Diritti negati: "Io, disabile, nazionale di basket in carrozzina, non ho potuto vedere un film al cinema seduta in poltrona"
di Giulia Torlone , di Giulia TorloneFranca Borin indossa la maglia azzurra, quella della nazionale femminile di basket in carrozzina in cui lei gioca. Ha quattro figli, un nipote e un matrimonio alle spalle. È una donna lavoratrice e indipendente che ha fatto della sua disabilità, arrivata dopo essere stata vittima di un incidente stradale nel 1996, un motivo di impegno sociale. "Ho creato, con due miei amici, il portale 'Bad Traveller' - racconta- per segnalare tutti i luoghi accessibili a persone con disabilità, anziani e donne incinte. E proprio a me è successo un episodio così spiacevole come quello di venerdì". Quello a cui fa riferimento Franca è l'ennesima prova della mancanza di regole chiare e di un trattamento equo e adeguato verso donne e uomini con disabilità.
Franca, cosa è successo venerdì?
"Mio figlio e io volevamo chiudere una giornata di shopping in bellezza con un film al cinema. Eravamo al centro commerc…
Franca Borin indossa la maglia azzurra, quella della nazionale femminile di basket in carrozzina in cui lei gioca. Ha quattro figli, un nipote e un matrimonio alle spalle. È una donna lavoratrice e indipendente che ha fatto della sua disabilità, arrivata dopo essere stata vittima di un incidente stradale nel 1996, un motivo di impegno sociale. "Ho creato, con due miei amici, il portale 'Bad Traveller' - racconta- per segnalare tutti i luoghi accessibili a persone con disabilità, anziani e donne incinte. E proprio a me è successo un episodio così spiacevole come quello di venerdì". Quello a cui fa riferimento Franca è l'ennesima prova della mancanza di regole chiare e di un trattamento equo e adeguato verso donne e uomini con disabilità.
Franca, cosa è successo venerdì?
"Mio figlio e io volevamo chiudere una giornata di shopping in bellezza con un film al cinema. Eravamo al centro commerciale Il Palladio di Vicenza e abbiamo pensato di restare lì per la visione, nel multisala UCI. Alla cassa ho chiesto due ingressi e il ragazzo della biglietteria mi ha chiesto se preferissi restare in carrozzina o sedermi sulle poltrone in sala. Ho detto subito di preferire la poltrona perché due ore di film rendono la schiena un macigno. Il cassiere ha chiamato la supervisor e da lì è iniziato il calvario"
Cosa le hanno contestato nella scelta di una poltrona?
"La supervisor mi dice che non posso occupare un sedile della sala perché ho la gratuità del biglietto e quindi non ne ho il permesso. Le persone con disabilità hanno, anche se non richiesto come nel mio caso, l'esonero dal pagamento e proprio per questo motivo, secondo la responsabile, non ho il diritto di sedermi sulla poltrona come chiunque altro".
E se avesse pagato per intero avrebbe avuto il suo posto?
"Ho chiesto immediatamente di pagare il biglietto, ma oltre a non permettermelo, a quel punto la supervisor ha aggiunto che il problema non stava solo nella gratuità dell'ingresso, ma anche nel regolamento del cinema, adducendo motivi di sicurezza".
Le era mai capitato prima di incappare in una regola simile?
"In tutti questi anni mai. Capita di dover restare in carrozzina per mancanza di posti in sala, ma mai perché mi è stato negato l'accesso alla poltrona. E la cosa più grave è che quando ho chiesto di poter visionare questo regolamento, la responsabile del multisala non è riuscita a mostrarmelo, nonostante insistesse nel dire che fosse online. Ma è evidente che non c'è".
A ben vedere, sul sito dell'UCI Cinemas, alla sezione 'Regolamento per gli spettatori con disabilità' si parla solo degli sconti o degli esoneri tariffari, nessuna regola messa nero su bianco.
"Secondo la responsabile, in questo regolamento si vietava l'utilizzo della poltrona perché in caso di incendio e necessità di evacuazione io non avrei potuto essere autonoma. Ma anche se si dovesse trattare di sicurezza, se è una normativa di legge, deve essere esposta".
Nessun regolamento esposto e neanche pubblicato online, quindi?
"Esattamente. E nel momento in cui io ho preteso che me lo mostrasse, la responsabile si è spazientita dicendomi che l'unico modo per occupare la poltrona dei paganti sarebbe stato quello di dimostrare di essere in grado di entrare in sala camminando. Non riesco neanche a descrivere l'offesa alla mia dignità che mi ha provocato. E non è stata l'ultima della serata".
Cos'è successo poi?
"Il film l'abbiamo visto lo stesso, la sala era vuota, e io comunque ho occupato una poltrona nonostante il divieto. All'uscita ho trovato l'ascensore bloccato, perché il centro commerciale stava per chiudere. Chiedo per cortesia alla guardia di riattivarlo, ma lui mi indica l'uscita: una rampa a spirale esterna, al buio, dove io non avrei mai potuto scendere. E alla mia lamentela mi ha anche additato come una rompiscatole. In questo caso però il direttore del centro commerciale ha provveduto a scusarsi e ad allontanare la guardia in questione. Questo è stato un segnale importante".
Sull'esistenza o meno di un regolamento per la sicurezza all'interno delle sale cinematografiche, l'Anec (Associazione nazionale esercenti cinema) ha prontamente risposto. Contattati telefonicamente, hanno spiegato che le leggi in merito alla sicurezza di persone con disabilità danno prescrizioni di massima, tra cui potrebbe rientrare quella di non far utilizzare una poltrona a chi ha un deficit motorio, vista la mancanza di autonomia in caso di obbligo di fuga. Sta, però, alla singola azienda interpretare più o meno strettamente queste norme e recepirle nel piano regolamentare interno.
L’azienda UCI Cinemas Italia, a seguito della nostra richiesta di spiegazioni, risponde con una nota: "La sicurezza di tutti i nostri clienti e del nostro staff è la nostra priorità assoluta e la gestione dei nostri cinema si basano su disposizioni di legge. Dobbiamo poter garantire la fruibilità delle nostre sale alle persone con disabilità e contemporaneamente assicurare vie di esodo sempre sgombre, riservando specifici spazi ai clienti con ridotte o impedite capacità motorie. Secondo la normativa vigente, infatti, queste persone possono disporre di apposite aree adibite all’interno delle nostre sale. Per incentivare la frequentazione della multisala a tutto il pubblico, UCI ha anche previsto per persone con disabilità un biglietto gratuito per assistere alle proiezioni dei film in programmazione". La nota si conclude con le scuse per la signora Borin: "Ci dispiace per la situazione creatasi e cogliamo questa occasione per invitare nuovamente la Sig.ra Franca Borin, e tutti gli appassionati di cinema, a vivere le nostre sale con la consapevolezza di trovarsi in un luogo sicuro e con la serenità di poter guardare i film in assoluta tranquillità".
A distanza di una settimana, Franca Borin ha ricevuto una mail di chiarimento dall'Uci. Nel testo l'azienda riporta i termini di legge sulla sicurezza che giustificherebbero il suo mancato posto in poltrona. Nonostante questo, Borin si riserva di fare altri controlli e avere ulteriori certezze sulla questione.