Treviso, finse di iniettare vaccini a centinaia di bambini: operatrice sanitaria no vax condannata a pagare 550mila euro
di Luana de Francisco , di Luana de FranciscoPrima del Covid, dei vaccini distribuiti in tutto il mondo per arginare la pandemia e dell'ondata dei no vax che ne è seguita, a Nord-Est a fare scandalo era stato il caso di Emanuela Petrillo, allora assistente sanitaria di Spresiano (Treviso), oggi 35enne, denunciata e licenziata nel 2017 con l'accusa di avere finto di iniettare la dose vaccinale a centinaia di bambini negli anni di servizio trascorsi tra il Friuli (al distretto di Codroipo, dal 2009 al 2015) e il Veneto (all'Ulss n.2 di Treviso, dove si trasferì e lavorò fino al giorno della risoluzione del contratto).
Il processo per le ipotesi di peculato, falso e omissione d'atti d'ufficio è ancora in corso, davanti al tribunale di Udine, ma intanto, ieri, la sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia della Corte dei Conti l'ha condannata a risarcire 550 mila euro all'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. E cioè al suo ex datore di lavoro costre…
Prima del Covid, dei vaccini distribuiti in tutto il mondo per arginare la pandemia e dell'ondata dei no vax che ne è seguita, a Nord-Est a fare scandalo era stato il caso di Emanuela Petrillo, allora assistente sanitaria di Spresiano (Treviso), oggi 35enne, denunciata e licenziata nel 2017 con l'accusa di avere finto di iniettare la dose vaccinale a centinaia di bambini negli anni di servizio trascorsi tra il Friuli (al distretto di Codroipo, dal 2009 al 2015) e il Veneto (all'Ulss n.2 di Treviso, dove si trasferì e lavorò fino al giorno della risoluzione del contratto).
Il processo per le ipotesi di peculato, falso e omissione d'atti d'ufficio è ancora in corso, davanti al tribunale di Udine, ma intanto, ieri, la sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia della Corte dei Conti l'ha condannata a risarcire 550 mila euro all'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. E cioè al suo ex datore di lavoro costretto, di punto in bianco, a programmare una nuova e imponente tornata di sedute vaccinali, per garantire la copertura ai bambini sottoposti a iniezione nei giorni in cui a prestare servizio c'era appunto Petrillo.
Vaccini e ore di lavoro perse
L'incognita sull'effettiva immunizzazione aveva interessato 20 mila dosi: 7.500 di esavalente, 4 mila di Mmrv, 2 mila per il meningococco, 4.700 per lo pneumococco, 350 Tbe e 1.800 Hpv). La sentenza dei giudici contabili, quindi, punta a compensare da una parte l'acquisto di 6.739 dosi di vaccino e, dall'altra, le ore straordinarie di medici e infermieri coinvolti nell'operazione - la campagna venne denominata "Vaccinare-Sì" -, tra apertura extra degli ambulatori e numero verde e casella di posta elettronica dedicati al progetto.
A corroborare la tesi dell'accusa, sostenuta dal procuratore facente funzioni di Udine, Claudia Danelon, era stata l'attività di campionamento di 209 reperti ematici condotta dal Nas di Udine: su 129 bimbi vaccinati da Petrillo, soltanto 20 avevano sviluppato una risposta immunitaria. Contestualmente, su 80 piccoli vaccinati da altri operatori, soltanto 6 erano risultati negativi.
Nel tirare le somme e contestare all'ex assistente sanitaria un "inutile esborso di risorse finanziarie pubbliche", la Procura contabile aveva concluso per un danno pari a 660 mila euro. La sezione giurisdizionale, presieduta da Paolo Simeon, ha accolto solo in parte la richiesta, "ponendo in tal modo di fatto a carico dell'amministrazione sanitaria i costi determinati dalla mancanza di misure organizzative idonee a individuare l'assistente sanitario cui attribuire ogni singola e identificata somministrazione".
Il fronte penale
Sul fronte penale, il processo è a sua volta alle battute finali. Alla prossima udienza, fissata per il 14 dicembre, dopo l'audizione del consulente tecnico della difesa, si chiuderà l'istruttoria dibattimentale e si rimanderà all'8 febbraio 2022 per la discussione. Ed è proprio a fine istruttoria che, per la prima volta dall'inizio del procedimento, in aula potrebbe presentarsi anche l'imputata. "Verrà e si farà esaminare", aveva assicurato nei mesi scorsi il difensore, l'avvocato Paolo Salandin. Anche perché rispetto a tutto ciò di cui la si accusa, la accusa, Petrillo, che non risulta essere mai stata interrogata (e che da qualche mese è diventata mamma), ha sempre continuato a dichiararsi estranea.