L'anno zero della scuola dopo la Dad
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoAccelerano le vaccinazioni a scuola. Secondo i dati resi pubblici venerdì dal commissario all'Emergenza, il personale scolastico che ha iniziato il ciclo (prima dose o dose unica) è al 92,1 per cento nel Paese. I docenti e i bidelli sono, insieme ai medici, la categoria che ha seguito la campagna con più rigore: su 1.482.676 lavoratori scolastici, 1.315.907 hanno fatto almeno la prima dose. Tra l'altro, i vaccinati completi sono l'86,11 per cento. Sono quindi scesi a 117.153 insegnanti e amministrativi in attesa della prima dose, pari al 7,9 per cento del totale e comprensivi di fragili e registrati sotto altre voci.
LEGGI LA NEWSLETTER DIETRO LA LAVAGNA
Anche la campagna per portare gli studenti in sicurezza in classe è cresciuta d'intensità: il 57,68 per cento nella platea 12-19 anni si è sottoposto al primo vaccino e il 36,46 per cento ha chiuso il ciclo. Resta fibrillante la questione delle mascherine da indossare in una …
Accelerano le vaccinazioni a scuola. Secondo i dati resi pubblici venerdì dal commissario all'Emergenza, il personale scolastico che ha iniziato il ciclo (prima dose o dose unica) è al 92,1 per cento nel Paese. I docenti e i bidelli sono, insieme ai medici, la categoria che ha seguito la campagna con più rigore: su 1.482.676 lavoratori scolastici, 1.315.907 hanno fatto almeno la prima dose. Tra l'altro, i vaccinati completi sono l'86,11 per cento. Sono quindi scesi a 117.153 insegnanti e amministrativi in attesa della prima dose, pari al 7,9 per cento del totale e comprensivi di fragili e registrati sotto altre voci.
LEGGI LA NEWSLETTER DIETRO LA LAVAGNA
Anche la campagna per portare gli studenti in sicurezza in classe è cresciuta d'intensità: il 57,68 per cento nella platea 12-19 anni si è sottoposto al primo vaccino e il 36,46 per cento ha chiuso il ciclo. Resta fibrillante la questione delle mascherine da indossare in una stagione scolastica che non prevede più il metro di distanza. Secondo un dossier di Tuttoscuola in Italia sono quasi 14 mila le classi pollaio, gremite da 27 fino a 40 alunni: 400 mila studenti di duemila istituti. Il ministero ha previsto più risorse per le classi con 23 alunni e più. Domani parte la scuola nella Provincia autonoma di Bolzano, che presenta i dati più bassi per docenti vaccinati (63,11 per cento).
I controlli
Prof solo col Green Pass, corsa verso la piattaforma web
Il Green Pass (la certificazione verde rilasciata ai vaccinati dopo la prima dose, ai guariti o a chi è negativo a un tampone fatto 48 ore prima) è diventato obbligatorio per tutto il personale scolastico: presidi, docenti, amministrativi, bidelli. Il ministero dell'Istruzione lavora alla sua estensione al personale di nidi e materne, ai genitori che devono fare l'inserimento dei figli e agli addetti alle mense. Oggi i collaboratori controllano con l'app "VerificaC19" che il Qr code della certificazione sia valido. Dal 13 settembre dovrebbe debuttare la piattaforma che consentirà il controllo dal sito: ogni mattina in segreteria apparirà un semaforo verde per chi ha il Pass valido, rosso per chi non lo ha o è scaduto. In questo secondo caso sarà segnata un'assenza ingiustificata e dopo 5 giorni scatterà la sanzione amministrativa (da 400 a 100 euro) e la sospensione dello stipendio. Vale anche per neoassunti e supplenti. La verifica dei "passi" sarà quotidiana. Il "Gp" dovrà essere esibito in presenza e non dovrà essere cartaceo.
Le misure
Mascherine dai sei anni in su. Finestre aperte tutto l'anno
Dai sei anni di età le mascherine a scuola sono obbligatorie. Vanno tenute in classe, sempre. Viene meno la regola di consentire ai bambini della primaria di rimuoverla quando fermi in posizione statica e distanziati. Possono essere tolte solo mentre si fa attività fisica in palestra, in cortile, in giardino. Sono esclusi dall'obbligo della protezione in viso i bimbi dei nidi e delle materne, gli studenti con disabilità. All'ingresso degli istituti saranno distribuite le mascherine usa e getta: nei magazzini delle Poste ce ne sono stipate due miliardi. Per i sordi sono previste quelle trasparenti. Non servono protezioni nelle classi dove l'intero corpo studente ha avuto una doppia vaccinazione, ma i presidi hanno contestato l'iniziativa di governo: "Non si possono creare classi privilegiate". Finestre aperte tutto l'anno, anche con il maltempo. Sono poche le scuole che hanno acquistato e installato impianti e filtri speciali per l'areazione dei locali. Ha investito sulla ventilazione forzata la Regione Marche.
