Spigolatrice di Sapri, il senatore M5S Castiello: "Chi critica la statua non conosce il corpo delle donne meridionali"
di Benedetta Perilli , di Benedetta PerilliLibertà di espressione artistica o difesa dell'immagine della donna? La nuova statua della Spigolatrice di Sapri inaugurata nei giorni scorsi nel comune cilentano ha acceso il dibattito tra chi ritiene che l'opera, eccessivamente sessualizzata nel disegno del corpo femminile, offenda la protagonista della celebre poesia risorgimentale di Luigi Mercantini e di conseguenza tutte le donne (oltre a non aderire al contesto storico nel quale il personaggio viene descritto) e chi trova che sia un esempio di libera espressione artistica e, anzi, condanna quelli che nel difendere il corpo della donna proprio sul corpo della donna indugiano.
Contro la statua della discordia, inaugurata alla presenza dell'ex premier Giuseppe Conte che si trovava nella provincia di Salerno per un tour elettorale, sono scese per prime le donne democratiche del Pd di Palermo, seguite da Monica Cirinnà, Beatrice Lorenzin e Laura Boldrini. In particolare per Boldrini "la statua &e…
Libertà di espressione artistica o difesa dell'immagine della donna? La nuova statua della Spigolatrice di Sapri inaugurata nei giorni scorsi nel comune cilentano ha acceso il dibattito tra chi ritiene che l'opera, eccessivamente sessualizzata nel disegno del corpo femminile, offenda la protagonista della celebre poesia risorgimentale di Luigi Mercantini e di conseguenza tutte le donne (oltre a non aderire al contesto storico nel quale il personaggio viene descritto) e chi trova che sia un esempio di libera espressione artistica e, anzi, condanna quelli che nel difendere il corpo della donna proprio sul corpo della donna indugiano.
Contro la statua della discordia, inaugurata alla presenza dell'ex premier Giuseppe Conte che si trovava nella provincia di Salerno per un tour elettorale, sono scese per prime le donne democratiche del Pd di Palermo, seguite da Monica Cirinnà, Beatrice Lorenzin e Laura Boldrini. In particolare per Boldrini "la statua è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato? Il maschilismo è uno dei mali dell'Italia".
La vicenda era stata denunciata per prima dalla ex senatrice del Gruppo Misto Manuela Repetti (e compagna dell'ex ministro Sandro Bondi) che, intervenendo dall'HuffPost, definiva l'opera "uno schiaffo sessista" e chiedeva l'immediata rimozione. A lei, spostando il caso più sul piano politico, ha risposto il senatore M5s Franco Castiello, presidente della Fondazione Grande Lucania che ha finanziato l'opera realizzata in intesa con Parco del Cilento-Vallo di Diano-Alburni e Comune di Sapri. Il mecenate pentastellato, al quale si deve anche la presenza di Conte, scrive su Facebook: "Mi hanno informato che l’ex senatrice Repetti, di cui non sono riuscito a conoscere una appartenenza politica ben definita, avrebbe espresso censure di tipo sessista sulla statua “Spigolatrice di Sapri” inaugurata il 25 settembre. Ad arrecare grave turbamento alla suddetta sembra siano stati l’abbigliamento leggero e le forme pronunciate".
Per poi aggiungere un'affermazione finita nell'occhio del ciclone: "Alla ex senatrice, che appartiene ad un’area territoriale a molte centinaia di km al di sopra del parallelo di Sapri, sfugge quali siano le fattezze fisiche delle donne meridionali". Insomma a difesa dell'opera, accusa di sessualizzare la donna, il senatore risponde che quello è il corpo della donna mediterranea, per poi concludere: "È auspicabile che il sindaco, cui la ex senatrice chiede la demolizione della statua, converta tale indicazione nella meno radicale e più equa sanzione della sua copertura con un pesante paltò". Proprio il sindaco di Sapri Antonio Gentile ha detto di non riuscire "a vedere all'interno della statua un inno al sessismo. È una polemica che, per alcuni versi, nasce anche a fini politici, credo". E poi: "Nel 2021 non possiamo continuare a far passare il messaggio che il sessismo è nell'oggetto che stiamo guardando e non negli occhi del sessista. È lo sguardo di chi vede la cosa l'inno al sesso, non di certo l'oggetto a provocare il sessismo".
A difesa della sua Spigolatrice è tornato a parlare anche l'autore, lo scultore cilentano Emanuele Stifano che, preferendo anche lui affidare i suoi pensieri ai social, scrive: "Sono allibito e sconfortato da quanto sto leggendo. Mi sono state rivolte accuse di ogni genere che nulla hanno a che vedere con la mia persona e la mia storia. Quando realizzo una scultura tendo sempre a coprire il meno possibile il corpo umano, a prescindere dal sesso. Nel caso della Spigolatrice, poiché andava posizionata sul lungomare, ho 'approfittato' della brezza marina che la investe per dare movimento alla lunga gonna, e mettere così in evidenza il corpo. Questo per sottolineare una anatomia che non doveva essere un'istantanea fedele di una contadina dell'800, bensì rappresentare un ideale di donna, evocarne la fierezza, il risveglio di una coscienza, il tutto in un attimo di grande pathos. Aggiungo che il bozzetto preparatorio è stato visionato e approvato dalla committenza".
Un pathos che continua a tenere acceso il dibattito sui social sull'opportunità di finanziare (l'opera dovrebbe essere costata 26mila euro) una tale rappresentazione della donna con tanto di stampa straniera che ha ripreso quella che rischia di diventare la storia simbolo della battaglia dei diritti all'italiana. Mentre la Svizzera legalizza il matrimonio gay e all'Islanda va il record europeo di parlamento a maggioranza femminile.