✕

Padova, la storia di Tania, da No vax a testimonial Pro vax: "Si muore di Covid, non di vaccino"

Tania Paggiaro 
La 48enne di Camposampiero era contraria anche al coprifuoco, finché non si è ammalata gravemente di Covid, infettando anche i suoi familiari, eccetto il marito, vaccinato. Uscita dalla terapia intensiva ha pubblicato su Facebook la sua storia e la Usl euganea le ha chiesto di convincere gli indecisi
2 minuti di lettura

PADOVA - Da No vax e No coprifuoco a testimonial per la campagna di vaccinazione dell'Usl di Padova: una traiettoria inaspettata quella di Tania Paggiaro, 48 anni, di Camposampiero. Una traiettoria che passa per una stanza della terapia intensiva dell'ospedale, perché Tania Paggiaro il Covid l'ha preso e dopo aver infettato anche i suoi tre figli è stata rinchiusa 15 giorni in Rianimazione. "Si muore di Covid, non di vaccino", dice ora sorridendo ai medici che le hanno salvato la vita. "Ho rimandato la vaccinazione due volte, avevo paura, nutrivo dei dubbi, non ero convinta. Io temporeggiavo ma il virus non ha perso tempo. Si è manifestato con febbre alta e la situazione è rapidamente peggiorata: mi mancava il respiro, sono stata ricoverata d'urgenza nella terapia intensiva di Cittadella con un polmone già infettato e l'altro rimasto sano solo per un quarto".

Un quadro clinico grave, quello illustrat…

PADOVA - Da No vax e No coprifuoco a testimonial per la campagna di vaccinazione dell'Usl di Padova: una traiettoria inaspettata quella di Tania Paggiaro, 48 anni, di Camposampiero. Una traiettoria che passa per una stanza della terapia intensiva dell'ospedale, perché Tania Paggiaro il Covid l'ha preso e dopo aver infettato anche i suoi tre figli è stata rinchiusa 15 giorni in Rianimazione. "Si muore di Covid, non di vaccino", dice ora sorridendo ai medici che le hanno salvato la vita. "Ho rimandato la vaccinazione due volte, avevo paura, nutrivo dei dubbi, non ero convinta. Io temporeggiavo ma il virus non ha perso tempo. Si è manifestato con febbre alta e la situazione è rapidamente peggiorata: mi mancava il respiro, sono stata ricoverata d'urgenza nella terapia intensiva di Cittadella con un polmone già infettato e l'altro rimasto sano solo per un quarto".

Un quadro clinico grave, quello illustrato dl marito. Qualcuno aveva prospettato che potesse finire anche nel peggiore dei modi. "I medici mi hanno tenuta sedata per una settimana e solo così le terapie hanno cominciato a fare effetto" racconta Tania Paggiaro. Nel frattempo si è scoperto che anche i tre figli avevano contratto il virus. E uno di loro è dovuto ricorrere anche alle cure ospedaliere. L'unico che non ha conosciuto il Covid è il marito, che si era vaccinato prima dell'estate. Fortunatamente tutto si è concluso per il meglio ma questa esperienza ha lasciato segni profondi. "Ora un po' alla volta, con un apparecchio per l'ossigeno, la mia salute va migliorando ma i giorni trascorsi in terapia intensiva sono indelebili, come il ricordo delle altre due persone ricoverate con me, entrambe con un quadro clinico complesso ed entrambe non vaccinate".

La quarantottenne padovana ha affidato alla sua bacheca Facebook un lungo intervento con tutta la sua storia raccontata. "Non voglio giudicare chi sceglie di non vaccinarsi, ma dico solo di pensarci bene". Il personale dell'Usl 6 Euganea ha intercettato il pentimento. La donna è stata chiamata e le è stato chiesto semplicemente di raccontare la sua storia, con la speranza che la potenza della verità sia più efficace di qualsiasi campagna. "Tante persone, troppe, nella mia stessa situazione sono morte" continua. "Io sono stata fortunata. La mia esperienza è un invito alla vaccinazione. Molti che hanno saputo della mia storia mi hanno contattato, hanno cambiato idea, sono andati a farsi il vaccino: e questo per me è un grande risultato".

"Chi ha vissuto il virus in prima persona, chi ha provato le difficoltà respiratorie, l'affaticamento generalizzato, il senso di impotenza di fronte a una malattia che toglie l'aria è il miglior testimonial dell'importanza strategica della vaccinazione" dice il dottor Guido Di Gregorio, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Terapia intensiva dell'ospedale di Cittadella. "Di casi gravi ormai ne abbiamo visti tanti, e fa rabbia che chi ha avuto a portata di mano la possibilità di tutelarsi, abbia temporeggiato o l'abbia scartata per dubbi o timori. Tania ci dimostra, con la sua testimonianza, che procrastinare una vaccinazione può cambiare la vita".