Vaccini, l'epidemiologo La Vecchia: "Anticipare la terza dose a 4 mesi"
di Michele BocciCarlo La Vecchia è un epidemiologo, ordinario di Igiene a Milano. È convinto che si debba anticipare la terza dose di Pfizer a quattro mesi ma ritiene che non avremo un inverno come quello dell'anno scorso. "La tendenza della curva dei contagi si è invertita", dice, ma la salita non sarà come quella della fine del 2020.
Professore il numero dei casi aumenta e cresce anche quello di coloro che sono attualmente positivi. La situazione inizia a diventare preoccupante?
"Si tratta dell'effetto dell'incremento dei tamponi che c'è stato negli ultimi dieci giorni. Ne abbiamo fatti quasi il doppio rispetto alle settimane precedenti perché è stato introdotto l'obbligo di Green Pass per lavorare. Non mi preoccupano questi numeri ma un'altra cosa".
Quale?
"Il fatto che non scendono più i ricoverati. Anzi, adesso salgono. E questo non è un numero legato alla quantità d…
Carlo La Vecchia è un epidemiologo, ordinario di Igiene a Milano. È convinto che si debba anticipare la terza dose di Pfizer a quattro mesi ma ritiene che non avremo un inverno come quello dell'anno scorso. "La tendenza della curva dei contagi si è invertita", dice, ma la salita non sarà come quella della fine del 2020.
Professore il numero dei casi aumenta e cresce anche quello di coloro che sono attualmente positivi. La situazione inizia a diventare preoccupante?
"Si tratta dell'effetto dell'incremento dei tamponi che c'è stato negli ultimi dieci giorni. Ne abbiamo fatti quasi il doppio rispetto alle settimane precedenti perché è stato introdotto l'obbligo di Green Pass per lavorare. Non mi preoccupano questi numeri ma un'altra cosa".
Quale?
"Il fatto che non scendono più i ricoverati. Anzi, adesso salgono. E questo non è un numero legato alla quantità di test che vengono fatti e che possono scoprire anche degli asintomatici. La settimana appena conclusa ha visto 2.609 casi contro 2.439, cioè un +7 per cento. Ora possiamo dire che si è invertita la tendenza".
I ricoveri sono destinati a salire ancora?
"Verosimilmente nelle prossime settimane vedremo proseguire una modesta salita dei ricoveri. La cosa non ci deve preoccupare enormemente, visto che i nostri servizi sanitari non sono sotto stress e i letti occupati nei reparti pochi".
Come bisogna intervenire?
"Secondo me andrebbe anticipato il richiamo del vaccino, da 6 a 4 mesi. E' appena uscito uno studio sul New England journal of medicine dedicato a Israele che dimostra come appunto le coperture di Pfizer durino tre o quattro mesi dopo la somministrazione. L'Italia ha deciso di richiamare gli over 60 per fare la terza dose, adesso il miglior provvedimento sarebbe di consentire un richiamo prima".
Poi la terza dose sarà allargata a tutti?
"Sì ma intanto mettiamo in sicurezza gli ultra sessantenni. Ci vorrà un mese e intanto pensiamo a come muoverci dopo".
E chi non è vaccinato incide sull'andamento della curva dei contagi?
"Non sono loro ad aver invertito la tendenza, visto che sono anche diminuiti con il Green Pass obbligatorio per lavorare. Però a chi non è vaccinato consiglio di correre a fare la somministrazione, perché tanto abbiamo capito che l'immunità di gregge non la raggiungeremo e quindi chi è scoperto si può infettare e rischia grosso".
Quindi ci aspetta un Natale come quello dell'anno scorso?
"No, non sarà nemmeno paragonabile. La curva salirà ancora un po' come ho detto, anche perché nella stagione fredda si sta al chiuso, cosa che favorisce i virus respiratori. Ma non arriveremo a quei numeri".