Elezioni amministrative, 510 seggi tolti dalle scuole in 117 comuni
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Centodiciassette comuni hanno tolto 510 seggi elettorali dalle scuole per le prossime elezioni amministrative (domenica 3 e lunedì 4 ottobre). Lo rivela l'ultimo monitoraggio del ministero dell'Interno. In totale, i seggi negli istituti scolastici - che in media sottraggono altri due giorni alla presenza di docenti e studenti in classe - scendono dall'88 all'87 per cento. In valore assoluto è un risultato minimo, ma nel concreto 30.591 studenti delle città dove si va al voto non avranno la possibilità di utilizzare il lungo ponte che va da sabato 2 a mercoledì 5 ottobre in un periodo storico in cui la presenza in classe è ancora più una necessità educativa e didattica.
L'iniziativa "Stop seggi nelle scuole" è frutto di un emendamento del Movimento 5 Stelle al Decreto sostegni con il quale sono stati girati due milioni di euro alle amministrazioni comunali per consentire loro di trovare…
ROMA - Centodiciassette comuni hanno tolto 510 seggi elettorali dalle scuole per le prossime elezioni amministrative (domenica 3 e lunedì 4 ottobre). Lo rivela l'ultimo monitoraggio del ministero dell'Interno. In totale, i seggi negli istituti scolastici - che in media sottraggono altri due giorni alla presenza di docenti e studenti in classe - scendono dall'88 all'87 per cento. In valore assoluto è un risultato minimo, ma nel concreto 30.591 studenti delle città dove si va al voto non avranno la possibilità di utilizzare il lungo ponte che va da sabato 2 a mercoledì 5 ottobre in un periodo storico in cui la presenza in classe è ancora più una necessità educativa e didattica.
L'iniziativa "Stop seggi nelle scuole" è frutto di un emendamento del Movimento 5 Stelle al Decreto sostegni con il quale sono stati girati due milioni di euro alle amministrazioni comunali per consentire loro di trovare altri luoghi, alternativi agli edifici scolastici, per procedere con l'allestimento delle urne elettorali. Hanno aderito, tra i 117 comuni, Roma, Torino, Bologna, Siena, Pordenone, Novara, venticinque centri in Calabria. E in 510 casi le scuole sono state sostituite con palestre comunali, strutture polivalenti, uffici municipali dismessi.
Già nel settembre 2020 centottantacinque comuni si erano mossi su indicazione del Governo Conte, senza ricevere tuttavia risorse, e avevano spostato 520 seggi elettorali.
Come sottolinea Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera (M5s), altri 200 comuni, non coinvolti dalle elezioni del 3 e 4 ottobre, hanno comunicato l'intenzione di individuare sedi elettorali diverse dalle scuole: "Abbiamo chiesto al ministero dell'Interno di reperire fondi per il 2022 e per il 2023", ha detto Brescia, "nei prossimi due anni tutti i comuni italiani dovrebbero andare al voto per consultazioni referendarie e politiche".