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Rapporto Ecomafie 2021: "Con la pandemia aumentati i reati contro l'ambiente"

Presentato il nuovo rapporto di Legambiente, riferito al 2020. Nell'anno nero del lockdown i gli eco-crimini sono cresciuti dello 0,6 per cento: una media di 95 reati al giorno contro la natura e la fauna, 4 ogni ora. Le dieci proposte verdi degli ambientalisti.
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ROMA - Chi sperava che la pandemia e la paura del virus avrebbero almeno attenuato l'impatto della criminalità ambientale rimarrà deluso. Nel 2020, l'anno nero del lockdown e delle prime ondate di Covid, nonostante i controlli effettuati dalle forze dell'ordine siano calati del 17 per cento i reati ambientali nel nostro Paese hanno toccato quota 34.867, ossia sono stati lo 0,6 per cento in più rispetto all'anno precedente. Una media di 95 al giorno, 4 ogni ora.

Aumentano denunce e arresti

E' quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2021 (Edizioni Ambiente), realizzato da Legambiente con il sostegno di Cobat e Novamont. Aumentano le persone denunciate (33.620, +12 per cento), gli arresti (329, +14,2%), i sequestri (11.427, +25,4 per cento). "Sempre alta l'incidenza dei reati ambientali - si legge nel rapporto - nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria, dove sono stati 16.262…

ROMA - Chi sperava che la pandemia e la paura del virus avrebbero almeno attenuato l'impatto della criminalità ambientale rimarrà deluso. Nel 2020, l'anno nero del lockdown e delle prime ondate di Covid, nonostante i controlli effettuati dalle forze dell'ordine siano calati del 17 per cento i reati ambientali nel nostro Paese hanno toccato quota 34.867, ossia sono stati lo 0,6 per cento in più rispetto all'anno precedente. Una media di 95 al giorno, 4 ogni ora.

Aumentano denunce e arresti

E' quanto emerge dal rapporto Ecomafia 2021 (Edizioni Ambiente), realizzato da Legambiente con il sostegno di Cobat e Novamont. Aumentano le persone denunciate (33.620, +12 per cento), gli arresti (329, +14,2%), i sequestri (11.427, +25,4 per cento). "Sempre alta l'incidenza dei reati ambientali - si legge nel rapporto - nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, Sicilia, Campania, Puglia e Calabria, dove sono stati 16.262 (il 46,6 per cento del totale), con 134 arresti: nel 2019 erano stati 'soltanto' 86. Nel complesso, il mercato illegale pesa sull'economia per 10,4 miliardi di euro".

Codice rosso per boschi e fauna

L'ambiente, dunque, è sotto attacco: codice rosso per boschi e fauna, con 4.233 reati relativi agli incendi boschivi (+8,1%).,8.193 quelli contro gli animali, poco meno di uno ogni ora.

In questo quadro sconfortante, Legambiente presenta 10 proposte per rendere più efficace l'azione dello Stato: "E' fondamentale - dice il presidente Stefano Ciafani non abbassare la guardia contro gli ecocriminali, completare e rafforzare il sistema normativo e alzare il livello qualitativo dei controlli pubblici ambientali in tutta Italia, a partire dal Centro-Sud, soprattutto ora che il Paese spenderà le ingenti risorse pubbliche previste dal Pnrr".

Le dieci proposte di Legambiente

Tra le proposte: "Completare quanto prima l’iter di approvazione della legge di riforma costituzionale che modifica gli articoli 9 e 41 della Costituzione, grazie alla quale vengono sanciti principi fondamentali di tutela dell’ambiente e degli animali"; "Inserire, con il primo provvedimento utile, i delitti ambientali previsti dal Titolo VI-bis del Codice penale e il delitto di incendio boschivo"; "Approvare il disegno di legge contro le agromafie, licenziato dal governo nel febbraio del 2020 e ancora fermo alla Camera".