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Mimmo Lucano, il sindaco che "voleva essere umano" in una terra dove tutto cade a pezzi

(fotogramma)
Condannato a 13 anni e due mesi, l'ex primo cittadino di Riace è stato oggetto di indagini e intercettazioni che sono durate più di cinque anni. Un personaggio scomodo che ha avviato un progetto di accoglienza e integrazione che stava funzionando, in una regione, la Calabria, che perde 15mila abitanti l'anno
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Le sentenze non si commentano, le storie delle persone sì. Seduto sulle scale del suo Villaggio Globale, nel cuore del centro storico di Riace, Domenico Lucano detto Mimmo mi ha mostrato una volta il suo conto in banca: 9 euro. "Volevamo solo essere umani" ha ripetuto in questi mesi di processo, seduto dietro l'avvocato Giuliano Pisapia, che ha accettato di difenderlo gratis. L'edificio dove ha sede il tribunale di Locri che lo ha giudicato è stato dichiarato inagibile. Inagibile come la Fattoria Sociale di Riace, dove volevano fare apicoltura. "Un maresciallo mi prese da parte per scusarsi" ha detto poi Lucano.

Parentesi: anche l'ospedale d…

Le sentenze non si commentano, le storie delle persone sì. Seduto sulle scale del suo Villaggio Globale, nel cuore del centro storico di Riace, Domenico Lucano detto Mimmo mi ha mostrato una volta il suo conto in banca: 9 euro. "Volevamo solo essere umani" ha ripetuto in questi mesi di processo, seduto dietro l'avvocato Giuliano Pisapia, che ha accettato di difenderlo gratis. L'edificio dove ha sede il tribunale di Locri che lo ha giudicato è stato dichiarato inagibile. Inagibile come la Fattoria Sociale di Riace, dove volevano fare apicoltura. "Un maresciallo mi prese da parte per scusarsi" ha detto poi Lucano.

Parentesi: anche l'ospedale di Locri cade a pezzi, un giorno hanno perfino diffidato il sindaco che protestava, gli hanno vietato di entrare nel Pronto Soccorso. In una terra di assoluta sofferenza e di emergenza criminale, Lucano è stato oggetto di indagini e intercettazioni che sono durate più di cinque anni. Abbiamo visto la stessa intensità nei confronti delle cosche della 'ndrangheta o se vogliamo andare a episodi più recenti, per la catena di incendi spesso dolosi che hanno distrutto quindicimila ettari in Aspromonte? Forse no, ma nel dubbio non si commentano le indagini e le sentenze, magari si aspettano le motivazioni.

Lucano è un sognatore, magari avrà firmato qualche carta sbagliata. Nella sua storia c'è il maledetto destino dei sindaci, che finiscono spesso in inchieste più grandi di loro. Ma c'è anche un progetto che stava funzionando, un'utopia utile, la formula dell'accoglienza e della riabitazione dei borghi. La Calabria perde quindicimila abitanti l'anno, ha un entroterra con un milione di abitanti senza servizi. Mimmo Lucano ha una settantina di cugini a Buenos Aires. Aveva fatto di Riace un posto vivo, dove cresceva il lavoro e si facevano i Festival. A qualcuno non piaceva. Quando Lucano perse le elezioni, Vinicio Capossela commentò: "Hanno voluto premiare Barabba".

Ma Lucano non se n'è andato. Anzi, ha attaccato il giustizialismo, la soluzione militare che lascia tutto com'è, con le caste che si proteggono a vicenda. Non è stato furbo, forse è stato sincero.