Green Pass, rivolta in mensa degli operai Electrolux. Dopo lo sciopero arriva l'accordo
di Enrico Ferro , di Enrico FerroTREVISO - Accordo fatto, o quasi, sul Green Pass alla Electrolux di Susegana (Treviso). Dopo la protesta degli operai che venerdì aveva portato alla chiusura della mensa dell'azienda, nell'ambito di una vertenza sindacale sul Green Pass. Sabato è arrivata l'assicurazione, da parte dell'azienda, dell'allestimento di una tensostruttura all'interno della quale i dipendenti non muniti di Green Pass potranno consumare i pasti da asporto. A riferirlo le rappresentanze sindacali interne che comunicano la sospensione delle agitazioni nei primi giorni della prossima settimana, dunque per il tempo tecnico utile a predisporre il ricovero.
Ma andiamo con ordine. Nello stabilimento trevigiano lavorano 1.500 persone e la mensa eroga circa 800 pasti al giorno. Tra questi 800 ci sono 150 lavoratori non vaccinati e quindi senza Green Pass. "Essendo una fabbrica organizzata a turni abbiamo 40 minuti per mangiare, quindi non è possibile uscir…
TREVISO - Accordo fatto, o quasi, sul Green Pass alla Electrolux di Susegana (Treviso). Dopo la protesta degli operai che venerdì aveva portato alla chiusura della mensa dell'azienda, nell'ambito di una vertenza sindacale sul Green Pass. Sabato è arrivata l'assicurazione, da parte dell'azienda, dell'allestimento di una tensostruttura all'interno della quale i dipendenti non muniti di Green Pass potranno consumare i pasti da asporto. A riferirlo le rappresentanze sindacali interne che comunicano la sospensione delle agitazioni nei primi giorni della prossima settimana, dunque per il tempo tecnico utile a predisporre il ricovero.
Ma andiamo con ordine. Nello stabilimento trevigiano lavorano 1.500 persone e la mensa eroga circa 800 pasti al giorno. Tra questi 800 ci sono 150 lavoratori non vaccinati e quindi senza Green Pass. "Essendo una fabbrica organizzata a turni abbiamo 40 minuti per mangiare, quindi non è possibile uscire da stabilimento" spiega Augustin Breda, delegato di fabbrica della Fiom. "Dunque chi non ha il Green Pass deve prendere il pranzo al sacco con il panino e trovare un angolo in cui mangiare: si siedono sull'erba ma sono ammucchiati, senza mascherine. Non è dignitoso e nemmeno sicuro, perché poi tornano a lavorare in stabilimento". Il sindacalista racconta di due incontri con l'azienda, che però si sono conclusi con un nulla di fatto. Nel corso degli incontri la rappresentanza sindacale aveva chiesto anche l'adozione di tensostrutture che possano dare riparo a non vaccinati e sprovvisti di carta verde. "Ma noi riteniamo che sia proprio la mensa il luogo più sicuro in cui mangiare, perché siamo disposti a pettine e abbiamo il plexiglass che ci divide" continua Breda.
La situazione è precipitata il 27 agosto, poco dopo le 11.20, quando in mensa si sono presentati anche gli operai senza Green Pass, pretendendo di mangiare dentro. C'è stata una breve occupazione ma la Sodexo, che gestisce lo spazio, ha chiuso subito il servizio. Questo ha generato accese proteste, sia da parte dei lavoratori No vax contro Sodexo, sia da parte degli operai provvisti da Green Pass contro i colleghi No vax. Il risultato è stato che venerdì c'è stata un'astensione dal lavoro pari a 105 minuti nel turno di chiusura. La trattativa ora pare conclusa, almeno sulla carta.