Università, il Mur dà mezzo miliardo in più ai 66 atenei statali: è il finanziamento più ricco degli ultimi 14 anni
di Corrado Zunino , di Corrado ZuninoROMA - Il ministero dell'Università e della Ricerca, guidato da Maria Cristina Messa, ha pubblicato il decreto di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), decreto che indica quali sono le risorse di Stato affidate ai singoli atenei per il 2021. Al sistema nazionale delle università sono stati destinati 8,383 miliardi di euro, in crescita di 508 milioni rispetto al 2020 (7,875 miliardi). Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, impiantato su fondi europei straordinari, ha giocato un ruolo decisivo. La maggior parte di questo incremento è dovuto a specifiche disposizioni che hanno previsto un vincolo di destinazione per i singoli stanziamenti.
Ecco le risorse
Nel dettaglio, le risorse dell'Ffo sono state così ripartite: 4,186 miliardi di euro, pari al 50 per cento del totale, per "interventi quota base", ovvero in proporzione al peso di ogni università; 2,223 miliardi, pari al 26,5 per cento delle risorse disponib…
ROMA - Il ministero dell'Università e della Ricerca, guidato da Maria Cristina Messa, ha pubblicato il decreto di ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), decreto che indica quali sono le risorse di Stato affidate ai singoli atenei per il 2021. Al sistema nazionale delle università sono stati destinati 8,383 miliardi di euro, in crescita di 508 milioni rispetto al 2020 (7,875 miliardi). Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, impiantato su fondi europei straordinari, ha giocato un ruolo decisivo. La maggior parte di questo incremento è dovuto a specifiche disposizioni che hanno previsto un vincolo di destinazione per i singoli stanziamenti.
Ecco le risorse
Nel dettaglio, le risorse dell'Ffo sono state così ripartite: 4,186 miliardi di euro, pari al 50 per cento del totale, per "interventi quota base", ovvero in proporzione al peso di ogni università; 2,223 miliardi, pari al 26,5 per cento delle risorse disponibili, sono state assegnazioni premiali con riferimento ai risultati conseguiti nella Valutazione della qualità della ricerca, nella Valutazione delle politiche di reclutamento e in base agli indicatori per il triennio 2021-2023; 175 milioni, il 2,8 per cento, sono stati interventi perequativi al fine di accelerare il processo di riequilibrio delle università statali; 21,75 milioni sono andati per il finanziamento dei Consorzi interuniversitari Cineca e Almalaurea e per il sostegno e la gestione della rete scientifica di telecomunicazione a banda larga Garr; 20,76 milioni sono obbligazioni assunte nei pregressi esercizi; 20 milioni per le chiamate dirette di professori e ricercatori; 8,50 milioni per la prosecuzione del Programma per giovani ricercatori "Rita Levi Montalcini" dedicato a giovani studiosi ed esperti italiani e stranieri, in possesso di titolo di dottore di ricerca da non più di 6 anni e impegnati stabilmente all'estero da almen un triennio in attività di ricerca o didattica da almeno.
Un miliardo e 91 milioni sono finanziamenti già previsti da disposizioni legislative mentre 637 milioni di euro sono interventi a favore degli studenti, dalle borse post lauream alle misure per favorire la mobilità, dagli interventi integrativi di orientamento pre-universitario, di sostegno didattico a quelli per l'aiuto agli studenti con disabilità o disturbi specifici dell'apprendimento, dalla copertura delle contribuzioni degli universitari esonerati dal pagamento del contributo alle azioni di recupero e inclusione.
Per quanto riguarda i singole atenei, quelli con un aumento del Fondo superiore al 4 per cento sono, nell'ordine: Ferrara (+4,45 per cento), Foggia (+4,44 per cento), il Politecnico di Bari (+4,43 per cento), Catanzaro (4,40 per cento), Bergamo (+4,39 per cento); Modena e Reggio Emilia (4,38 per cento), il Piemonte Orientale (4,35 per cento). Quindi, Sissa di Trieste, Ius di Pavia e Stranieri di Siena sono tutti cresciuti del 4 per cento.
La Sapienza assorbe più di tutti
In valore assoluto, è la Sapienza di Roma l'università che ha ricevuto la quota fondo più alta: 457 milioni, cifra che vale da sola quasi il 7 per cento del totale. L'aumento, però, è stato solo dello 0,40 per cento. Il finanziamento più basso è andato all'Imt Lucca: 7,4 milioni, che rappresenta lo 0,11 per cento del totale.
Secondo uno studio della Camera, gli 8,383 miliardi del 2021 sono il finanziamento pubblico più cospicuo ricevuto dall'accademia italiana dal 2007. In particolare, dal 2010 ad oggi il Fondo ordinario è cresciuto di oltre 1,6 miliardi di euro.
Il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) già a luglio, basandosi su cifre molto vicine a quelle definitive, aveva rilasciato un parere critico: "Le variazioni in termini quantitativi dello stanziamento non sono sufficienti, al secondo anno di pandemia, a compensare complessivamente il mutare delle condizioni di spesa, anche per gli atenei e delle famiglie, durante tutto l'ultimo anno".