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Ambiente, sul Lago di Garda una clinica per gli animali feriti. I volontari: "Qui li salviamo dall'incuria della gente"

Dall'airone malnutrito al cigno con l'amo da pesca in gola, al 'pigliamosche' stressato con le piume dritte: l'associazione Natura Verona Lago da gennaio a oggi ha già assistito 850 animali. "E ora speriamo di ripartire con la didattica: cerchiamo di diffondere consapevolezza iniziandodai bambini"
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C'è il cigno con l'amo da pesca impigliato in gola, l'airone malnutrito con la zampa fratturata, il germano moribondo per via dell'alimentazione sbagliata: problemi ricorrenti per la fauna selvatica del lago di Garda, sottoposta allo stress del turismo di massa ma anche all'incuria di chi a ridosso del lago ci vive. Da un anno e mezzo c'è un'associazione che questo malcostume lo quantifica con i numeri. E' il progetto Natura Verona Lago, realtà neonata con 80 soci, una trentina di volontari e tre veterinari, a cui fa capo anche il Centro recupero animali selvatici della Regione Veneto. Da gennaio a oggi hanno già assistito 850 animali, vittime, ognuno a suo modo, della presenza ingombrante dell'uomo. "Quasi nessuno lo fa di proposito ma questo, purtroppo, non basta più. Serve coscienza per difendere il mondo animale", dice Claudia Bellio, volontaria addetta alla manutenzione nella struttura in uso all'…

C'è il cigno con l'amo da pesca impigliato in gola, l'airone malnutrito con la zampa fratturata, il germano moribondo per via dell'alimentazione sbagliata: problemi ricorrenti per la fauna selvatica del lago di Garda, sottoposta allo stress del turismo di massa ma anche all'incuria di chi a ridosso del lago ci vive. Da un anno e mezzo c'è un'associazione che questo malcostume lo quantifica con i numeri. E' il progetto Natura Verona Lago, realtà neonata con 80 soci, una trentina di volontari e tre veterinari, a cui fa capo anche il Centro recupero animali selvatici della Regione Veneto. Da gennaio a oggi hanno già assistito 850 animali, vittime, ognuno a suo modo, della presenza ingombrante dell'uomo. "Quasi nessuno lo fa di proposito ma questo, purtroppo, non basta più. Serve coscienza per difendere il mondo animale", dice Claudia Bellio, volontaria addetta alla manutenzione nella struttura in uso all'associazione, una clinica con annessa area verde che si affaccia sul lago, in via delle Saline nel comune di Lazise.

A pochi chilometri di distanza ci sono i vigneti di Bardolino e il parco divertimenti di Gardaland e allargando il campo si arriva a Torri del Benaco e Peschiera. Insomma, la zona non ha bisogno di presentazioni. Il turismo è una realtà consolidata, così come la pesca e le altre attività collegate al lago. E qui iniziano i problemi per cigni, germani, tuffetti, anatre, svassi, aironi e compagnia. "Sul lago il problema principale è proprio l'incuria, il modo in cui viene abbandonato il materiale nell'ambiente" ragiona Bellio. "A cigni e germani spesso troviamo ami e gavettoni impigliati in gola. E' una questione di cura dell'ambiente che non riguarda soltanto il turista ma anche la persona che qui ci vive. Poi è ovvio che i motoscafi turbano la quiete della fauna del lago con un po' più di consapevolezza ambientale sarebbe tutto più facile".

Gli animali del lago di Garda si adattano all'ambiente che trovano. Ci sono stati casi di nidi costruiti nelle barche ormeggiate durante i mesi freddi. "In quel caso bisogna gestire la situazione, per salvare le uova", raccontano i volontari dell'associazione. Il telefono, da queste parti, è spesso bollente. Le foto testimoniano ogni intervento, raccontano storie di animali che soffrono e della passione di chi queste situazioni le affronta. Un airone bianco é stato trovato qualche settimana fa debole e denutrito ma dopo alcuni giorni di riabilitazione e con una corretta alimentazione, è stato rimesso in libertà. Il cigno con la gola finalmente libera viene ripreso in un video mentre si immerge nuovamente nelle acque del lago. A causa di un forte impatto un lodolaio è stato seguito per giorni a causa di un occhio gonfio, mentre a un giovane pigliamosche con le piume dritte è stato rilevato un forte stato di stress.

"Per non parlare di chi dà da mangiare pane a cigni e germani. All'avifauna non va dato pane, perché provoca danni all'animale, problemi gastrointestinali importanti. Se proprio gli si vuole dare da mangiare, bisogna prima documentarsi", continua Claudia la volontaria. Come se non bastassero incuria e turismo di massa, ci si mettono anche i cambiamenti climatici. "Il caldo ha fatto disastri quest'anno, i rondoni cadevano a terra storditi" testimoniano i responsabili del centro di Lazise. L'attività è intensa e si cercano sempre nuovi volontari. "Ora speriamo di ripartire anche con la didattica. Cerchiamo di diffondere consapevolezza partendo dai bambini".