossigeno al volontariato in attesa che il Covid smetta di mordere. In fondo, la poesia dei biglietti smarriti e i volti da combattenti ninja di chi deve piazzarli, ci mancano.