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Volontariato, l'appello a Draghi: "Dedichi il 2022 a chi aiuta gli altri"

Volontari della Croce rossa 
Lanciata la campagna per il riconoscimento a bene immateriale Unesco. Il vicepresidente della Corte costituzionale, Amato: "Pratica irrinunciabile per la vita democratica"
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Sono 5 milioni e mezzo i volontari in Italia, quasi una persona su dieci, la maggior parte in Lombardia che da sola ne conta un milione. Più della metà (il 56%) sono impiegati in attività culturali, sportive o ricreative, nell'assistenza sociale e nella protezione civile (il 16%), distribuiti in 267 mila associazioni non profit. "Sempre più una centralità nella vita democratica del Paese" secondo Emanuele Alecci, presidente del comitato promotore per il riconoscimento del Volontariato a bene immateriale dell'Unesco.

Per questo Alecci, in occasione del convegno nazionale "Patrimonio volontario" promosso a Padova ha lanciato u…

Sono 5 milioni e mezzo i volontari in Italia, quasi una persona su dieci, la maggior parte in Lombardia che da sola ne conta un milione. Più della metà (il 56%) sono impiegati in attività culturali, sportive o ricreative, nell'assistenza sociale e nella protezione civile (il 16%), distribuiti in 267 mila associazioni non profit. "Sempre più una centralità nella vita democratica del Paese" secondo Emanuele Alecci, presidente del comitato promotore per il riconoscimento del Volontariato a bene immateriale dell'Unesco.

Per questo Alecci, in occasione del convegno nazionale "Patrimonio volontario" promosso a Padova ha lanciato un appello al presidente del Consiglio: "Chiediamo a Mario Draghi di dedicare il 2022, anno della rinascita, al volontariato". "Lo chiediamo - spiega - perché sono passati più di vent’anni dalla celebrazione mondiale, dieci da quella europea ed è quindi tempo per dedicare un intero anno nazionale al nostro volontariato. Altri stati europei lo stanno facendo. È importante riavviare quel cammino di sensibilizzazione e consapevolezza della società italiana rispetto a un tema così nevralgico legato alla convivenza sociale”.

Il convegno è stata anche l'occasione per presentare la campagna internazionale per il riconoscimento del volontariato a bene immateriale Unesco curata da Paolo Iabichino, scrittore pubblicitario, direttore creativo e fondatore dell’Osservatorio civic brands con Ipsos Italia. Il brand creato da Iabicus per la campagna è: "Youmanity". Perché questa scelta? “Perché si sposta il focus dal volontariato e dalle associazioni che aderiscono alla campagna, per raccontare storie di persone. Saranno loro i protagonisti della piattaforma digitale dove verranno raccolte tutte le adesioni all’iniziativa, insieme ai racconti delle tantissime storie di volontariato presenti in Italia e all’estero”, spiega Iabichino.

E poi “Youmanity è un neologismo di comprensione universale, la crasi felice dell’incontro tra azione individuale e bene comune. Ha l’ambizione di definire un nuovo registro di comunicazione per chiunque si occupi di volontariato, affinché il proprio impegno venga vissuto come una vera e propria militanza civica al servizio della collettività”.

"Il volontariato, ogni giorno di più, afferma la sua centralità nella vita democratica del Paese - dice Alecci - Questa mattina lo abbiamo compreso dalle parole del vicepresidente della Corte Costituzionale Giuliano Amato e lo abbiamo affermato nella giornata di ieri che ha permesso di illustrare la strada lunga che il volontariato ha compiuto nel ventesimo e ventunesimo secolo in Italia. Ma non basta".

"È ormai da molto tempo - ha detto Amato - che nella diagnosi dei mali della nostra società, ed anche delle nostre istituzioni, ha un posto preminente l'indebolimento delle formazioni intermedie su cui più ci eravamo retti in precedenza, dalla famiglia nei rapporti privati, ai partiti e ai sindacati in quelli collettivi e pubblici. C'è stata un'individualizzazione delle nostre vite indotta dall'urbanesimo, dal consumismo, dalla crescita del lavoro post-taylorista che ha minato la consistenza dei tradizionali luoghi di aggregazione".

"Oggi gli esseri umani sono ritornati ad essere individui", ha aggiunto Amato. "C'è un'unica eccezione a tutto questo, cresciuta quasi da sola, grazie alle persone che si sono rifiutate di vivere solo per sé che hanno rifiutato l'idea che il mio appagamento sta solo nel fruire i beni di consumo. Si sono occupati del prossimo, si sono occupati del benessere della comunità in cui vivevano, hanno raccolto quella che era una delle massime di John Stuart Mill  'Nessuno può essere felice se gli altri sono infelici'. Per questo il volontariato è una pratica irrinunciabile perché la vita democratica sia tale al di qua e al di là delle elezioni".