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Treviso, finse di iniettare vaccini a centinaia di bambini: operatrice sanitaria no vax condannata a pagare 550mila euro

Emanuela Petrillo con il suo avvocato Paolo Salandin 
Emanuela Petrillo dovrà risarcire l'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, con cui aveva un contratto, che ha ha dovuto programmare una nuova e imponente tornata di sedute vaccinali
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Prima del Covid, dei vaccini distribuiti in tutto il mondo per arginare la pandemia e dell'ondata dei no vax che ne è seguita, a Nord-Est a fare scandalo era stato il caso di Emanuela Petrillo, allora assistente sanitaria di Spresiano (Treviso), oggi 35enne, denunciata e licenziata nel 2017 con l'accusa di avere finto di iniettare la dose vaccinale a centinaia di bambini negli anni di servizio trascorsi tra il Friuli (al distretto di Codroipo, dal 2009 al 2015) e il Veneto (all'Ulss n.2 di Treviso, dove si trasferì e lavorò fino al giorno della risoluzione del contratto).

Il processo per le ipotesi di peculato, falso e omissione d'atti d'ufficio è ancora in corso, davanti al tribunale di Udine, ma intanto, ieri, la sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia della Corte dei Conti l'ha condannata a risarcire 550 mila euro all'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. E cioè al suo ex datore di lavoro costre…

Prima del Covid, dei vaccini distribuiti in tutto il mondo per arginare la pandemia e dell'ondata dei no vax che ne è seguita, a Nord-Est a fare scandalo era stato il caso di Emanuela Petrillo, allora assistente sanitaria di Spresiano (Treviso), oggi 35enne, denunciata e licenziata nel 2017 con l'accusa di avere finto di iniettare la dose vaccinale a centinaia di bambini negli anni di servizio trascorsi tra il Friuli (al distretto di Codroipo, dal 2009 al 2015) e il Veneto (all'Ulss n.2 di Treviso, dove si trasferì e lavorò fino al giorno della risoluzione del contratto).

Il processo per le ipotesi di peculato, falso e omissione d'atti d'ufficio è ancora in corso, davanti al tribunale di Udine, ma intanto, ieri, la sezione giurisdizionale per il Friuli Venezia Giulia della Corte dei Conti l'ha condannata a risarcire 550 mila euro all'Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale. E cioè al suo ex datore di lavoro costretto, di punto in bianco, a programmare una nuova e imponente tornata di sedute vaccinali, per garantire la copertura ai bambini sottoposti a iniezione nei giorni in cui a prestare servizio c'era appunto Petrillo.

Vaccini e ore di lavoro perse

L'incognita sull'effettiva immunizzazione aveva interessato 20 mila dosi: 7.500 di esavalente, 4 mila di Mmrv, 2 mila per il meningococco, 4.700 per lo pneumococco, 350 Tbe e 1.800 Hpv). La sentenza dei giudici contabili, quindi, punta a compensare da una parte l'acquisto di 6.739 dosi di vaccino e, dall'altra, le ore straordinarie di medici e infermieri coinvolti nell'operazione - la campagna venne denominata "Vaccinare-Sì" -, tra apertura extra degli ambulatori e numero verde e casella di posta elettronica dedicati al progetto.

A corroborare la tesi dell'accusa, sostenuta dal procuratore facente funzioni di Udine, Claudia Danelon,  era stata l'attività di campionamento di 209 reperti ematici condotta dal Nas di Udine: su 129 bimbi vaccinati da Petrillo, soltanto 20 avevano sviluppato una risposta immunitaria. Contestualmente, su 80 piccoli vaccinati da altri operatori, soltanto 6 erano risultati negativi.

Nel tirare le somme e contestare all'ex assistente sanitaria un "inutile esborso di risorse finanziarie pubbliche", la Procura contabile aveva concluso per un danno pari a 660 mila euro. La sezione giurisdizionale, presieduta da Paolo Simeon, ha accolto solo in parte la richiesta, "ponendo in tal modo di fatto a carico dell'amministrazione sanitaria i costi determinati dalla mancanza di misure organizzative idonee a individuare l'assistente sanitario cui attribuire ogni singola e identificata somministrazione".

Il fronte penale

Sul fronte penale, il processo è a sua volta alle battute finali. Alla prossima udienza, fissata per il 14 dicembre, dopo l'audizione del consulente tecnico della difesa, si chiuderà l'istruttoria dibattimentale e si rimanderà all'8 febbraio 2022 per la discussione. Ed è proprio a fine istruttoria che, per la prima volta dall'inizio del procedimento, in aula potrebbe presentarsi anche l'imputata. "Verrà e si farà esaminare", aveva assicurato nei mesi scorsi il difensore, l'avvocato Paolo Salandin. Anche perché rispetto a tutto ciò di cui la si accusa, la accusa, Petrillo, che non risulta essere mai stata interrogata (e che da qualche mese è diventata mamma), ha sempre continuato a dichiararsi estranea.