✕

Troppe cause, in tribunale arriva lo psicologo. E già si pensa all'intelligenza artificiale

Il progetto che coinvolge Tribunale di Vicenza, Ordine degli avvocati, Regione Veneto e Università di Padova introduce nella filiera del processo civile una nuova figura: l'operatore dialogico. Affianca il giudice nello studio dei fascicoli per una possibile mediazione
2 minuti di lettura

Abbattere l'enorme mole di pratiche giacenti con lo strumento della mediazione. Provare a farlo grazie a psicologi capaci di trovare nelle pieghe del diritto il possibile punto d'incontro tra due parti che litigano da anni. Ci sono dissidi tra vicini di casa, tra ex coniugi, tra parenti, tra colleghi di lavoro. E' il mondo delle cause civili, che si nutre in modo vorace di migliaia di pratiche ogni anno, che poi finiscono per essere accatastate sopra qualche scrivania polverosa. In Tribunale di Vicenza hanno deciso di provare a risolvere questo problema con l'arma della psicologia. E' nato così il progetto che coinvolge Tribunale di Vicenza, Ordine degli avvocati, Regione Veneto e Università di Padova e che introduce nella filiera del processo civile una nuova figura: l'operatore dialogico.

"Gli operatori dialogici affiancano i giudici nello studio dei fascicoli", spiega l'avvocata Rita De Marco, consigliera dell'Ordine e delega…

Abbattere l'enorme mole di pratiche giacenti con lo strumento della mediazione. Provare a farlo grazie a psicologi capaci di trovare nelle pieghe del diritto il possibile punto d'incontro tra due parti che litigano da anni. Ci sono dissidi tra vicini di casa, tra ex coniugi, tra parenti, tra colleghi di lavoro. E' il mondo delle cause civili, che si nutre in modo vorace di migliaia di pratiche ogni anno, che poi finiscono per essere accatastate sopra qualche scrivania polverosa. In Tribunale di Vicenza hanno deciso di provare a risolvere questo problema con l'arma della psicologia. E' nato così il progetto che coinvolge Tribunale di Vicenza, Ordine degli avvocati, Regione Veneto e Università di Padova e che introduce nella filiera del processo civile una nuova figura: l'operatore dialogico.

"Gli operatori dialogici affiancano i giudici nello studio dei fascicoli", spiega l'avvocata Rita De Marco, consigliera dell'Ordine e delegata per questa esperienza così innovativa. "E' bene specificare una cosa: nessuno vuole togliere il diritto del cittadino a veder riconosciuti i suoi diritti. Si tratta semplicemente di capire se nei fascicoli trapela in qualche modo il desiderio di risolvere il conflitto". Il punto è proprio questo. Gli esperti del Master in Mediazione dialogica dell'Università di Padova, dopo aver ottenuto il consenso degli avvocati che rappresentano le parti, hanno accesso al fascicolo. Lo studiano e, alla fine, individuano un indice di mediabilità che riferiscono al giudice. Sarà quest'ultimo poi a decidere se procedere o meno con la mediazione. "Non ci stiamo inventando un nuovo modo di procedere, è la riforma Cartabia incentiva l'uso della mediazione. Noi semmai favoriamo soltanto la gestione del conflitto", puntualizza l'avvocata De Marco.

"Cinque anni fa c'erano 8.200 pratiche giacenti, siamo arrivati a poco più di un migliaio e stiamo provando in tutti i modi a risolvere questo problema che rappresenta un costo per lo Stato", spiega Alberto Rizzo, presidente del Tribunale di Vicenza. L'elemento temporale di durata di una causa incide sulle casse dello Stato perché, dopo un determinato periodo di tempo, entrambe le parti hanno diritto a un risarcimento a prescindere dall'esito del processo. Questo strumento innovativo, al momento, ha consentito di chiudere con la mediazione soltanto due cause. Ma i segnali, dicono gli esperti che ormai da un anno stanno seguendo il progetto, sono incoraggianti. Anche gli stessi giudici hanno accolto in modo positivo la presenza degli psicologi, probabilmente consci del fatto che un processo di velocizzazione delle pratiche sarebbe positivo per tutti.

"Stiamo preparando un programma di intelligenza artificiale. Nei prossimi anni potrebbe essere il computer a compiere, molto più rapidamente, una prima scrematura dei fascicoli individuando quelli con un alto indice di mediabilità", ha detto al Corriere del Veneto il professor Gian Piero Turchi, professore del Dipartimento di Psicologia applicata dell'ateneo padovano.