Le lezioni
Cinquanta o sessanta minuti, la decisione spetta ai presidi
Tornano, come nel secondo quadrimestre dello scorso anno, gli orari scaglionati per l'ingresso a scuola. Il primo dovrebbe essere fissato tra le 8 e le 8,30, il secondo spostato un'ora più avanti. La doppia campanella è sostanzialmente una misura utile a evitare assembramenti sia sui mezzi pubblici che all'entrata e all'uscita dalle aule. Nel Lazio si farà, per esempio, in Puglia no: qui l'orario d'ingresso resterà unico. Questa differenza si vedrà anche rispetto alla durata della lezione. L'intenzione del ministero è quella di tornare all'ora piena, 60 minuti, dopo le riduzioni a 50 e 55 minuti legate agli scaglionamenti e al piano trasporti mirato sulla scuola. In particolare si proverà ad attuare l'ora piena negli istituti delle medie e nelle superiori, ma lo decideranno i singoli dirigenti. Scaglionamento e durata della lezione sono direttamente collegati. L'ora minore, ridotta a 50 minuti, può far perdere fino a 60 minuti di lezione ogni giorno.
Lo screening
Tamponi nelle classi sentinella da novembre test salivari a casa
Nelle scuole sarà avviato un duplice programma di screening volontario. Il piano nazionale sarà affidato alle Regioni: effettueranno un monitoraggio a campione ogni settimana. Il secondo piano è dell'Istituto superiore di sanità e prevede istituti sentinella alle elementari e alle medie: ogni mese si faranno test salivari su una platea di 110 mila alunni. Da metà novembre i test saranno realizzati a casa dai genitori: a digiuno, nelle prime ore della mattina, sono più precisi. La durata della quarantena in caso di contatto con un positivo resta varia. L'isolamento per i soggetti vaccinati dura 7 giorni, al termine dei quali bisogna sottoporsi a un tampone. Se il test è negativo, si è liberi. Resta a 10 giorni per i non vaccinati. Se la quarantena dura 14 giorni, si può tornare in classe senza tampone. Chi si è contagiato con una variante, prima di uscire, deve fare il test molecolare. Nel caso di studenti in quarantena scatterà la didattica a distanza, totale o mista. Chi ha meno di 18 anni e non sarà vaccinato deve aver garantita la presenza in classe.
I trasporti
Sui bus capienza massima 80%. Più messi nelle ore di punta
Sui trasporti alcune Regioni e diversi Comuni si sono mossi incrementando i mezzi su strada. Meglio, hanno provato a distribuire con più sapienza gli autobus attorno all’orario di ingresso delle scuole (7,30-8,30) e a quello di uscita (tra le 13 e le 14). I risultati sono tutti da vedere sul campo. Le singole Regioni hanno già presentato i loro piani della mobilità. Per esempio, sono stati sensibili gli investimenti sul trasporto pubblico in Friuli Venezia Giulia e nella città di Bari. D’altro canto le prefetture avevano lavorato alla questione “bus per la scuola” da dicembre 2020 a febbraio 2021 con effetti molto disomogenei. Sui mezzi pubblici la capienza massima, anche nelle ore di punta, sarà all’80 per cento. Per salire a bordo non si dovrà presentare il Green Pass, solo il biglietto. Sarà obbligatorio indossare la mascherina chirurgica o — scelta consigliata — la Ffp2. Le indicazioni arrivano dalle linee guida stilate dal ministero dei Trasporti.
Gli organici
Oltre 110 mila cattedre vacanti. Il ministro promette assunzioni
Sul territorio franoso dell’arruolamento scolastico — dopo gli esiti della mobilità di giugno erano 112.691 le cattedre vacanti — il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha detto: «Quest’anno inseriremo 59 mila insegnanti, di cui 13.908 di sostegno. Abbiamo avviato le procedure per le supplenze annuali e i concorsi per l’anno prossimo. Ci impegniamo a fare bandi regolari ogni anno. Abbiamo assunto 8.700 lavoratori Ata. Stabilizzeremo parte del personale di potenziamento per gestire le classi più numerose». In verità le chiamate in cattedra dei supplenti non sono arrivate entro il 31 agosto, come promesso, ma venerdì scorso. Con diversi problemi. Per il secondo anno consecutivo il sistema che gestisce le graduatorie per le supplenze (online) si è bloccato più volte. E le contestazioni per gli scavalcamenti sospetti e i pezzi di curriculum inseriti (che hanno cambiato il punteggio del singolo docente in graduatoria) sono state tante.