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Vaccini, terza dose: a chi va fatta, gli effetti collaterali, quale iniettare

(ansa)
Domande e risposte per fare un po' di chiarezza
2 minuti di lettura

A chi viene somministrata la terza dose in Italia?

Il ministero alla Salute ha deciso di somministrarla a chi ha patologie o problemi che indeboliscono il sistema immunitario, da 28 giorni dopo la seconda come fosse un nuovo richiamo. Poi, da questa settimana viene fatta agli ospiti delle Rsa e agli over 80, in questo caso non prima di 6 mesi dopo la conclusione del primo ciclo vaccinale e in questo caso si parla di 'booster', cioè di un rinforzo. Successivamente, con gli stessi tempi, toccherà al personale sanitario.

Qual è la regola per i sanitari?

Il nostro Paese ha deciso di dare la terza dose solo a chi ha più di 60 anni o è a rischio per problemi di salute o ha un "elevato livello di esposizione". Il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, ha protestato dicendo che così tutti i medici, e quindi anche gli altri operatori sanitari, sono a rischio. Il presidente dell'Istituto superiore …

A chi viene somministrata la terza dose in Italia?

Il ministero alla Salute ha deciso di somministrarla a chi ha patologie o problemi che indeboliscono il sistema immunitario, da 28 giorni dopo la seconda come fosse un nuovo richiamo. Poi, da questa settimana viene fatta agli ospiti delle Rsa e agli over 80, in questo caso non prima di 6 mesi dopo la conclusione del primo ciclo vaccinale e in questo caso si parla di 'booster', cioè di un rinforzo. Successivamente, con gli stessi tempi, toccherà al personale sanitario.

Qual è la regola per i sanitari?

Il nostro Paese ha deciso di dare la terza dose solo a chi ha più di 60 anni o è a rischio per problemi di salute o ha un "elevato livello di esposizione". Il presidente della Federazione degli ordini dei medici, Filippo Anelli, ha protestato dicendo che così tutti i medici, e quindi anche gli altri operatori sanitari, sono a rischio. Il presidente dell'Istituto superiore di sanità e portavoce del Cts, Silvio Brusaferro, ha risposto che la terza dose sarà poi estesa a tutti questi lavoratori.

Cosa ha deciso l'agenzia del farmaco europea, Ema?

Lunedì, quando cioè il nostro e altri Paesi erano già partiti, ha detto praticamente le stesse cose riguardo a chi ha problemi al sistema immunitario. Per quanto riguarda gli altri, "il comitato per i medicinali ad uso umano ha concluso che le dosi di richiamo possono essere prese in considerazione almeno 6 mesi dopo la seconda dose per le persone di età pari o superiore a 18 anni". In questo caso va usato solo Pfizer mentre si aspettano nuovi dati su Moderna. Ema dice che poi a livello nazionale si possono fare raccomandazioni specifiche, come avvenuto in Italia.

Ha senso farla agli under 80?

Sul punto gli esperti la vedono in modo un po' diverso. C'è chi è convinto che prima o poi l'utilizzo si estenderà e chi chiede di aspettare. Andrea Cossarizza, immunologo dell'Università di Modena e Reggio-Emilia  dice che intanto bisogna parlare di "dose aggiuntiva". Secondo lui "non è ancora il momento di farla ai più giovani di 80 anni e sani. Ora devono essere aiutate le persone immunodepresse o deboli, come appunto malati e anziani. Una persona sana che ha fatto anticorpi non ha bisogno dell'aggiuntiva. Dobbiamo passare dalla fase dell'emergenza, nella quale andavano vaccinati tutti, a una fase di medicina più personalizzata. Per il momento, in attesa di studi più a lungo termine, teniamo in stand by le persone vaccinate sane". Se poi si osserverà che le persone vaccinate all'inizio "si ammalano o sviluppano l'infezione oppure hanno un calo straordinario di immunità, si dovrà intervenire. Ma cerchiamo di fare la nuova dose quando è il caso". Più favorevole all'estensione della terza dose a tutta la popolazione è Sergio Abrignani, immunologo dell'Università di Milano e membro del Cts. "Nel mondo dei vaccini è la regola. Anche in Usa è raccomandata e Fauci, che di solito quando si pronuncia viene poi seguito, è un suo sponsor notevole. Comunque stiamo facendo le cose giuste: abbiamo deciso di aspettare e vediamo i dati che arrivano da Israele e l'Inghilterra, che hanno deciso di estendere l'utilizzo della terza dose". Il presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Cts, Franco Locatelli, nei giorni scorsi ha detto infine che la somministrazione della terza dose ai giovani e alle persone sane al momento "non è scontata".

Ci sono rischi di effetti collaterali?

Sempre secondo Cossarizza, "per il momento no: gli effetti collaterali sono sempre gli stessi. Gli israeliani che hanno fatto svariate milioni di somministrazioni non ne hanno visti in più rispetto a quelli registrati con le prime dosi. Non si può negare che tra i giovani ci siano casi molto rari, circa 1 su 100mila, di miocardite che comunque si risolve sempre in modo favorevole, ma per l'appunto non riguardano le categorie alle quali stiamo facendo la terza dose in questo momento". Anche secondo Abrignani non si devono temere gli effetti collaterali: "Si vedono solo effetti collaterali immediati a carattere prevalentemente locale come succede con le prime due dosi. Poi le rare miocarditi che sembrano legate ai vaccini a Rna messaggero si risolvono spontaneamente".