La battaglia dei genitori di Samantha D'Incà: "Adesso potrà finalmente morire"
di Maria Novella De Luca , di Maria Novella De LucaForse in un giorno nemmeno troppo lontano Samantha sarà "libera". E' questa l'espressione che da mesi Giorgio e Genzianella D'Incà utilizzano quando parlano di Samantha, la loro Samantha, la più piccola dei loro tre figli, in coma irreversibile dal 4 dicembre del 2020. Il papà di Samantha, Giorgio, il prossimo 10 novembre, sarà infatti nominato dal tribunale di Belluno, amministratore di sostegno della figlia. E potrà così chiedere all'équipe medica che la segue, l'interruzione delle cure, ossia l'interruzione della nutrizione e dell'idratazione e la sedazione fino alla morte.
Una richiesta basata sulla ricostruzione della volontà di Samantha attraverso la testimonianza dei genitori, dei fratelli, di chi la conosceva. "Sammy non avrebbe mai voluto una vita così, senza coscienza, dipendente da tutto e da tutti, lo diceva sempre durante la battaglia di Beppino Englaro …
Forse in un giorno nemmeno troppo lontano Samantha sarà "libera". E' questa l'espressione che da mesi Giorgio e Genzianella D'Incà utilizzano quando parlano di Samantha, la loro Samantha, la più piccola dei loro tre figli, in coma irreversibile dal 4 dicembre del 2020. Il papà di Samantha, Giorgio, il prossimo 10 novembre, sarà infatti nominato dal tribunale di Belluno, amministratore di sostegno della figlia. E potrà così chiedere all'équipe medica che la segue, l'interruzione delle cure, ossia l'interruzione della nutrizione e dell'idratazione e la sedazione fino alla morte.
Una richiesta basata sulla ricostruzione della volontà di Samantha attraverso la testimonianza dei genitori, dei fratelli, di chi la conosceva. "Sammy non avrebbe mai voluto una vita così, senza coscienza, dipendente da tutto e da tutti, lo diceva sempre durante la battaglia di Beppino Englaro per Eluana, e poi per Dj Fabo.
La sua vita in quel letto, tra dolori e sofferenze, non è vita, non è dignità, è soltanto patimento". Dopo un lungo braccio di ferro e diverse perizie che hanno certificato l'impossibilità di qualsiasi mutamento nella condizione di Samantha, sottolineando che l'unico trattamento che tiene in vita il corpo di Samantha è la nutrizione artificiale, il giudice tutelare ha decretato (con una sentenza davvero interessante sotto il profilo bioetico) che Giorgio D'Incà diventi amministratore di sostegno della figlia, proprio per permettergli di richiedere l'interruzione delle cure. Così come prevede la legge sul fine vita del 2017.
La difficoltà del caso di Samantha è dovuta alla mancanza di un testamento biologico, ma le sue volontà sono state ricostruite sulla base delle testimonianze dei familiari. Adesso però sulla base del pronunciamento del tribunale di Belluno, la parola passa ai medici che seguono Samantha.
E' in come da 11 mesi Samantha D'Incà, 30 anni, di Feltre, vittima di una tragedia nella quale diversi aspetti devono ancora essere chiariti. Samantha si era fratturata un femore, uscendo di casa, alla fine del novembre 2020. Tornata a casa dopo l'operazione, un intervento considerato di routine, Sam aveva cominciato a sentirsi male, dolori dappertutto, gonfiori. Ricoverata di nuovo in ospedale, la situazione precipita e Samantha il 4 dicembre del 2020 entra in coma.
E' successo qualcosa, qualcosa di irreversibile, forse un batterio preso in sala operatoria. Samantha entra in un sonno da cui non si risveglierà più. Dopo aver tenacemente sperato che la loro ragazza mostrasse anche un minimo miglioramento. Giorgio e Genzianella D'Incà, sostenitori del diritto di scelta e della legge sull'eutanasia, iniziano la loro battaglia per "liberare" Samantha dalla sofferenza. Con la nomina di Giorgio D'Incà ad amministratore di sostegno della figlia, la richiesta di "fine vita" diventerà ufficiale. "E' la sua volontà - dice Giorgio tra le lacrime - prima di salutarla però la porteremo per l'ultima volta a sentire il mare".