Scuola, fuga della chiesa cattolica dall’istruzione paritaria. E anche il Covid ha influito
di Salvo Intravaia , di Salvo IntravaiaFuga della chiesa cattolica dall'istruzione paritaria. Troppe difficoltà aggravate dalla pandemia e molte scuole dell'infanzia, ma non solo, sono costrette a chiudere i battenti. Lo scorso 25 ottobre, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio, Rocco Pinneri, ha firmato un decreto con l'elenco delle scuole paritarie che nella regione hanno terminato la loro attività da un paio di mesi. Nel 2021/2022, hanno cessato di esistere ben 20 istituti, 13 di ispirazione cattolica e 7 laici. Tra le prime si contano 7 scuole dell'infanzia, una primaria, una secondaria di primo grado e quattro scuole superiori.
In Veneto, sei delle 11 scuole che dallo scorso mese …
Fuga della chiesa cattolica dall'istruzione paritaria. Troppe difficoltà aggravate dalla pandemia e molte scuole dell'infanzia, ma non solo, sono costrette a chiudere i battenti. Lo scorso 25 ottobre, il direttore dell'Ufficio scolastico regionale del Lazio, Rocco Pinneri, ha firmato un decreto con l'elenco delle scuole paritarie che nella regione hanno terminato la loro attività da un paio di mesi. Nel 2021/2022, hanno cessato di esistere ben 20 istituti, 13 di ispirazione cattolica e 7 laici. Tra le prime si contano 7 scuole dell'infanzia, una primaria, una secondaria di primo grado e quattro scuole superiori.
In Veneto, sei delle 11 scuole che dallo scorso mese di settembre hanno smesso di svolgere le lezioni sono gestite da congregazioni cattoliche, cinque delle quali sono scuole dell'infanzia. Tra le paritarie, laiche e cattoliche, queste ultime rappresentano il 60% circa. Se non di più. Secondo i dati pubblicati dal ministero dell'Istruzione, nel 2020/2021 le istituzioni scolastiche paritarie erano in tutto 12.202, nel 2015/2016 erano 13.267. In appena cinque anni la presenza sul territorio nazionale delle paritarie è diminuita dell'8%. Il grosso delle 1.065 scuole che oggi non ci sono più (874, pari all'82%) erano scuole dell'infanzia. Moltissime cattoliche. E l'anno in corso si è aperto con ulteriori chiusure.
È padre Francesco Ciccimarra, a capo di Agidae (l'Associazione gestori istituti dipendenti dall'autorità ecclesiastica), a spiegare le ragioni della crisi. "Il tutto dipende da una serie di fattori. Innanzitutto - dice - la denatalità: ogni anno, nascono meno bambini e questo si ripercuote sulle iscrizioni alla scuola dell'infanzia". Anche la pandemia ha influito negativamente sulla gestione delle scuole paritarie. "Il distanziamento imposto dalle norme sulla sicurezza sanitaria - continua il rappresentante delle scuole cattoliche - e le superfici delle classi insufficienti hanno contribuito a contrarre il numero degli iscritti". Per compensare i mancati introiti le paritarie avrebbero dovuto "triplicare le rette scolastiche". E la crisi economica, determinata dal Covid, in cui si sono trovate le famiglie ha fatto il resto. Dirottando verso le statali una parte di alunni che in altri momenti avrebbero optato per una scuola privata.
C'è poi l'invecchiamento del personale religioso, che un tempo assicurava la propria opera gratuitamente, e che oggi viene sostituito da laici, con costi aggiuntivi. "In media - aggiunge il religioso - il costo di un docente si aggira attorno ai 25mila euro all'anno. E il sostegno da parte dello stato non è adeguato: se le ex scuole parificate ricevono circa 19mila euro all'anno per classe di contributo statale - spiega - le scuole dell'infanzia ricevono parecchio meno. E spesso in ritardo di un anno e oltre". Di fronte a questo mix di problematiche la crisi sembra irreversibile. A meno che il governo non intervenga con finanziamenti più corposi. "Le nostre scuole - incalza Ciccimarra - danno lavoro a 60/70mila docenti. Se vengono licenziati lo stato dovrà assicurare loro la cassa integrazione e la disoccupazione: un costo in più per la collettività". E auspica contributi maggiori. Perché "il costo di un alunno nella scuola paritaria - conclude - è di gran lunga inferiore a quello sostenuto da una scuola statale".