✕

Manovra, università: un miliardo in più per gli atenei ma solo dal 2024

La legge di bilancio prevede 250 milioni per il 2022, 530 milioni per il 2023 e 750 milioni per il 2024, da sommare ai finanziamenti per la ricerca. Messa: "Esaudita la richiesta del permio Nobel Giorgio Parisi"
2 minuti di lettura

Il Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, il cosiddetto Ffo, continuerà a salire rispetto al 2021 di 250 milioni di euro per il 2022, di 530 milioni per il 2023 e di 750 milioni annui a partire dal 2024. Lo prevede la legge di bilancio 2022. Quest'anno, in confronto al 2020, era cresciuto di 508 milioni sfiorando gli 8,4 milliardi complessivi, grazie al ruolo chiave giocato dal Piano di ripresa e resilienza e dunque a fondi europei straordinari. 

"Sono molto soddisfatta - commenta ora Maria Cristina Messa che guida il ministero dell'Università e della Ricerca - perché ora si inizierà un percorso nuovo. I fondi a disposizione e preventivati per il trienno danno un pò l'idea dell'andamento e permettono soprattutto a chi lavora nel sistema degli atenei, ai rettori, di programmare, investire nelle persone, nei progetti, nella caratterizzazione delle singole università e dei corsi di laurea&quo…

Il Fondo di finanziamento ordinario delle università italiane, il cosiddetto Ffo, continuerà a salire rispetto al 2021 di 250 milioni di euro per il 2022, di 530 milioni per il 2023 e di 750 milioni annui a partire dal 2024. Lo prevede la legge di bilancio 2022. Quest'anno, in confronto al 2020, era cresciuto di 508 milioni sfiorando gli 8,4 milliardi complessivi, grazie al ruolo chiave giocato dal Piano di ripresa e resilienza e dunque a fondi europei straordinari. 

"Sono molto soddisfatta - commenta ora Maria Cristina Messa che guida il ministero dell'Università e della Ricerca - perché ora si inizierà un percorso nuovo. I fondi a disposizione e preventivati per il trienno danno un pò l'idea dell'andamento e permettono soprattutto a chi lavora nel sistema degli atenei, ai rettori, di programmare, investire nelle persone, nei progetti, nella caratterizzazione delle singole università e dei corsi di laurea".

Rispetto a queste risorse aggiuntive, si prevedono, appunto, diversi vincoli di destinazione per favorire il reclutamento, necessario a ridurre il divario nel rapporto docenti-studenti universitari, la valorizzazione del personale tecnico-amministrativo, l’integrazione dell’importo delle borse di dottorato, il cofinanziamento per le chiamate dirette, un incremento del finanziamento delle Scuole superiori a ordinamento speciale. Il disegno di legge di bilancio prevede anche una crescita del finanziamento delle residenze universitarie e dei collegi di merito oltre che ad alcuni musei e istituti impegnati a sostenere e incentivare in maniera organica la diffusione della cultura scientifica.

Quanto agli enti e alle istituzioni di ricerca, il Fondo viene invece incrementato di 90 milioni di euro per ognuno degli anni 2022, 2023 e 2024 prevendendo che una quota sia sempre destinata alla promozione dello sviluppo professionale di ricercatori e tecnologi e alla valorizzazione del personale tecnico-amministrativo. Il Fondo italiano per la scienza, istituito con il decreto-legge Sostegni-bis, avrà una dotazione di 150 milioni di euro per il 2022, mentre arriverà a 200 e 250 milioni rispettivamente nel 2023 e 2024. La legge di bilancio istituisce, poi, il nuovo Fondo italiano per le scienze applicate con una dotazione di 50, 150 e 250 milioni rispettivamente per il 2022, il 2023 e il 2024. Infine, si interverrà sul Cnr, il più grande ente pubblico di ricerca nazionale, con un piano di riorganizzazione e di rilancio.

"Se consideriamo complessivamente tutto quello che arriva fra Università e Ricerca - ha commentato Messa snocciolando i numeri - nel 2024 arriviamo al miliardo e 200 e oltre. Proprio questa era la richiesta arrivata anche da parte del neo premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi", che parlando di come l'Italia fosse un Paese inospitale verso i giovani ricercatori, aveva sottolineato l'urgenza di nuovi investimenti aggiuntivi da inserire subito in Manovra, attorno al miliardo di euro. Ci si arriverà in tre anni.

Qualche critica arriva dai collettivi stuenteschi. Per Lorenzo Morandi del sindacato universitario Link "l’assenza di un rifinanziamento sostanziale delle misure per gli studenti, pur con gli avanzamenti nel reclutamento del personale docente, determina pesanti conseguenze. In questo anno di forte crisi è inaccettabile il mancato rifinanziamento di borse di studio e contributi per gli affitti, e il mancato innalzamento della no tax area fino ad almeno 30 mila euro di Isee”.