Rapina da incubo per il petroliere Miotto: "Ci hanno preso in ostaggio e minacciato di morte"
di Enrico Ferro , di Enrico FerroRapina in casa da incubo per il petroliere veneziano Giancarlo Miotto, 79 anni, ex titolare della Miotto Generale Petroli di Marghera, azienda in liquidazione dal 2017. Domenica sera un commando formato da quattro persone ha assaltato la sua villa di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. "Ero in salotto a guardare la tv, quando ho sentito un rumore improvviso. Mi sono arrivati incontro questi uomini, vestiti di nero, incappucciati. Due di loro erano armati, hanno alzato le pistole e mi hanno detto di obbedire. Hanno preso mia moglie, minacciandola in maniera decisa, le hanno fatto disattivare l'allarme della prima cassaforte e se la sono fatta aprire. Poi minacciandoci ancora hanno puntato al caveau", è il racconto reso alla Tribuna di Treviso.
La banda ha preso in ostaggio la famiglia per più di mez…
Rapina in casa da incubo per il petroliere veneziano Giancarlo Miotto, 79 anni, ex titolare della Miotto Generale Petroli di Marghera, azienda in liquidazione dal 2017. Domenica sera un commando formato da quattro persone ha assaltato la sua villa di Mogliano Veneto, in provincia di Treviso. "Ero in salotto a guardare la tv, quando ho sentito un rumore improvviso. Mi sono arrivati incontro questi uomini, vestiti di nero, incappucciati. Due di loro erano armati, hanno alzato le pistole e mi hanno detto di obbedire. Hanno preso mia moglie, minacciandola in maniera decisa, le hanno fatto disattivare l'allarme della prima cassaforte e se la sono fatta aprire. Poi minacciandoci ancora hanno puntato al caveau", è il racconto reso alla Tribuna di Treviso.
La banda ha preso in ostaggio la famiglia per più di mezz'ora, terrorizzando la moglie, la figlia, le due inservienti. In casa in quel momento c'era anche la nipotina di Miotto, che si è messa a piangere disperata di fronte a quelle scene di violenza. Nessuno dei rapinatori si è fatto intenerire, tutt'altro: "Se non la fate stare zitta la sistemiamo noi", avrebbero detto, paventando anche un ipotetico sequestro della bimba. "Obbedisca altrimenti spariamo" è invece la minaccia che i quattro uomini incappucciati hanno rivolto all'imprenditore intorno alle 19.30, dopo essere entrati nell'abitazione al civico 74 del Terraglio, in località Marocco.
Per Miotto non c'è stata scelta. I banditi hanno potuto svuotare sia la cassaforte che si trovava nella camera da letto al primo piano, sia quella nel caveau al piano terra. Si parla di un bottino da capogiro, fatto prevalentemente di gioielli e contanti, ma anche di capi d'abbigliamento, borse e accessori. Il valore supera abbondantemente il milione di euro. Dopo aver compiuto il furto si sono dileguati in un attimo, fuggendo a piedi fino all'auto nascosta chissà dove per non dare nell'occhio. "Di sicuro c'era qualcuno da fuori che li guidava", prosegue Miotto nella sua testimonianza, "ogni tanto sentivo che parlavano al telefono con qualcuno fuori, forse un basista. Con noi parlavano in italiano ma tra di loro comunicavano in un'altra lingua, forse in albanese". Sul caso stanno indagando i carabinieri del comando provinciale di Treviso, che hanno acquisito le immagini della videosorveglianza della villa. Sparito, forse scappato, il cane chihuahua di casa.